Fiume in piazza per le pensioni

Sabato scorso la città è stata centro di proteste decise per l'ottenimento di condizioni economiche che possano permettere una vita più dignitosa

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Fiume in piazza per le pensioni
La folla radunata in centro città. Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Un corteo numeroso e determinato ha alzato la voce a Fiume per chiedere una pensione media che rappresenti almeno il 60 p.c. dello stipendio medio, un traguardo che in Croazia appare ancora lontano. Il raduno, organizzato in Piazza della 128ª Brigata dell’esercito croato dall’SDP e dal Blocco Pensionati Uniti (BUZ), ha riunito circa 200 partecipanti, decisi a opporsi all’attuale sistema pensionistico che “non tiene il passo con l’aumento del costo della vita”. La protesta ha denunciato una realtà allarmante: molti pensionati, afflitti dall’aumento dei prezzi, sono costretti a compiere scelte dolorose tra beni essenziali come cibo, salute e bisogni primari. Se il potere d’acquisto diminuisce e i prezzi continuano a salire, la qualità di vita non può che peggiorare.

A prendere parola, tra gli altri, è stato Ivo Jelušić, presidente del Forum dei Senior dell’SDP, sottolineando come la maggior parte dei lavoratori e dei pensionati croati non disponga dei mezzi necessari per una vita dignitosa. Ha inoltre denunciato un tasso d’inflazione del 30 p.c., precisando che per i pensionati l’aumento dei costi sui beni essenziali si attesta tra il 50 p.c. e il 100 p.c. “La situazione è ormai insostenibile – ha dichiarato – con il potere d’acquisto dei pensionati in rapido declino. Abbiamo già manifestato a Zagabria, ma il Governo è rimasto sordo alle nostre richieste. Ora è indispensabile intervenire nel Bilancio dello Stato per garantire l’aumento delle pensioni, perché mentre altri Paesi destinano tra il 13 e il 15 p.c. del PIL alle pensioni, in Croazia siamo fermi all’11 p.c”. Jelušić ha puntato il dito contro le banche e le catene commerciali, accusandole di essere le principali responsabili dell’inflazione che grava sui pensionati e i cittadini croati. Secondo Jelušić, la causa principale di questo drammatico aumento dei prezzi è la cupidigia delle grandi catene, che, con la complicità del Governo e delle banche, accumulano enormi profitti extra. Il presidente del Forum dei Senior dell’SDP ha proposto una soluzione: tassare questi profitti extra e destinare il ricavato all’aumento delle pensioni, per alleggerire così la pressione economica sulle fasce più vulnerabili della popolazione, come i pensionati.
Anche Milivoj Špika, presidente del BUZ, ha parlato con toni decisi: “Il declino della pensione media rispetto allo stipendio medio è iniziato nel 1999, quando l’HDZ ha introdotto una nuova formula peggiorativa di calcolo delle pensioni. Non accetteremo mai che la pensione media rappresenti solo il 41 p.c. dello stipendio medio, come accade ora, con una tendenza al ribasso”.
Non è mancata la risposta del premier Plenković, che ha definito la protesta come un “raduno orchestrato” da associazioni pensionistiche vicine alle opposizioni, difendendo l’operato del Governo e promettendo una futura legge sui diritti degli anziani per chiarire responsabilità di Stato, famiglie e comunità locali.
Lo scontro è politico, ci sono nuove elezioni all’orizzonte, ma per migliaia di pensionati croati resta in gioco la possibilità di vivere una vecchiaia libera da precarietà e insicurezza economica.

Ivo Jelušić durante il suo intervento.
Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

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