A Fiume e Sebenico si è svolta oggi, sabato 5 settembre, la “Marcia per la vita, la famiglia e la Croazia”, manifestazione organizzata per esprimere sostegno alla tutela della vita dal concepimento e alla maternità. L’iniziativa si è svolta quest’anno in 19 città croate e ha avuto come slogan “Il primo passo è una legge”.
Gli organizzatori chiedono infatti una modifica della legislazione affinché la vita sia tutelata “fin dal concepimento”, accompagnando alla protezione giuridica anche interventi di sostegno alle donne e alle famiglie.
«Ogni essere umano ha un valore inestimabile»
Nel documento diffuso in occasione della manifestazione, gli organizzatori affermano che ogni essere umano possiede un valore inestimabile e che il diritto alla vita costituisce il fondamento degli altri diritti.
La posizione espressa durante la marcia è netta anche sul tema dell’aborto, che gli organizzatori definiscono non una soluzione al problema, ma l’uccisione di un bambino non ancora nato. Secondo i promotori, inoltre, le donne dovrebbero poter contare su informazioni, sostegno e condizioni che consentano loro di scegliere di portare avanti la gravidanza.
“Non scegliamo l’indifferenza e non voltiamo le spalle”, è il messaggio della manifestazione, che chiede una società capace di sostenere sia la madre sia il bambino e di non lasciare le donne sole davanti a una decisione difficile.
La testimonianza
Durante la manifestazione di Fiume ha preso la parola anche Maja Roksandić, moglie e madre di due figli, che ha raccontato la propria esperienza legata all’affidamento e all’adozione.
Insieme al marito, Roksandić ha adottato due bambini, un maschio e una femmina, dopo un percorso iniziato con l’affidamento. “Nessun bene al mondo può superare quelle piccole mani che ti volano intorno al collo, quello sguardo che vede in te sicurezza, quel sorriso autentico di un bambino”, ha raccontato.
Roksandić ha spiegato che, se potesse cambiare qualcosa del percorso affrontato, avrebbe scelto di intraprenderlo prima. Rivolgendosi a chi sta valutando l’affidamento, ha aggiunto: “Non abbiate paura. Ascoltate il vostro cuore”.
La donna ha quindi ringraziato la madre biologica dei due bambini per aver scelto di dare loro la vita nonostante le difficili circostanze personali. “Ha dato loro un’opportunità che tutti meritiamo, e a me e alla mia famiglia una ricchezza e una gioia immense”, ha affermato.
«Non rinunceremo alla battaglia»
A Fiume i coordinatori della manifestazione, Ante Bekavac e Ivan Anđelić, hanno ribadito la volontà di proseguire la campagna per una maggiore tutela legislativa della vita.
“Non rinunceremo e non ci fermeremo nella battaglia per la vita dei più indifesi, delicati e vulnerabili tra noi: il bambino non ancora nato”, hanno dichiarato.
I due coordinatori hanno quindi criticato la legislazione croata sull’aborto, ricordando che l’attuale normativa risale al 1978, quando la Croazia faceva parte della Jugoslavia socialista.
“Vogliamo una protezione assoluta, legale, sociale e di ogni altro tipo della vita dal concepimento”, hanno affermato Bekavac e Anđelić, sostenendo che la Croazia dovrebbe diventare “un Paese che protegge la vita, non un Paese che la interrompe per legge”.
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