Fiume. Tutti i pericoli del Molo longo

La diga foranea è finita nell’occhio del ciclone dopo l’incidente occorso a Mauro Stipanov

Resti di rotaie che al buio sono invisibili

Il Molo longo è sicuramente la passeggiata più amata dai cittadini di Fiume. Sia d’inverno che d’estate, quando pullula di persone in attesa della brezza serale che rende il caldo più sopportabile. C’è chi percorre i suoi cinque chilometri a piedi, chi invece preferisce la bici, chi il monopattino e altri ancora i pattini. Molto gettonato ultimamente è il parco giochi ispirato al cartone animato Baltazar, ovvero l’installazione “L’Uragan di Baltazar”, che si trova verso la fine della diga foranea. E che qualche giorno fa era balzato agli onori della cronaca dopo che il pittore accademico connazionale, Mauro Stipanov, era inciampato su una sporgenza e nella caduta aveva riportato la frattura del gomito. Un momento di banale distrazione o piuttosto alla base c’è un problema di sicurezza ben più profondo? Lo abbiamo chiesto ai cittadini.
Racconta la storia della città
Durante il nostro giro incontriamo Kristijan, in compagnia delle figlie Eva e Ida. Sono venuti dal Gorski kotar per sbriagare delle commissioni in città e hanno deciso di visitare il parco. “Ogni volta che veniamo a Fiume andiamo a fare una passeggiata sul Molo longo. Il parco giochi lo abbiamo visitato oggi (ieri, nda) per la prima volta e le bambine sono soddisfatte”, ci dice Kristijan. Alla nostra domanda in merito alla pavimentazione che in alcuni posti lascia a desiderare, con buche che possono risultare pericolose, resti di rotaie sui quali si rischia d’inciampare, Kristijan risponde che sono cose che non lo disturbano. “Penso che tutto questo abbia un proprio fascino perché racconta la storia della città. Onestamente non mi dà fastidio. Quando ci cammino cerco semplicemente di evitare i punti meno sicuri. Ad ogni passo mi sembra però di rivivere la storia di Fiume, la città dove sono nato. Se qualcuno ha da ridire può sempre optare per una passeggiata ad Abbazia, evitando buche e resti del passato”, conclude sorridendo.

Buche e sconnessioni sono dappertutto

Corsa con i tacchi a spillo
Maja invece è del parere opposto. “Ci passeggio spesso e lo scorso anno avevo organizzato anche un evento nel corso del quale abbiamo liberato nel cielo dei lampioni di carta. Mi dispiace che questa bellissima passeggiata non venga sfruttata quanto dovrebbe e potrebbe. Anche il bar all’imbocco della diga è sporco e non offre nulla di particolare. Una vergogna per questa bellissima città. Mancano idee chiare su che cosa fare del Molo longo. E non serve spendere troppo. Anzi, basta soltanto avere un po’ d’iniziativa e creatività. Se ci vai con i bambini devi fare attenzione perché potrebbero finire in mare. Se si organizzasse ad esempio dell’animazione, i genitori potrebbero prendersi un po’ di tempo per chiacchierare o bere un caffè in santa pace. La pavimentazione è un argomento a parte. Io avevo intenzione di organizzare un evento umanitario, ovvero una corsa per uomini e ragazzi con i tacchi a spillo. Purtroppo sul Molo longo questo non è possibile proprio a causa del fatto che il terreno ha un urgente bisogno di manutenzione. Un vero peccato”, ammette Maja.
Kristijan invece non ama tanto frequentare il luogo. “Preferisco altre zone, motivo per il quale evito di espormi sull’argomento legato alla sicurezza. Posso però dire che ci sono diversi contenuti che potrebbero venire offerti e grazie ai quali qualcuno potrebbe anche guadagnarci qualcosa”, spiega il nostro interlocutore.

Non servono grandi investimenti
Krešo ha due bambini e quindi si trova spesso su questo lungomare. In particolar modo da quando è sorto il parco giochi. “Penso che alla fine della passeggiata dovrebbe esserci un chiosco con i gelati e bibite fresche. Mancano i servizi igienici, un elemento molto importante. Il parco giochi è stato molto ben accolto dai bambini, anche perché le ‘altalene’ si trovano sempre all’ombra e quindi si può venire anche nelle ore più calde. Per quanto riguarda la pavimentazione, dovrebbe venire risanata quanto prima, anche perché a ogni passo spuntano dei pezzi in ferro che fuoriescono dai blocchi di cemento e potrebbero risultare pericolosi. Non servono grandi investimenti. Penso che sarebbe un’ottima idea avere all’inizio della diga uno o più barcaioli che potrebbero portare in barca gli interessati fino alla fine del Molo. Chissà, magari deciderò personalmente di realizzare quest’idea”, conclude Krešo sorridendo.

Facebook Commenti