Fiume. Nettezza urbana, la svolta può attendere

La raccolta individualizzata interessa, per ora, solo 16 dei 34 rioni. Il completamento rinviato al 2028

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Fiume. Nettezza urbana, la svolta può attendere
Foto Roni Brmalj

Non entro la fine del 2026, come annunciato inizialmente, ma nel 2028. È questa la nuova scadenza indicata dalla municipalizzata “Čistoća” per completare l’introduzione del sistema individualizzato di raccolta dei rifiuti sul territorio di Fiume. Un rinvio di almeno due anni che dà la misura delle difficoltà incontrate da un progetto avviato nel gennaio del 2024 e che, a oltre due anni e mezzo di distanza, interessa soltanto 16 dei 34 rioni cittadini. Ne restano esclusi 18, più della metà, anche se naturalmente il loro peso demografico non è uguale.

Il quadro complessivo, purtroppo, non è migliorato nemmeno dopo l’insediamento, nel giugno 2025, della nuova amministrazione cittadina. La nettezza urbana e la rimozione tempestiva dei rifiuti erano state indicate tra i punti cardine dell’attività nei primi mesi di mandato. A distanza di oltre un anno, forse non si sta peggio, ma nemmeno meglio. I cumuli accanto ai cassonetti continuano a fare parte del paesaggio urbano, il ritiro dei rifiuti ingombranti procede con difficoltà e l’estensione del nuovo sistema avanza con una lentezza incompatibile con le scadenze annunciate.

Progressione a passo ridotto

Il sistema individualizzato era partito il 2 gennaio 2024 nei rioni periferici di Draga, Orehovica, Pašac, San Cosimo e Svilno. Un mese più tardi erano stati coinvolti Grbci, Zamet superiore, Pehlin, Srdoči e una parte di Valscurigne. Nel luglio dello stesso anno era stata la volta di Zamet, seguito in novembre da Cantrida. Nel 2025 si erano aggiunti San Nicolò, Drenova e la parte restante di Valscurigne. Nel marzo di quest’anno il sistema è arrivato a Brašćine-Pulac e dal giugno scorso anche a Torretta.

Proprio con l’inclusione di Brašćine-Pulac, quindicesimo rione raggiunto, la “Čistoća” aveva reso noto che la raccolta individualizzata comprendeva 29.705 utenze, 989 delle quali nel nuovo rione. Non è stato successivamente pubblicato il dato aggiornato dopo l’ingresso di Torretta. Ancora più significativo è il fatto che sui siti della Città e della municipalizzata non sia disponibile un calendario preciso per i 18 rioni rimanenti. Viene indicato l’obiettivo generale di coprire l’intera città, ma senza una successione delle prossime tappe.

Calendario ancora da definire

Alla fine del 2024, presentando il resoconto sull’attività della municipalizzata, l’allora direttore Bojan Jurdana aveva affermato che i primi 11 rioni erano già stati inseriti e che gli altri 23 sarebbero stati inclusi entro la fine del 2026. L’orizzonte è cambiato nell’aprile scorso, quando il nuovo direttore Igor Velimirović e il responsabile dei servizi tecnici Edhem Subašić, hanno annunciato che l’intera città dovrebbe essere coperta entro il 2028. Nel frattempo, in oltre otto mesi del 2026, il sistema è stato esteso soltanto a Brašćine-Pulac e Torretta.

Il «turismo dei rifiuti»

La lentezza non è priva di conseguenze. La convivenza tra rioni nei quali i cassonetti sono chiusi e accessibili mediante tessere elettroniche e zone in cui quelli tradizionali rimangono liberamente utilizzabili alimenta il cosiddetto “turismo dei rifiuti”. Chi non vuole pagare ogni conferimento carica il sacchetto in automobile e lo deposita nel primo contenitore aperto. Altri lasciano i rifiuti accanto ai nuovi cassonetti o nei punti in cui si trovavano quelli rimossi. Il risultato è che la fase transitoria, prevista inizialmente per concludersi entro quest’anno, è destinata a protrarsi ancora a lungo.

Migliaia di contenitori inutilizzabili

Le difficoltà non dipendono soltanto dal comportamento irresponsabile di una parte dei cittadini. Nella primavera scorsa era emerso che, su 5.800 nuovi contenitori depositati nell’area di Marišćina, circa 4.000 erano stati danneggiati o resi inutilizzabili. Conservati in modo inadeguato ed esposti alla bora, dovranno almeno in parte essere sostituiti. Nello stesso periodo risultavano arretrate circa 500 richieste per il ritiro dei rifiuti ingombranti. La nuova direzione aveva annunciato l’introduzione di turni pomeridiani per smaltire gradualmente le pratiche accumulate, ma i problemi sul terreno rimangono visibili.

L’individualizzazione dovrebbe consentire agli utenti di controllare la quantità di rifiuti prodotti e di pagare la componente variabile in base al volume e al numero degli svuotamenti. Alle case familiari vengono assegnati tre contenitori: verde per il rifiuto misto, blu per carta e cartone e giallo per plastica, metalli e imballaggi multistrato. Nei condomini che non dispongono di uno spazio proprio, vengono installati cassonetti comuni con accesso controllato. Sulle superfici pubbliche rimangono liberamente disponibili soltanto quelli per vetro, tessili, calzature e oli alimentari.

Più mezzi, percorsi e reclami

La maggiore precisione nella misurazione ha, però, un costo operativo. Nel 2025 il numero dei veicoli utilizzati dalla “Čistoća” nei nove enti locali serviti è salito da 68 a 82. La percorrenza media annuale di ogni mezzo ha raggiunto 11.955 chilometri. La stessa municipalizzata spiega l’aumento con il maggior numero di itinerari imposto dal sistema “porta a porta”.

I dati economici sono ancora più eloquenti. Nel 2025 i ricavi derivanti dal servizio pubblico sono stati pari a 11,17 milioni di euro, mentre i costi hanno raggiunto 14,25 milioni. Il costo medio per tonnellata di rifiuto misto è salito da 341,53 a 411,65 euro. Nello stesso periodo i reclami degli utenti sono passati da 308 a 779. Per la “Čistoća”, l’aumento era prevedibile nella fase di adattamento e va collegato anche all’introduzione delle sanzioni per chi non rispetta le regole.

L’intesa raggiunta con i sindacati

Dal 1º gennaio le bollette sono rincarate del 70% nella componente fissa e del 60% in quella variabile. Poco dopo sono iniziate nuove trattative sindacali. Le organizzazioni dei lavoratori chiedevano un aumento di 300 euro lordi per tutti, maggiorazioni più elevate per il lavoro svolto il sabato, la domenica e nei giorni festivi e il miglioramento di altri diritti materiali. Dopo un tentativo di conciliazione fallito e la prospettiva di uno sciopero, l’accordo è stato raggiunto in luglio.

Dal 1º settembre tutti i dipendenti, esclusi i responsabili e i dirigenti di settore, riceveranno 200 euro lordi in più. È stata accolta anche una parte consistente delle altre richieste. La direzione e la Città assicurano che l’aumento non produrrà nuovi rincari e che le risorse verranno reperite attraverso la razionalizzazione dei costi e una migliore organizzazione. Dopo l’accordo, la retribuzione di un operatore ecologico dovrebbe raggiungere almeno 1.450 euro netti, compresi 100 euro per il pasto, e quella di un autista almeno 1.760 euro, senza considerare gli straordinari e altri supplementi.

Le incognite ancora sul tavolo

Garantire stipendi dignitosi a chi svolge un lavoro pesante e indispensabile non può essere messo in discussione. Resta però da capire come la “Čistoća” riuscirà contemporaneamente a coprire il disavanzo, sostituire i contenitori danneggiati, smaltire gli arretrati, estendere il servizio agli altri 18 rioni e tenere fede alla promessa di non aumentare nuovamente le bollette. Per il momento, l’unico risultato certo è che la conclusione di una transizione già lenta è stata spostata di altri due anni.

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