La Procura di Stato regionale di Fiume ha aperto un’inchiesta nei confronti di due giovani accusati di tentato omicidio, furto aggravato e danneggiamento di proprietà altrui per il brutale pestaggio di un marittimo siriano avvenuto tre mesi fa in Riva. Sotto indagine anche una giovane donna, accusata di favoreggiamento negli stessi reati, mentre nei confronti di una minorenne è stato avviato un procedimento preparatorio per istigazione al tentato omicidio, al furto aggravato e al danneggiamento.
Secondo quanto comunicato dalla Procura, esiste il fondato sospetto che i due giovani, assieme alle due ragazze, abbiano agito la sera del 31 gennaio scorso “in modo concordato e motivati da intolleranza nei confronti di cittadini stranieri”, aggredendo un cittadino siriano di 25 anni con numerosi pugni e calci alla testa e al corpo, consapevoli che le loro azioni avrebbero potuto causarne la morte.
Le due ragazze avrebbero nel frattempo incoraggiato gli aggressori, spingendoli a continuare a colpire il marittimo, che riportò gravi lesioni. La Procura sostiene inoltre che uno dei due imputati si sia impossessato dei 200 euro appartenenti alla vittima e che, incoraggiato dalle ragazze, abbia distrutto il telefono cellulare del giovane siriano.
A carico del primo imputato è stata aperta anche un’ulteriore inchiesta per possesso illegale di armi e munizioni, dopo il ritrovamento di un caricatore per fucile automatico e di oltre venti proiettili di tipo militare detenuti senza autorizzazione.
La Procura regionale ha chiesto al giudice istruttore del Tribunale regionale di Fiume la custodia cautelare per i due giovani e per la ragazza maggiorenne, sostenendo il rischio di reiterazione del reato. Il giudice ha accolto parzialmente la richiesta, disponendo il carcere preventivo per i due imputati maschi, mentre per la giovane donna è stata stabilita una misura cautelare meno severa, con obbligo di presentazione periodica alla polizia. La Procura ha già annunciato ricorso contro la parte della decisione che ha respinto la custodia cautelare per la ragazza.
I due giovani arrestati, entrambi nati nel 2007, assieme alle due ragazze – una coetanea e una nata nel 2008 – erano stati fermati venerdì mattina dalla polizia fiumana e consegnati al giudice dopo la presentazione delle denunce penali.
L’aggressione risale alla notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio, in pieno periodo carnevalesco. Secondo la ricostruzione della polizia, il marittimo siriano stava passeggiando sul lungomare dopo il turno di lavoro a bordo di una nave straniera quando venne assalito dal gruppo.
Il caso ha suscitato particolare clamore dopo la diffusione sui social network di un video che mostra il violento pestaggio. Nelle immagini si vedono i giovani colpire ripetutamente il marittimo con pugni e calci anche quando era già a terra, mentre alcune ragazze incitavano gli aggressori. In un passaggio del filmato si sente uno dei presenti gridare alla vittima che “questa è l’Europa” e che “qui non si picchiano le donne”.
La Questura aveva precisato nei giorni scorsi che il video era sconosciuto agli investigatori fino alla sua comparsa online e che l’episodio era già stato denunciato all’epoca come rapina e lesioni aggravate. Dopo aver ricevuto le cure mediche, il marittimo aveva lasciato Fiume assieme all’equipaggio della nave, mentre le indagini erano proseguite fino agli arresti effettuati nei giorni scorsi.
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