Fiume libera grazie al sacrificio di tanti

Varie manifestazioni in occasione dell'80º anniversario della liberazione

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Fiume libera grazie al sacrificio di tanti
Foto Željko Jerneić

In occasione dell’80º anniversario della liberazione di Fiume dal nazifascismo, si sono svolte in città una serie di manifestazioni. La più importante di queste è stata un simposio dove autorità cittadine e regionali, come pure rappresentanti delle associazioni di antifascisti, hanno fatto il punto della situazione, con discorsi importanti volti sia a ricapitolare gli eventi storici che a parlare di salvaguardia della democrazia e di come al giorno d’oggi si debba stare particolarmente attenti a non fare passi indietro.

Il presidente dell’Associazione dei combattenti e antifascisti della Città di Fiume, Vojko Obersnel, che per molti anni ha ricoperto il ruolo di sindaco della città, ha sottolineato che le battaglie per questa regione, tra le più sanguinose e dure in tutta la Croazia durante la Seconda Guerra mondiale, ebbero un’importanza decisiva per la successiva definizione dei confini tra Croazia, Slovenia e Italia.

Settimane di combattimenti

“La luminosa idea dell’antifascismo, fondata innanzitutto sulla lotta per la libertà, ma anche sull’uguaglianza, la parità, l’apertura, vivrà sempre e trionferà sempre”, ha affermato Obersnel, che ha poi iniziato un lungo e articolato discorso contro il revisionismo storico. In esso l’ex sindaco ha ripercorso vari momenti, raccontando così come in quel giorno storico del 3 maggio 1945, sotto i forti attacchi delle unità partigiane dell’Esercito Popolare di Liberazione, l’esercito tedesco occupante si ritirò da Fiume. “Nelle operazioni finali per la liberazione della Jugoslavia, la Quarta Armata jugoslava, avanzando dalla Dalmazia e dalla Lika meridionale, tra marzo e aprile del 1945 sconfisse il 15º corpo da montagna tedesco, liberò l’intera Lika con la costa, parte del Gorski kotar e le isole di Pago e Arbe. Alle prime ore del 20 aprile iniziarono i combattimenti per Sušak. Dopo un’intera giornata di scontri, i combattenti non riuscirono a raggiungere completamente l’obiettivo a causa del pesante fuoco dell’artiglieria tedesca da Sant’Anna e Santa Caterina. La svolta decisiva avvenne quando, approfittando dell’oscurità e del maltempo, piccoli gruppi di combattenti attaccarono le postazioni d’artiglieria su Sant’Anna, provocando il panico tra le restanti guarnigioni tedesche. Dopo feroci combattimenti urbani, verso le 14 le unità dell’Esercito Popolare di Liberazione raggiunsero la Fiumara, dove i tedeschi avevano distrutto tutti i ponti. Ritirandosi da Fiume, gli occupanti distrussero numerosi edifici e rase al suolo il litorale e il porto di Fiume”, ha raccontato Obersnel.

“Ottant’anni fa, Fiume, dopo settimane di sanguinosi combattimenti e grandi sacrifici, nei quali quasi 3.000 partigiani sacrificarono la vita in nome della libertà, tornò ad essere una città libera. I nostri concittadini, membri del movimento partigiano e dell’Esercito Popolare di Liberazione, insieme ai cittadini di Fiume, conquistarono ciò che di più prezioso un popolo possa avere – la libertà. Di ciò saremo loro per sempre grati”, ha dichiarato l’attuale sindaco di Fiume, Marko Filipović.

Sempre dalla parte della giustizia

La vicepresidente della Regione litoraneo-montana, Marina Medarić ha sottolineato che dobbiamo essere orgogliosi del fatto che la Croazia abbia sempre saputo schierarsi dalla parte della giustizia e dei più alti valori civili – in difesa della dignità umana e di una società più giusta si sono schierati tanto gli antifascisti croati quanto gli eroi della Guerra patriottica.

“Siamo orgogliosi del fatto storico che proprio dalla Croazia è partito il movimento antifascista, accendendo la fiamma della libertà e della resistenza all’occupazione, una fiamma che si è poi diffusa unendo il mondo civile nella lotta contro l’occupazione nazista e i suoi crimini, cambiando il corso della storia e aprendo le porte alla democrazia, alla tolleranza, all’unità e alla possibilità di un futuro democratico per l’Europa moderna. Gli abitanti del Litorale, del Gorski kotar, delle isole, i fiumani e le persone di ogni angolo di questa nostra regione furono in prima linea nella costruzione dello Stato sui fondamenti dell’antifascismo, della democrazia e della tolleranza. Siamo sempre stati parte dell’Europa civile, aperta a chiunque fosse disposto ad accettare questi nostri valori fondamentali. L’antifascismo è profondamente radicato nella gente di questa terra, fa parte della nostra identità che non rinunceremo mai, perché è la nostra storia scritta col sangue, il nostro presente, ma anche il nostro lascito per le generazioni che crescono e verranno. È nostro dovere celebrare queste ricorrenze storiche. Pace, libertà, cooperazione e diritti umani sono valori antifascisti che hanno sconfitto l’ideologia delle leggi razziali e dell’imperialismo”, ha affermato Marina Medarić.

A nome della Federazione dei combattenti e antifascisti della Regione litoraneo-montana, il presidente Dinko Tamarut ha ricordato come, dal 12 aprile, giorno della liberazione di Arbe, fino al 6 maggio, giorno delle ultime battaglie nei dintorni di Pasjak, si combatterono duramente per liberare il territorio dell’attuale Regione litoraneo-montana, e la battaglia più grande fu proprio quella per Fiume.

“Se non ci fosse stato il movimento antifascista, se non ci fossero stati quei coraggiosi combattenti e i loro sacrifici, non ci sarebbe stata nemmeno la vittoria diplomatica, né conosceremmo la Croazia che oggi abbiamo. Quella solidarietà tra i cittadini del Litorale e del Gorski kotar nella Seconda guerra mondiale si manifestò anche nella Guerra patriottica, quando la nostra gente difese questi territori dal fascismo”, ha asserito Tamarut, sottolineando che la Federazione continuerà a coltivare le tradizioni dell’antifascismo, ovvero l’impegno per la pace, la libertà, l’uguaglianza, in sintesi – per una vita migliore.

“Oggi, ottant’anni dopo, è nostro dovere non solo ricordare quei giorni, ma anche riconoscere le sfide che la nostra società affronta. Siamo testimoni di continui tentativi di revisionismo storico – tentativi di offuscare la verità sulla lotta antifascista, di trasformare vittime ed eroi in colpevoli, e di presentare i carnefici come liberatori. Tali tentativi non sono solo un attacco al passato, ma anche al nostro presente e al nostro futuro. La storia può e deve essere studiata, ma mai a scapito della verità e della dignità delle vittime, mai per giustificare odio, violenza o intolleranza”, ha concluso Filipović.
Inaugurata la mostra

Lo stesso giorno è stata inaugurata anche una mostra in Corso, durante la quale si è annunciato che nel prossimo periodo verranno porte una serie di targhe commemorative degli eventi legati alla liberazione di questi territorio dal nazifascismo. La prima di esse verrà scoperta a Fiume, al Delta, nei pressi del monumento ai partigiani.

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