Fiume. La Gelsi è tornata a risplendere

Portati a termine i lavori di ristrutturazione della facciata, degli infissi e del tetto. Rimangono però i problemi del cortile e della palestra. La direttrice Gloria Tijan fa sapere che l’Unione Italiana è disponibile a sostenere finanziarimente alcuni interventi minori

La rinnovata facciata della SEI Gelsi. Foto Zeljko Jerneic

A giugno del 2018 avevano preso il via i lavori di restauro della facciata, degli infissi e del tetto della Scuola elementare italiana Gelsi, intervento di riqualificazione energetica che rientra nel programma dei progetti cittadini cofinanziati attraverso i fondi europei e che mira a ridurre i costi di riscaldamento. I lavori sono terminati in primavera come previsto e gli alunni hanno potuto iniziare il nuovo anno scolastico in una scuola bella e rinnovata. La facciata si presenta ora in tutto il suo splendore, i corridoi e le aule sono più colorate e il tetto in amianto è soltanto un lontano ricordo.

Ora i corridoi sono decisamente più vivaci…

Piccoli lavori finali
“Tutti gli interventi previsti sono stati portati a termine – sottolinea la direttrice Gloria Tijan –. Ora non ci resta che concludere alcuni piccoli lavori finali, come ad esempio coprire i buchi sul soffitto dove si trovavano prima le lampade a muro che sono state sostituite con quelle pensili. Il problema più grande rimane il cortile che è stato in parte rovinato in quanto durante i lavori era stato trasformato in un deposito per il materiale edile e per il legname da scarto. Volevamo rinnovare la superficie in tartan, in particolare con quello che assorbe l’acqua. Purtroppo però il valore di quest’intervento è di circa 250mila kune, mezzi che attualmente non abbiamo a disposizione. Molto probabilmente procederemo con l’asfaltatura, non appena individueremo una società che abbia a disposizione un rullo che possa raggiungere il cortile. In questo caso si spenderebbero circa 60mila kune. Per quanto riguarda i corridoi, la parte inferiore dei muri era finora dipinta con una vernice laccata che adesso dovrebbe venire rifatta dal momento che inevitabilmente si sono originate delle crepe. Abbiamo chiesto dei fondi all’Unione Italiana e i responsabili si sono dichiarati disponibili”.
La palestra è un punto dolente
Durante tutto il periodo dei lavori, sia alunni che genitori si sono dimostrati molto comprensivi e pazienti, motivo per il quale la direttrice ha voluto ringraziarli. “Non è stato facile e a volte ci sono state delle piccole disapprovazioni in alcuni contesti. Però era un lavoro che andava fatto”, puntualizza la direttrice.
Il punto dolente rimane la palestra. “La nostra idea di farla attigua alla scuola non è stata presa in considerazione dalla Città perché la zona vicina, dove si trova un po’ di verde, viene definita come parco. In realtà un parco è molto diverso da questo. Noi volevamo costruire una palestra prefabbricata, della grandezza di un campo di pallavolo. Costerebbe poco e verrebbe costruita in tempi relativamente brevi. In poco tempo avremmo così finalmente una palestra vera, mentre quella attuale verrebbe trasformata in refettorio evitando così di far mangiare i bambini in sei turni come accade attualmente visto che purtroppo lo spazio è quello che è”, conclude Gloria Tijan.

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