I cambiamenti climatici, come possiamo renderci conto, hanno come conseguenza eventi meteorologici estremi. Ci sono quelli che escludono che sia colpo dell’uomo e delle sue attività. Cambia anche il clima politico, a livello globale e, come abbiamo scoperto due mesi fa circa, anche nel nostro piccolo, a Fiume. Se sul clima, eventualmente si può anche aprire una discussione, su certi valori e su certi eventi il capitolo doveva essere chiuso da tempo. Quando pensi che nulla possa sorprenderti, ecco qualcuno pronto a rimettere tutto in discussione.
Sulla pagina Facebook di MOST (sezione fiumana), era apparso un video in cui, inequivocabilmente, venivano negati i crimini del regime ustascia. Non scendiamo nel dettaglio. Immediate le reazioni delle forze politiche, da PGS alla Lista per Fiume, fino alla stessa sindaca Iva Rinčić che ha condannato fermamente la pubblicazione del video. Ieri mattina, comunque, ha reagito Petra Mandić, consigliere di MOST nel Consiglio cittadino, a scoppio ritardato. Meglio tardi che mai. “Il video è stato pubblicato sulla nostra pagina Facebook a nostra insaputa dall’amministratore, a Zagabria. Come MOST e anche personalmente, mi rammarico per ciò che è accaduto e ribadisco la mia posizione contro ogni forma di regime totalitario, nazista, fascista, ustascia e comunista”. Il video è stato rimosso dalla pagina ufficiale, ma continua a circolare sulla rete, accendendo un dibattito, anche se non è il termine giusto per definire il modo in cui si comunica, tra i sostenitori di quanto narrato nel video e chi lo condanna.
Realtà politica
Chiariti i fatti, ci rituffiamo nella realtà politica a Fiume. La stessa che attende l’insediamento del nuovo Consiglio cittadino dopo il primo tentativo fallito per un solo voto mancante per eleggere il candidato proposto dalla coalizione che sostiene Iva Rinčić alla presidenza dell’organo rappresentativo. L’esame di riparazione è in programma lunedì prossimo e, almeno per ora, non ci sono indicazioni certe sul possibile esito, su inversioni di rotta da parte di chi detiene 11 consiglieri su 31, della coalizione di Rinčić e dei rimanenti venti. Alla prima sessione sono arrivati i due voti di MOST e altrettanti della lista civica di Marko Filipović.
Alla luce dell’ultimo episodio, nonostante Petra Mandić avesse cosparso il capo di cenere, il sostegno potrebbe diventare imbarazzante per Rinčić. “Možemo!”, con tre consiglieri, condivide con MOST la coerenza nel promuovere i propri valori e idee, anche se da posizioni diametralmente opposte. Nebojša Zelič, coordinatore locale di “Možemo!” non ha nemmeno reagito, ma poi ci ha spiegato: “Perché vi stupite? Lo avete visto tutti che sono i partiti che hanno affiancato MOST alle amministrative, da Domino ai Sovranisti croati fino all’HSP. Cosa ci si può aspettare di diverso da loro rispetto a quanto sentito nel video? Di questi tempi, per noi questa non è una sorpresa”.
Alla sessione di lunedì il blocco regionalista composto da PGS, DDI e Lista per Fiume, proporrà la propria candidata, Ana Trošelj, che ha ricoperto la carica anche nello scorso mandato. Sarà lei a ricevere il sostegno di almeno 16 consiglieri? Per saperlo dovremo aspettare che si voti. Rinčić e il suo candidato a presidente Robert Kurelić devono racimolare dei voti, almeno uno, per assumere il potere completo delle operazioni, sia quello esecutivo che parlamentare. Già in campagna Iva Rinčić aveva escluso alleanze con SDP e HDZ. SDP, come sappiamo, non sosterrà alcuna proposta della sindaca che aveva escluso ogni ipotesi di alleanza da subito, mentre l’HDZ ci sta pensando.
Sappiamo di un incontro tra la sindaca e Josip Ostrogović, capo della sezione fiumana del partito, consigliere e deputato al Sabor. Ieri si trovava a Zagabria, all’ultima sessione del Parlamento croato prima della sosta estiva. “Siete ben informati. Sì, abbiamo avuto un incontro con Iva Rinčić, ma non è stato deciso nulla. Dobbiamo discuterne internamente, tra di noi”. L’HDZ, anche se, come l’SDP, ha ben pochi motivi per ritenersi soddisfatta dell’esito alle ultime elezioni, ha 5 consiglieri ed è il partito più rappresentato. Già che ci siamo, chiediamo anche a Ostrogović di commentare il video pubblicato sulla pagina Facebook di MOST: “Siamo nel 21º secolo e dovremmo smetterla di parlare sempre delle stesse cose”.
Lunedì vivremo una situazione interessante in cui ognuno verrà messo alla prova, all’esame di coerenza. Rinčić aveva detto, a chiare lettere, di voler collaborare con tutti i partiti che vanno dal centro verso sinistra. Come accoglierà gli eventuali voti HDZ e, soprattutto, quelli di MOST. Le basterà avere una maggioranza a prescindere da chi sarà composta? Si accontenterà, in modo pragmatico, di aver raggiunto l’obiettivo perché… a caval donato non si guarda in bocca, anche se uscito da un ippodromo, sazio e rinvigorito da dosi massicce di cleronazionalismo, sufficienti a superare ogni ostacolo.
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