La sessione del Consiglio cittadino di oggi ha affrontato temi chiave per l’amministrazione municipale: nomine nelle Commissioni consiliari, gestione delle municipalizzate, nuovi strumenti di pianificazione urbanistica e il primo rapporto semestrale della sindaca Iva Rinčić. Tra dibattiti, analisi di studio e approvazioni, sono emerse sfide strategiche per garantire servizi efficienti e una città più vivibile. Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato nomine e avvicendamenti nelle Commissioni consiliari. Quella per le minoranze prevede un presidente, un vicepresidente e cinque membri. Predrag Miletić (Lista per Fiume) è stato proposto come presidente, Laura Marchig come vicepresidente, mentre i membri sono Enea Dessardo, Tanja Savić, Aleksandra Lovrić, Lena Marko e Sanda Trenevska Hreljac. Ricordiamo che quattro dei sette membri della Commissione sono consiglieri e tre rappresentanti delle istituzioni delle minoranze. La sindaca Rinčić ha espresso parere favorevole affinché ci siano più posti per i rappresentanti delle istituzioni delle minoranze.
Municipalizzate: rivoluzione, ma con gradualità
Ai consiglieri è stato presentato un nuovo studio che analizza l’intero sistema dei servizi comunali cittadini, dall’acqua e le fognature al trasporto pubblico, dai rifiuti all’energia, fino a cimiteri e ai parcheggi, descrivendolo come un apparato che oggi “regge”, ma che si sta avvicinando al limite di sostenibilità dell’attuale modello di gestione. Il punto di partenza è chiaro: le prestazioni essenziali vengono garantite e i guasti riparati, ma la tenuta dipende sempre più da interventi ad hoc e soluzioni tampone, mentre le decisioni strategiche vengono rinviate. In un contesto in cui aumentano i costi del lavoro e dell’energia, alcune infrastrutture sono a fine vita, i sistemi digitali e informativi risultano obsoleti e le norme europee (ambiente, energia, cybersicurezza) diventano più severe e costose, il documento avverte che il non agire non è più neutrale. Mantenere lo status quo significa accrescere gradualmente rischi finanziari, operativi e reputazionali.
Lo studio critica l’approccio frammentato finora adottato nella gestione delle società municipali. Ogni azienda ottimizza il proprio perimetro, ma manca un quadro unitario capace di leggere problemi trasversali e prevenire effetti a catena. Ne derivano inefficienze ripetute e difficili da correggere. L’analisi dei costi unitari evidenzia una relazione squilibrata tra costi e ricavi in alcune attività, mentre in altre si generano surplus utilizzati per compensare perdite altrove, spesso senza regole esplicite e con scarsa trasparenza. Questo complica scelte razionali su tariffe, sussidi e investimenti e aumenta il rischio di correzioni improvvise o sovvenzioni straordinarie.
Un capitolo centrale riguarda la pressione degli investimenti. I grandi progetti infrastrutturali non comportano solo spese iniziali, ma generano costi permanenti (ammortamenti, manutenzione, energia, personale). Senza strumenti forti di preparazione, controllo e valutazione lungo il ciclo di vita, il rischio è di decidere “al buio”, con sforamenti di budget e aumento strutturale dei costi. Parallelamente, vulnerabilità tecnologiche, sistemi IT superati, protezioni cyber insufficienti, scarsa integrazione dei dati e ridotta tutela delle infrastrutture critiche aumentano la probabilità di incidenti, che raramente restano isolati e colpiscono gli utenti e il Bilancio cittadino.
Tra i rischi più insidiosi, lo studio segnala la perdita graduale di controllo gestionale: ruoli formalmente chiari (società, consigli di sorveglianza, Città come proprietario), ma responsabilità che nella pratica si sovrappongono, soprattutto nelle decisioni su investimenti e assunzione di rischi. Ne deriva un sistema che tende a decidere sotto pressione, invece che su dati e criteri condivisi. Il costo, oltre che economico, è politico: disservizi, problemi idrici, trasporto pubblico inefficiente, raccolta rifiuti irregolare o aumenti tariffari repentini incidono direttamente sulla fiducia dei cittadini.
La rotta proposta è una trasformazione “senza rivoluzioni notturne”, passando da un modello frammentato a un governo integrato, fondato su processi, dati comparabili e responsabilità definite. Non si intende cancellare le società esistenti, ma mantenere l’autonomia operativa inserendola in una strategia chiara della Città. Coordinamento su investimenti, gestione rischi, infrastruttura digitale, indicatori di performance e trasparenza sui costi sarà essenziale. La trasformazione avverrà in fasi: stabilizzazione e preparazione entro il 2027, cambiamenti visibili nella gestione e nella qualità dei servizi entro il 2030, con benefici inizialmente “invisibili”, legati a prevenzione, riduzione dei rischi e maggiore prevedibilità.
La conclusione è un avvertimento e una scelta. Entro il 2030, Fiume potrà avere un sistema che continua a inseguire problemi o uno capace di pianificare, misurare e comunicare meglio, riducendo shock tariffari, emergenze e improvvisazione. La differenza non sta nelle soluzioni tecniche, ma nella capacità politica e amministrativa di avviare la trasformazione quando c’è ancora margine di controllo, soprattutto nelle decisioni cruciali del biennio 2026-2027.
Prima del dibattito, il consigliere Nebojša Zelič (Možemo!) aveva chiesto di rinviare il punto alla prossima seduta, in quanto il materiale, un plico digitale di 400 pagine, era stato recapitato ai consiglieri solo pochi giorni prima, tempo ritenuto insufficiente per esaminarlo. La richiesta è stata respinta e il rapporto è stato presentato come informazione; su questo punto non si è votato. La sindaca ha ammesso: “I cittadini si lamentano perché la città è sporca. È assolutamente vero. Quando avevamo promesso di renderla più pulita credevamo di poter raggiungere l’obiettivo in tempi più brevi. Ora vogliamo compiere passi importanti anche attraverso questo documento”.
Sviluppo urbano, documento approvato
Il Consiglio ha approvato la proposta preliminare dello Statuto del nuovo Istituto per la pianificazione territoriale. L’organo si occuperà della vita di tutti i cittadini, pianificando lo sviluppo urbano a lungo termine e sottolineando identità e valori storici, con la partecipazione di architetti, storici dell’arte e conservatori. Leo Modrčin, docente alla Facoltà di Architettura di Zagabria e presidente del Consiglio di gestione dell’Istituto, ha introdotto l’intervento della direttrice ad interim Ivna Grabovac: “Il primo scopo è realizzare i documenti di pianificazione del territorio, gestendo analisi e sistema digitale complessivo. Avrà lo status di ente pubblico cittadino, come approvato lo scorso ottobre dal Consiglio cittadino”. La proposta è stata approvata all’unanimità.
I primi sei mesi della sindaca
Nel primo rapporto semestrale (6 giugno-31 dicembre 2025), la sindaca Iva Rinčić evidenzia tre direttrici principali: alleggerimento fiscale, investimenti e rafforzamento delle politiche sociali. Tra le misure chiave: riduzione dell’imposta sul reddito (dal 22% al 20% per l’aliquota bassa e dal 32% al 25% per quella alta), istituzione del nuovo Istituto per la pianificazione urbanistica e studi su traffico e nuovi parcheggi. Dal 1º luglio 2025 il trasporto pubblico è gratuito per pensionati, over 65 e disoccupati over 60, con un costo di oltre 1,2 milioni nel semestre. Raddoppiate le borse di studio e rafforzati i sostegni a famiglie, anziani e categorie vulnerabili (347 contributi per neonati). Sul fronte educativo, completato l’asilo “Fiume” in zona Krnjevo (84 posti), ampliato il nido “Galeb” e avviati interventi di efficientamento energetico nelle scuole. Alle imprese sono stati destinati 349mila euro di contributi, mentre procede il progetto dell’incubatore “Energana”. Tra gli interventi urbani: nuove strade, illuminazione pubblica modernizzata, riqualificazione di spiagge e aree verdi e piantati 300 alberi. Il Bilancio 2026 prevede 223 milioni di entrate e 236,8 di spese, coperte dall’avanzo. La maggioranza ha approvato il resoconto, l’opposizione no. Niente di inaspettato.

QUESTION TIME
La settima sessione del Consiglio cittadino in questo mandato è iniziata con il giuramento di Katarina Matak Radoš, che subentra ad Alen Ružić, recentemente nominato ministro del Lavoro, del Sistema pensionistico, della Famiglia e della Politica sociale. A seguire, le interrogazioni. L’avvicendamento è avvenuto nell’ambito della lista HDZ.
Mogli, zie, sorelle negli organi di controllo
Era inevitabile… Tea Mičić Badurina (PGS) ha sollevato la questione delle nomine dei membri, rappresentanti della Città nei Consigli di Amministrazione di enti e istituzioni cittadine: “Sono state inserite mogli, zie, sorelle dei vicesindaci. Il vicesindaco Vedran Vivoda ha ammesso che è stato un errore operare in questo modo. Avete provveduto a correggerlo? Intendete farlo?”. Il vicesindaco Aleksandar Saša Milaković ha replicato: “Riteniamo di pessimo gusto parlare in certi termini. Mia moglie è politicamente attiva, ha un CV, una formazione, una vita e un lavoro con cui dà il proprio contributo alla città. Non è né il primo né l’ultimo caso in cui i familiari dei politici si occupano di politica. Anche i membri del vostro partito hanno fatto lo stesso in passato”, riferendosi all’SDP. Ha aggiunto: “Comunque, le persone nominate in questi organi di controllo devono godere della fiducia dell’Esecutivo ed essere preparate. Osservate i loro CV, non i legami di parentela”. La replica di Mičić Badurina: “Prima delle elezioni avevate insistito proprio sul fatto di volere operare in modo diverso rispetto alle precedenti strutture politiche al potere”.
Notizie su Lürssen?
L’azienda tedesca Rheinmetall, specializzata nel settore della difesa, ha ottenuto il via libera della Commissione europea per l’acquisizione di Naval Vessels Lürssen (NVL), la divisione navale del gruppo Lürssen. Il consigliere di Možemo!, Nebojša Zelič, ha chiesto alla sindaca se avesse affrontato l’argomento con qualcuno del Governo, poiché l’acquisizione potrebbe conferire a Fiume un nuovo ruolo come polo industriale di interesse militare.
La risposta della sindaca è stata più che altro sarcastica: “Non ne ho parlato, ma potremmo convocare una sessione straordinaria del Consiglio cittadino e chiedere alla Commissione europea la revoca del consenso all’acquisizione”.
Kanal RI, niente di nuovo
Sanjin Matijević (Alternativa 101) ha chiesto aggiornamenti sulla situazione dell’emittente TV locale Kanal Ri, nel contesto del rapporto tra Città e Regione. Rinčić ha risposto: “Ci sono colloqui in corso con il presidente della Regione Ivica Lukanović, per modificare la struttura societaria e il modello gestionale dell’emittente. L’obiettivo non è solo il risanamento finanziario, ma anche mantenere il personale. Non ci sono ancora decisioni concrete. Attendo un’analisi approfondita sulla gestione e sui risultati del 2025, e conto su un ampio consenso per le future decisioni”.
Mosaico e muro medievale
Predrag Miletić (Lista per Fiume) ha riproposto due temi storici: “Nel 2008 era stato portato alla luce un mosaico antico davanti alla Chiesa dell’Assunta, suscitando grande interesse. Si sperava di poterlo mostrare al pubblico, ma è stato coperto dall’asfalto. A Obersnel e Filipović non interessava. Nel 2005, in piazza Klobučarić, è stato rimosso un muro medievale per costruire un parcheggio sotterraneo. Avete un’idea su questi due casi?”. La sindaca ha risposto: “Vi darò una risposta completa per iscritto. Intanto, riportare il muro al suo posto è uno dei nostri obiettivi nella ristrutturazione della piazza. Sul mosaico ho poche informazioni, ma credo si possa riaprire il tema”.
Ingresso in ospedale, caos in via Cambieri
Hana Paleka (Možemo!) ha ricordato che nel 2020 era stato comunicato che nell’area dell’ex Elektromaterijal in via Cambieri non si sarebbe costruito alcun albergo, mantenendo il parcheggio attuale: “Siccome il parcheggio non sembra più provvisorio, come si intende regolare il traffico all’ingresso del Centro clinico-ospedaliero di Fiume? La Città prenderà provvedimenti?”. La risposta arriverà per iscritto, ma il tema resta di grande attualità. Il vicesindaco Vivoda ha precisato: “Ci stiamo lavorando intensamente, cercando soluzioni per l’intera area del CCO, che presenta molte criticità”.
Sicurezza, nuove misure
Robert Salečić (Unione del Quarnero) ha chiesto alla sindaca di illustrare le misure per la sicurezza in città. Rinčić ha dichiarato: “Stiamo collaborando con la Questura e reintrodurremo i resoconti della polizia nelle sessioni del Consiglio. Installeremo 32 telecamere in 22 punti, con modalità condivise con la Questura. I costi previsti sono circa 88mila euro più IVA. La Questura ci ha mostrato esempi di buona collaborazione in altre città, che a Fiume è mancata in alcune occasioni. Dal 2019 il Consiglio per la prevenzione della criminalità non si è mai riunito. Nel piano di ristrutturazione dell’amministrazione intendiamo istituire un Dipartimento legato all’ordine pubblico e alla sicurezza”.
Asilo italiano «Fiume»
Anet Trope Ćacar (Azione dei giovani) ha chiesto aggiornamenti sull’asilo italiano “Fiume”: “È operativo, ma quanti bambini ospita? Ci sono problemi? E la lista d’attesa?”. Rinčić ha risposto: “Il numero massimo è di 84 posti. Attualmente ci sono 74 bambini distribuiti in cinque sezioni. L’asilo contribuirà a migliorare la qualità dell’offerta prescolare”.
Marina in Porto Baross, tutto fermo?
Renato Stanković (Možemo!) ha ricordato che il progetto del marina in Porto Baross, annunciato nel 2021 e autorizzato nel 2024, non ha avuto sviluppi. Ha chiesto aggiornamenti su ACI-Gitone: “Si era parlato del primo trimestre di quest’anno per l’inizio dei lavori”. La sindaca ha risposto che i contratti per la fase 2 dovrebbero essere firmati in questi giorni: “Sono previsti ritardi, ma l’investitore sembra intenzionato a realizzare il progetto”.
Autostazione in Žabica ovest
Il consigliere indipendente Marinko Koljanin (MOST) ha chiesto se, a lavori ultimati, la strada d’accesso dalla Riva sarà pronta. Ha elogiato l’ex sindaco Marko Filipović per avere sbloccato un progetto fermo da vent’anni. Vivoda ha precisato: “L’investitore Best-in-parking deve finanziare la costruzione della strada, necessaria per ottenere il decreto di agibilità. Stiamo lavorando anche sulla strada di collegamento con la statale D403, dall’autostazione al complesso di magazzini portuali Metropolis”.
Municipalizzata «Kozala», ancora problemi
Damir Mikulić (HSU) ha chiesto informazioni sulla municipalizzata “Kozala”, responsabile dei cimiteri e dei servizi funebri. La sindaca ha spiegato che con l’assunzione di cinque operatori, in particolare becchini, i tempi di attesa per le tumulazioni si stanno riducendo: “Il primo concorso per il nuovo direttore è fallito. Ripeteremo il procedimento per garantire una dirigenza in grado di affrontare la situazione”.
Scuola di Drenova, 15 milioni persi
Luka Čanković (SDP) ha ricordato che per la ricostruzione della scuola elementare “Fran Franković” a Drenova erano disponibili 15 milioni di euro, non utilizzati a causa di ritardi amministrativi: “Quali sono i piani per la scuola?” La sindaca ha risposto: “Quei 15 milioni non li abbiamo mai ricevuti, perché la Città non aveva la documentazione progettuale necessaria. Ora ci stiamo lavorando. Il problema nasce dall’indecisione della precedente amministrazione tra ristrutturazione o ricostruzione, e da anni di carenze nella manutenzione”.
La municipalità denuncerà l’ex sindaco Vojko Obersnel?

La sindaca Iva Rinčić, rispondendo a un’interrogazione, ha annunciato che la Città di Fiume intraprenderà, citiamo, “tutte le azioni legali necessarie” per recuperare eventuali danni economici derivanti da reati commessi nell’ambito di progetti cittadini. Ciò potrebbe tradursi anche in cause civili contro gli ex sindaci Vojko Obersnel e/o Marko Filipović? La questione è stata sollevata dal consigliere Josip Ostrogović (HDZ), che ha chiesto quali misure l’amministrazione intenda adottare per evitare che eventuali danni legati a procedimenti penali, come nei casi dell’impianto per la selezione dei rifiuti (Sortirnica) a Mihačeva draga e degli appartamenti di Drenova, ricadano sul Bilancio cittadino. “Cosa state facendo per tutelare gli interessi della Città? Sono stati avviati procedimenti per il risarcimento dei danni?”, è stata la domanda di Ostrogović.
La sindaca ha risposto che la Città sta seguendo una serie di vicende giudiziarie che con ogni probabilità comporteranno conseguenze finanziarie per la municipalità, stimabili addirittura in 3,8 milioni di euro nel “caso Sortirnica”. “Per questo l’amministrazione si sta preparando ad attivare tutti gli strumenti giuridici disponibili per rivalersi su chi dovesse essere ritenuto responsabile di illeciti. L’obiettivo è tutelare le finanze pubbliche e impedire che il costo di eventuali illeciti ricada sui cittadini”, ha precisato.
«Tutto concordato da Rinčić e HDZ»
La risposta è arrivata dall’ex sindaco Obersnel, intervistato dal quotidiano Novi list: “Si tratta dell’ennesima mossa populista dell’attuale sindaca, che ormai sembra occuparsi solo di populismo. È evidente che un’uscita del genere sia stata concordata in anticipo con l’HDZ. Per quanto riguarda la sollecitudine di Josip Ostrogović per gli interessi della Città, lo inviterei a porre la stessa domanda al premier Andrej Plenković, visto il numero di ministri e funzionari del suo partito coinvolti in procedimenti penali per corruzione, alcuni già conclusi”, ha aggiunto.
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