Si è aperto oggi, lunedì 7 settembre, davanti al Tribunale regionale di Fiume il processo a carico dell’ex sindaco Vojko Obersnel e di altre tre persone accusate di irregolarità legate alla società dell’ex nazionale croato di pallanuoto Samir Barać. Secondo l’accusa, le presunte malversazioni avrebbero provocato un danno di 176mila euro alla Città.
All’inizio dell’udienza, tutti e quattro gli imputati si sono dichiarati non colpevoli. Oltre a Obersnel e Barać, sul banco degli imputati siedono l’ex responsabile del Dipartimento dell’amministrazione comunale per lo sviluppo, l’urbanistica, l’ecologia e la gestione dei terreni Srđan Škunca e il perito Zlatko Košćina, incaricato di valutare due appartamenti acquisiti dal Comune dopo la costruzione di un edificio residenziale, riporta l’agenzia Hina.
Le accuse
Obersnel e Škunca sono accusati di abuso d’ufficio e dei poteri, mentre Barać è accusato di averli istigati a commettere il reato. Košćina deve invece rispondere di favoreggiamento dell’abuso d’ufficio. L’inchiesta e l’incriminazione sono state portate avanti dall’Uskok, l’ufficio croato per la repressione della corruzione e della criminalità organizzata, che ha depositato l’atto d’accusa davanti al Tribunale regionale di Fiume lo scorso dicembre.
Secondo l’accusa, Obersnel, prima in qualità di presidente del Consiglio cittadio di Fiume e successivamente come sindaco, avrebbe favorito insieme a Škunca, su iniziativa di Barać, la società Viktoria di quest’ultimo, a danno delle casse comunali. I fatti contestati si sarebbero verificati tra giugno 2008 e la fine del 2016.
La società di Barać aveva acquistato dalla Città un terreno destinato alla costruzione di un edificio residenziale. Nell’ambito dell’operazione, secondo l’Uskok, sarebbero state compiute una serie di azioni che avrebbero favorito la società a discapito degli interessi della città.
Le difese respingono le accuse
Obersnel ha respinto le contestazioni contenute nell’atto d’accusa, spiegando che esporrà nel corso del processo le proprie ragioni e la propria ricostruzione dei fatti.
Anche Barać ha negato le accuse, escludendo in particolare l’esistenza di qualsiasi accordo con gli altri imputati. L’ex pallanotista ha sottolineato di essersi rivolto all’amministrazione comunale seguendo le stesse procedure previste per tutti gli altri cittadini e di aver presentato le proprie richieste agli sportelli della Città. Ha inoltre sostenuto che l’amministrazione non avrebbe subito alcun danno.
Škunca ha affermato di aver agito nell’ambito delle proprie competenze, respingendo qualsiasi attività riconducibile a un presunto accordo criminoso e negando di aver concordato con gli altri imputati le decisioni relative al caso.
Il perito Košćina ha invece sottolineato di aver incontrato Barać soltanto due volte: la prima quando gli avrebbe consentito di entrare in uno degli appartamenti oggetto della perizia, la seconda oggi, in occasione dell’udienza. Ha ribadito di aver effettuato la valutazione degli immobili secondo le regole della propria professione e ha negato l’esistenza di qualsiasi accordo.
La Città chiede il risarcimento
Nel procedimento la Città di Fiume partecipa come parte lesa, rappresentato da un legale. L’amministrazione ha confermato la propria richiesta di risarcimento nei confronti degli imputati.
In particolare, la Città chiede che Obersnel, Škunca e Barać siano condannati in solido a risarcire il danno di 176mila euro. Per Košćina la richiesta di risarcimento ammonta invece a 102mila euro.
Dopo le dichiarazioni iniziali degli imputati, il processo è proseguito con l’acquisizione delle prove e la lettura della documentazione relativa alla vicenda.
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