Fiume, scuole CNI: le lezioni online funzionano

Buoni i riscontri presso le quattro elementari con lingua d’insegnamento italiana

Foto:Damir Spehar/PIXSELL

Terza settimana di “reclusione” per alunni e studenti di tutta la Croazia. Se all’inizio per i ragazzi questa appariva come una specie di vacanza, stare chiusi in casa con il tablet o il computer, senza vedere i propri compagni e amici, ora diventa sempre più pesante. Le lezioni vanno seguite con regolarità, anche se non c’è grande pressione, visto che i compiti vanno risolti e consegnati quando richiesto dal docente. Ci sono state però, a livello nazionale, alcune segnalazioni da parte di alcuni docenti della Facoltà di giurisprudenza, riguardo al fatto che le modalità di lavoro a distanza creino situazioni stressanti, sia per gli alunni che per i genitori. Per scoprire quanto tali critiche siano giustificate e come funziona il tutto per quanto concerne le quattro scuole con lingua d’insegnamento italiana di Fiume, abbiamo interpellato i rispettivi direttori. “Si tratta sicuramente di una situazione stressante per tutti – spiega Dunja Kučan Nikolić, direttrice della SEI Dolac –. Siamo in contatto quotidiano con i ragazzi, in particolar modo con quelli delle inferiori. Devo essere sincera e dire che questo tipo di lavoro non ci piace; manca il contatto con i ragazzi, la loro allegria e la loro presenza. È difficile, però stiamo lavorando come il resto del mondo in questa particolare situazione. Ci diamo da fare per alleggerire al massimo le lezioni affinché tutti riescano a seguire il programma. Finora non abbiamo avuto dei feedback negativi. Ai ragazzi delle superiori piace questo mondo virtuale e al momento non ci sono problemi. Fortunatamente, sono tutti bene attrezzati, in quanto a computer o tablet, e laddove insorgono dei problemi, interveniamo subito”.
Sulla stessa linea, Iva Bradaschia Kožul, direttrice della SEI San Nicolò. “Abbiamo consegnato i tablet l’ultimo venerdì di lezioni a scuola e quindi siamo contenti di come stanno andando le cose, dato che c’è stato pochissimo tempo per preparare sia i ragazzi, che i genitori. So che nei primi giorni alcuni insegnati, forse per paura di non riuscire a onorare tutto il programma, hanno assegnato più compiti del necessario. I docenti lavorano tutto il giorno per riuscire a rispettare il curricolo. Ora, però, credo che tutto sia a posto. Penso che sia anche compito dei direttori seguire gli insegnanti affinché i ragazzi non vengano sopraffatti dal materiale didattico. Logicamente il lavoro in classe è diverso, si comunica e si spiegano più volte gli esercizi. Siccome adesso non c’è questa possibilità, i ragazzi devono lavorare senza il sostegno costante dell’insegnante. Hanno comunque la possibilità di fare domande mediante i forum sulle piattaforme, o inviare mail ai docenti. D’altra parte, il programma deve venir pensato in modo che i ragazzi siano in grado di svolgerlo da soli, con un minimo aiuto da parte dei genitori”.
Anche Gloria Tijan, direttrice della SEI Gelsi, conferma quanto dichiarato dalle sue colleghe. “Meglio di così non si poteva fare in così poco tempo. Seguiamo le indicazioni del Ministero di competenza, che a mio parere ha fatto un grandissimo lavoro. Con le classi inferiori lavoriamo tramite posta elettronica o nei gruppi creati su Viber. Sul sito scolastico sono a disposizione inoltre dei filmini realizzati dalle maestre per far sentire i bimbi più vicini a loro. I ragazzi delle superiori per lo più riescono a lavorare da soli e soltanto una piccola parte ha bisogno dell’aiuto dei genitori. Devo lodare anche la tv locale istriana TV Nova, che ci ha dato modo di preparare delle lezioni in lingua italiana per i piccolini. L’unico problema riguarda le diverse piattaforme usate dalle nostre scuole, motivo per cui i docenti che insegnano in due o più scuole devono adeguarsi. Per il resto, non possiamo e non dobbiamo lamentarci”, sostiene Tijan.
Situazione sotto controllo anche presso la SEI Belvedere dove, come dichiarato dal direttore Denis Stefan, tutti si stanno impegnando al massimo. “Non siamo troppo entusiasti di questa situazione, però al momento bisogna lavorare in questo modo e portare avanti il programma”, ci ha dichiarato Stefan.

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