Sono passati ormai diversi anni da quando, con grande clamore, l’acquisto dell’ex Casa del ferroviere in zona Braida sembrava preludere a una nuova vita per lo storico edificio. Il pianterreno, un tempo sede del discount Graziani, e i piani superiori, abbandonati da tempo nonostante il suo status di bene culturale, dovevano essere trasformati in un hotel con spazi commerciali, come annunciato dall’azienda Dinova-Diona, tramite la ditta Gavrilović, che detiene la quota di maggioranza della società. All’epoca, le dichiarazioni parlavano chiaro: permessi in arrivo, lavori da iniziare entro la fine del 2021 o l’inizio del 2022, garage sotterraneo e conservazione della facciata storica. Eppure, a oggi, nulla sembra muoversi. L’edificio continua a mostrarsi come lo conosciamo: vuoto, in attesa, quasi sospeso nel tempo. Nessun cantiere, nessun segnale di intervento, solo silenzio attorno a un progetto che doveva rappresentare una vera e propria rinascita urbana.
Nel frattempo, la questione dei parcheggi davanti all’edificio resta centrale in una città come Fiume, da anni alle prese con la cronica carenza di spazi di sosta. La zona dell’ex Casa del ferroviere ospita attualmente un parcheggio a pagamento gestito dalla Città, ma resta insufficiente rispetto alla domanda dei residenti e dei visitatori. La convivenza tra il progetto promesso e le necessità concrete dei cittadini diventa così ancora più paradossale: mentre i posti auto rimangono in funzione e la città continua a fare i conti con aree di sosta sempre più rare, l’edificio storico giace fermo e in attesa di interventi che tardano a partire.
Dare concretezza al progetto
Il percorso che ha portato Gavrilović a diventare proprietaria dello stabile non era stato certo lineare: dopo una lunga procedura fallimentare durata circa un decennio, ricorderemo, l’ex Casa del ferroviere era passata alla Ring Pool International a un prezzo molto inferiore rispetto alla valutazione ufficiale, e solo grazie a un processo di esecuzione condotto dal Tribunale comunale di Fiume la documentazione era stata riportata in regola, permettendo la compravendita finale con la Pan trading.
Oggi, però, resta la domanda: dove sta l’inghippo? Perché, nonostante i proclami, tutto tace sul fronte dei lavori? I cittadini si chiedono se i permessi siano davvero in fase di rilascio, se ci siano ostacoli burocratici non dichiarati, o se dietro il silenzio si nascondano altri problemi legali o finanziari. E mentre l’ex Casa del ferroviere resta ferma, chi passa davanti allo stabile non può fare a meno di notare che il tempo sembra essersi fermato, proprio come gli annunci fatti più di due anni fa.
I protagonisti della vicenda rimangono gli stessi: la Dinova-Diona proprietaria di maggioranza dello stabile. Sono loro che hanno il compito di dare finalmente concretezza al progetto e trasformare uno dei beni culturali più noti di Braida in una realtà utile alla città, come annunciato anni fa. Ma finora, tra silenzio e attese, l’ex Casa del ferroviere sembra destinata a restare un edificio sospeso tra passato e futuro, in attesa che qualcuno decida di muoversi davvero.
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