Il Consiglio della minoranza italiana della Regione litoraneo-montana rimane, per il momento, senza presidente. Nonostante durante la seduta dell’organo, svoltasi oggi pomeriggio nel Salone delle Feste di Palazzo Modello, sede della Comunità degli Italiani, si siano susseguiti due turni di votazione, il futuro del Consiglio rimane ancora aperto. L’assemblea è stata convocata dal vicepresidente Mario Simonovich per espletare due punti all’ordine del giorno ovvero, come si legge nel comunicato inoltrato alla stampa, “valutazione dell’attuale situazione del Consiglio” ed “elezione e nomina del presidente”. Mauro Graziani era stato destituito dall’incarico di presidente del Consiglio durante la seduta dello scorso 17 giugno, con il voto favorevole di 13 consiglieri. Contestando la legittimità di quella seduta e sostenendo che non fosse stata convocata nel rispetto delle norme statutarie, Graziani aveva successivamente rassegnato le dimissioni, il 22 giugno. In base allo Statuto, in questa fase di transizione spetta al vicepresidente del Consiglio svolgere le funzioni di presidente, con l’obbligo di convocare entro 30 giorni una nuova riunione, che si è tenuta appunto ieri. Alla presenza di 17 consiglieri, in quella che lo stesso Simonovich ha definito “una riunione difficile per tutti noi”, il nodo della presidenza non è stato, però, ancora sciolto.
«Destituzione illegittima»
Non sono mancati i colpi di scena. Innanzitutto la constatazione, da parte di Simonovich, che la destituzione di Graziani non sarebbe avvenuta nel rispetto dello Statuto. “Lo Statuto dice che la nomina e la destituzione del presidente del Consiglio devono avvenire a voto segreto. Nel verbale della riunione del 17 giugno non si parla del tipo di voto con cui è stata deliberata la destituzione di Graziani. Tuttavia, parlando con alcuni consiglieri, sono venuto a conoscenza del fatto che tale destituzione non è avvenuta con voto segreto. Perciò la destituzione in questione non è valida e quindi non è accettabile”, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio. Graziani, tuttavia, non risulta più presidente in virtù delle dimissioni da lui rassegnate il 22 giugno, che, come constatato da Simonovich, sarebbero “a posto dal punto di vista del diritto”. Da qui l’invito a procedere con l’elezione del nuovo presidente mediante scrutinio segreto.
Una poltrona per due
In lizza per la presidenza risultavano due consigliere: Maria Grazia Frank, che aveva presentato la propria candidatura direttamente al vicepresidente, e Jenny Chinchella, il cui nome è stato proposto durante la seduta di ieri dal consigliere Lucio Slama e accettato dalla stessa interessata. L’esito della consultazione ha visto Chinchella ottenere 10 voti e Frank 6, mentre una scheda è risultata nulla. Il risultato non ha consentito l’elezione del nuovo presidente del Consiglio, essendo necessario raggiungere almeno 13 voti. Si è deciso quindi di procedere a un secondo turno di votazione, lasciando però prima alle candidate la possibilità di illustrare le motivazioni che le hanno spinte a concorrere alla carica.
Vite segnate dalla Comunità
“Sono nata in questa CI, la frequento fin dagli anni dell’asilo e ho sempre collaborato con la Comunità. Oggi, da insegnante, cerco di avvicinare gli studenti alla CI con progetti e attività, sono sempre molto attiva – ha affermato Chinchella –. Non mi sarei mai candidata se non si fosse verificata questa situazione, della quale non sono felice”. Era stata proprio Chinchella a farsi portavoce del gruppo di consiglieri che aveva convocato la riunione dello scorso 17 giugno. “Io ho soltanto reagito, la nostra volontà era quella di risolvere le cose. Ho cercato di capire con la Regione quale sia il lavoro che deve svolgere un presidente, mi sono informata molto”, ha continuato. A proposito della non validità della destituzione di Graziani del 17 giugno, ha commentato che “ci siamo forse consultati male sulla questione del voto segreto, pazienza”. Anche Frank ha ripercorso il proprio cammino all’interno del sodalizio: “Ho frequentato tutte le scuole italiane e ho lavorato nella scuola dell’infanzia di Fiume. Ho sempre portato qui in Comunità i bambini miei alunni e ho fatto conoscere questa realtà sia a loro che ai loro genitori. Molti di quei bambini li vedo ancora oggi, ormai adulti, venire qui a Palazzo Modello. Da quando sono entrata qui ho desiderato che questa Comunità crescesse e si arricchisse”. In conclusione, si è detta pronta a “dare il proprio apporto a questo Consiglio, che dovrebbe avvicinare le persone invece che dividerle”.


Tutto daccapo tra sette giorni
Si è quindi proceduto al secondo turno di votazione, il cui esito non si è discostato in modo significativo dal primo: Chinchella ha ottenuto 11 voti e Frank 5, mentre una scheda è risultata nuovamente nulla. Preso atto del risultato, Simonovich ha convocato la prossima riunione del Consiglio per il 15 luglio.
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