Fiume, 3,8 milioni di fondi UE da restituire per l’impianto di Mihačeva draga

La sindaca Iva Rinčić attacca la precedente amministrazione SDP: «Simbolo di corruzione e gestione irresponsabile»

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Fiume, 3,8 milioni di fondi UE da restituire per l’impianto di Mihačeva draga
Vedran Vivoda e Iva Rinčić. Foto RIJEKA.HR

La Città di Fiume dovrà restituire almeno 3,8 milioni di euro di fondi europei destinati all’impianto di selezione dei rifiuti differenziati di Mihačeva Draga (“Sortirnica”), a seguito di una decisione del Fondo per la tutela dell’ambiente e l’efficienza energetica. Lo ha annunciato oggi, 31 gennaio, in conferenza stampa la sindaca Iva Rinčić, parlando di una “grave conseguenza di illeciti commessi nella gestione del progetto” durante la precedente amministrazione guidata dall’SDP. La decisione del Fondo prevede una correzione finanziaria del 100% dell’importo ammissibile finanziato, il che significa che la municipalità dovrà restituire l’intera somma ricevuta, con il rischio di ulteriori interessi. Secondo la prima cittadina, il provvedimento si basa su sentenze definitive che hanno accertato reati di abuso d’ufficio legati alle procedure di appalto per la costruzione dell’impianto. Rinčić ha collegato la notizia alla seduta straordinaria del Consiglio cittadino tenutasi venerdì scorso, convocata – su richiesta anche di consiglieri SDP – per discutere di un documento “giuridicamente non vincolante” sulla tutela dell’ordine costituzionale. “Ieri si discuteva di dichiarazioni simboliche e ideologiche, mentre nello stesso momento arrivava una decisione giuridicamente vincolante che pesa concretamente sulle finanze cittadine”, ha dichiarato la sindaca. Ha aggiunto che, invece di “proteggere un ordine costituzionale immaginario”, il Consiglio cittadino dovrà ora occuparsi della “vera tutela degli interessi finanziari di Fiume”.

Duro giudizio sulla gestione precedente

La sindaca non ha risparmiato critiche alla precedente amministrazione SDP: “Questo progetto non sarà ricordato per il suo beneficio ai cittadini, ma per la corruzione nell’amministrazione cittadina, le accuse penali legate alla municipalizzata Čistoća e gli strascichi finanziari che gravano sulla città. Quasi quattro milioni di euro non sono una cifra astratta: sono asili, parchi, strade e alloggi che non potranno essere realizzati”. Secondo Rinčić, l’impianto, che doveva essere un esempio di progetto moderno, efficiente e finanziato dall’UE, è diventato “un simbolo di negligenza, irresponsabilità e illegalità”. Ha inoltre annunciato che la Città presenterà ricorso contro la decisione del Fondo, pur definendolo “una possibilità teorica”, e che verranno intraprese ulteriori azioni per recuperare il danno subito.
Il vicesindaco Vedran Vivoda ha fornito ulteriori dettagli tecnici e giuridici. Ha ricordato che nel 2020 la Città aveva ricevuto 3,8 milioni di euro a fondo perduto per il progetto. Secondo la decisione del Fondo, il 24 settembre 2025 sono state acquisite informazioni su sentenze definitive che accertano il reato di abuso di posizione e autorità da parte di un funzionario dell’amministrazione cittadina, coinvolto nella procedura di appalto. Il funzionario, secondo quanto riportato nella sentenza del Tribunale regionale di Fiume, avrebbe coordinato i rapporti tra la Città, la Čistoća e la società Tehnix, in modo da favorire quest’ultima nell’assegnazione dei lavori, che poi effettivamente ha ottenuto l’appalto. Vivoda ha sottolineato che, oltre al danno economico, Fiume ha subito anche un “grave danno reputazionale” sia a livello nazionale che nell’UE. “La nostra priorità ora è analizzare tutte le conseguenze legali e finanziarie della decisione, accertare le responsabilità nella gestione del progetto e preparare un piano di risanamento per proteggere il Bilancio cittadino da ulteriori perdite”, ha concluso il vicesindaco.

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