Il caso Obersnel torna al centro del dibattito pubblico in Croazia, intrecciando giustizia, politica e tempi lunghi delle indagini. A riaccendere l’attenzione è stato l’intervento del procuratore generale Ivan Turudić, ospite della trasmissione Studio 4 sulla televisione pubblica Htv, dove ha affrontato i principali procedimenti giudiziari previsti per il 2025 e ha respinto con decisione le accuse di un uso politico delle incriminazioni da parte della Procura.
“Il DORH non presenta atti d’accusa politicamente motivati”, ha detto Turudić, soffermandosi in particolare sulla recente imputazione dell’ex sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, e di altre tre persone per presunte irregolarità in operazioni immobiliari legate a una società riconducibile all’ex pallanotista della nazionale croata Samir Barać.
Un’inchiesta che ha suscitato reazioni dure, a partire dallo stesso Obersnel, che ha pubblicamente contestato il fatto che si sia arrivati all’atto d’accusa solo ora per fatti risalenti al 2008.
Secondo Turudić, però, la ricostruzione temporale è più ampia: “Non si tratta solo del 2008. I fatti iniziano allora, ma si protraggono fino al 2016. La domanda sul perché si sia atteso tanto è legittima: si sarebbe dovuto iniziare prima. Io sono alla guida della Procura da un anno e mezzo e spero che non esistano altri casi rimasti aperti così a lungo senza giustificazione”. Il procuratore generale ha comunque difeso il lavoro degli uffici, sottolineando che, nonostante il ritardo, «il procedimento andava avviato”.
Alle accuse di una presunta matrice politica dell’inchiesta, Turudić ha replicato invitando a leggere l’atto d’accusa: “Basta esaminarlo per capire che non c’è alcuno sfondo politico. Si parla di un reato penale, di un’indagine svolta e di un tribunale che ha già confermato l’esistenza di un fondato sospetto”.
L’ex sindaco non ci sta
Sul fronte opposto, Obersnel respinge ogni addebito. L’ex sindaco di Fiume ha dichiarato di non aver mai favorito nessuno né arrecato danni alla città. “Se non ci fossero stati i media, da primo imputato non avrei nemmeno saputo dell’atto d’accusa dell’Uskok”, ha affermato con amarezza. “È curioso ricevere una sorta di augurio di Capodanno per qualcosa che, secondo l’accusa, avrei fatto nel 2008. Ripeto: nel 2008. La mia coscienza è tranquilla, non ho violato la legge e non ho favorito nessuno”.
Alla domanda se veda una regia politica dietro l’inchiesta, Obersnel ha evitato commenti diretti, limitandosi a ricordare le parole dello stesso Turudić, secondo cui alcuni procedimenti non sarebbero stati conclusi perché qualcuno lo avrebbe protetto. “Sono convinto che nel prosieguo del processo dimostrerò di non aver commesso nulla di illegale e di non aver mai agito a danno della Città di Fiume”, ha ribadito.
La vicenda
L’Uskok, l’Ufficio per la lotta alla corruzione e al crimine organizzato, ha depositato l’atto d’accusa davanti al Tribunale regionale di Fiume contestando a Obersnel, a Barać, a un ex dirigente cittadino per lo Sviluppo urbano e a un perito immobiliare i reati di abuso d’ufficio, istigazione all’abuso e favoreggiamento. Secondo l’accusa, tra il 2008 e il 2016 l’allora sindaco avrebbe favorito sistematicamente la società di Barać nella vendita di terreni comunali destinati all’edilizia residenziale, violando le condizioni dei bandi pubblici.
In particolare, alla società sarebbe stato consentito di pagare solo una parte del prezzo in denaro, compensando il resto con la cessione di appartamenti costruiti successivamente. Nonostante il bando prevedesse un solo edificio, l’amministrazione avrebbe autorizzato la costruzione di due palazzine e modifiche urbanistiche vantaggiose. Contestate anche perizie che avrebbero sovrastimato il valore degli immobili ceduti al Comune e rinvii nei pagamenti senza interessi di mora, con un beneficio economico indebito per l’impresa privata.
L’Uskok stima che il danno complessivo per la Città di Fiume, e il profitto illecito ottenuto, superino i 175mila euro. Non è la prima volta che Obersnel finisce sotto indagine: nel 2011 una precedente denuncia, relativa al caso dei mercati cittadini, era stata archiviata dalla Procura di Osijek. Ora sarà il tribunale a stabilire se, anche questa volta, le accuse siano destinate a cadere o se emergeranno responsabilità penali.
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