Fiume. Maria Crocifissa Cosulich riposa in Pomerio

Le spoglie nel convento della Congregazione delle figlie del Sacro Cuore di Gesù

Un momento della funzione religiosa officiata da mons. Devčić

È iniziato sabato scorso con una messa solenne nella chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria (Duomo) il triduo di preghiere in occasione dell’imminente conclusione del processo di beatificazione di Maria Crocifissa Cosulich, fondatrice e prima priora della Congregazione delle figlie del Sacro Cuore di Gesù. Il rito è stato celebrato nel Duomo in quanto è proprio in quella chiesa che Maria Cosulich venne battezzata.

Il processo di beatificazione di Maria Crocifissa Cosulich sta volgendo a termine dopo che i suoi resti mortali sono stati identificati da un team forense internazionale con a capo il prof. Dragan Primorac. A quasi cent’anni dalla sua morte, le spoglie della futura beata e di sua sorella Teresa sono state deposte in un sarcofago e consegnate alle suore della Congregazione.

Reliquie esposte nella chiesa del convento
La funzione religiosa è stata officiata sabato da monsignor Ivan Devčić, arcivescovo di Fiume, e da fra Mijo Šarčević, guardiano del convento di Varaždin. Di seguito, il sarcofago con i resti mortali della futura beata è stato traslato dalla chiesa nel convento della Congregazione. Le reliquie sono state esposte nella Cappella del convento di via Pomerio a Fiume, dove ancor’oggi operano nella loro missione di carità le figlie del Sacro Cuore e dov’è deceduta, dopo lunga malattia, la loro prima priora Maria Crocifissa. Al termine della Messa, il prof. Dragan Primorac, in funzione di capo del team forense, si è rivolto ai presenti spiegando che nella fossa comune dove era seppellita Maria Crocifissa Cosulich sono stati trovati i resti di 52 persone, per cui è stato un lavoro molto complesso e delicato individuare le spoglie mortali della futura beata.

Il sarcofago con i resti della benefattrice è stato sigillato
Fot: Goran Žiković

Unione di fede, scienza e spirito
Primorac ha osservato che per la prima volta in trent’anni si sono uniti la fede, la scienza e lo spirito. L’arcivescovo Devčić ha dichiarato che Maria Crocifissa Cosulich, veniva chiamata Madre fiumana perché i cittadini le erano riconoscenti per il suo impegno volto ai bisognosi. “Il suo spirito è rimasto per sempre in questa città, per cui è un bene che vi sia ritornato anche il suo corpo”, ha concluso l’arcivescovo. Ai presenti si è quindi rivolta suor Dobroslava Mlakić, priora della Congregazione, che ha letto un breve messaggio del presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina.
La Congregazione delle figlie del Sacro Cuore di Gesù, con il sostegno delle consorelle dall’Italia, ha avviato nel 2013 l’iter di beatificazione con l’approvazione dell’arcivescovo fiumano. La Congregazione delle Cause dei Santi della Santa Sede ha concesso il nulla osta – Nihil obstat – per aprire il processo di beatificazione di suor Maria Crocifissa Cosulich in data 16 gennaio 2013. Per procedere nel processo di beatificazione, nel 2011 dalla tomba della Congregazione, situata nel Cimitero monumentale di Cosala, sono stati riesumati i resti di suor Maria Crocifissa e consegnati al team forense, che all’inizio del mese di settembre ha confermato l’esame a Spalato.

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