Fiume, giovani e memoria si incontrano: premiati i vincitori del concorso «Liberiamo la fantasia»

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Fiume, giovani e memoria si incontrano: premiati i vincitori del concorso «Liberiamo la fantasia»
Foto Roni Brmalj

n momento di forte coesione tra la comunità locale e il mondo degli esuli, è questo ciò che si è vissuto durante la cerimonia premiazione dei vincitori del concorso Liberiamo la fantasia, svoltasi ieri nell’aula magna della Scuola Media Superiore Italiana di Fiume. Si è giunti ormai alla sesta edizione di questo concorso promosso dall’Associazione dei Fiumani Italiani nel Mondo (AFIM), un appuntamento ormai atteso con entusiasmo dai ragazzi, che ogni anno si cimentano in lavori creativi ispirati al cinema italiano contemporaneo.

Nel suo intervento di apertura, il preside del Liceo, Michele Scalembra ha espresso riconoscenza all’AFIM per l’impegno costante nel sostenere iniziative che uniscono la tradizione all’innovazione, mantenendo viva l’identità fiumana e, al tempo stesso, proiettandola verso il futuro e verso i giovani. Ha poi salutato le autorità e gli ospiti presenti, tra cui la Console Generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, la vicepresidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Rina Brumini, il presidente dell’AFIM Franco Papetti, il vicepresidente Andor Brakus, la direttrice del giornale “La Voce di Fiume”

Rossana Turcinovich Giuricin e il segretario generale dell’AFIM Adriano Scabardi.
Scalembra ha sottolineato come la partecipazione al concorso sia cresciuta di anno in anno, con un numero sempre maggiore di elaborati che testimoniano il successo e la vitalità dell’iniziativa. “È importante”, ha detto, “che la scuola offra ai ragazzi contenuti culturali di qualità, dando spazio al meglio del cinema italiano contemporaneo, ricco di spunti e di significati.” I lavori presentati hanno mostrato grande varietà e creatività, spaziando dai disegni ai video di animazione, e sono stati valutati da una commissione formata dalla docente di arte Ingrid Burić e dalla pedagogista Martina Ban.

Foto Roni Brmalj

Nel suo saluto, Rina Brumini ha portato i ringraziamenti del presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Enea Dessardo, sottolineando il ruolo fondamentale della scuola come “tessuto connettivo” tra territorio e comunità nazionale. Ha poi ricordato come l’attività culturale si arricchisca anche grazie alla poesia, anticipando la lettura di alcuni testi scritti dagli studenti in omaggio a Gino Brazzoduro.

La Console Generale Iva Palmieri, rivolgendosi ai giovani, ha condiviso un ricordo personale: “I miei anni di scuola sono ancora vivi nella memoria. Fate tesoro di queste esperienze, vi accompagneranno per tutta la vita. Le occasioni come questa vi permettono di incontrare i fiumani di ieri e di oggi, uniti da un comune sentimento di appartenenza.”
Tra gli interventi musicali, un momento particolarmente apprezzato è stato quello dell’allievo fisarmonicista Lovro Brozović, che ha eseguito due brani con grande sensibilità. È poi stata la volta del discorso del presidente dell’AFIM, Franco Papetti, che ha parlato con emozione della continuità familiare e affettiva che lo lega alla città. “Mio nonno e mio padre sono stati qui, e oggi mio nipote frequenta questa scuola. È una linea che attraversa il tempo, dagli inizi del Novecento fino al futuro.” Ha poi ricordato che l’AFIM, con oltre 1.500 iscritti, è la più grande associazione di esuli. “Il nostro simbolo è l’aquila bicipite, la stessa che campeggia sulla torre di Fiume. Abbiamo un giornale diffuso in tutto il mondo e una sede a Padova, con una biblioteca che sarà presto collegata a quella di Fiume e alla Società di Studi Fiumani. Il nostro obiettivo è mantenere viva la memoria e promuovere la cultura fiumana in Italia e all’estero”, ha spiegato Papetti.

Il presidente ha quindi illustrato le principali linee d’azione dell’associazione. La prima è quella del “ritorno culturale e intellettuale”, volto a valorizzare la tradizione della comunità italiana di Fiume, che alla fine dell’Ottocento rappresentava la maggioranza della popolazione. “Vogliamo far conoscere le eccellenze fiumane, da Morovich a Santarcangeli, da Viliani a Ramous, pubblicando opere in doppia lingua per avvicinare anche il pubblico croato.” La seconda linea riguarda il rafforzamento del legame tra chi è rimasto a Fiume e chi si è disperso nel mondo: “Non parliamo di rimasti, ma di residenti, di una minoranza viva e integrata nella Repubblica di Croazia. Il nostro compito è alimentare il senso di appartenenza e far conoscere il contributo dei fiumani al patrimonio europeo.”

Foto Roni Brmalj

Papetti ha poi ricordato le borse di studio dedicate a Guido Brazzoduro e a Egon Egon Ratzenberger, iniziative che premiano giovani ricercatori e studenti di italianistica a Fiume e promuovono la collaborazione tra l’Università di Fiume e quella di Perugia. Ha inoltre annunciato il premio “Michele Maylender”, dedicato a chi ha contribuito a far conoscere Fiume attraverso il cinema e la cultura, assegnato quest’anno al regista Igor Bezinović per il film “Fiume o morte”.

Infine, la direttrice de “La Voce di Fiume”, Rossana Turcinovich Giuricin, ha ribadito il valore del dialogo culturale e della continuità tra le generazioni. “Ragionare sui film significa riflettere sulla cultura italiana e sul nostro modo di stare al mondo, con uno sguardo aperto e curioso. Il nostro giornale è il filo che unisce i fiumani sparsi in tutto il mondo: nelle sue 52 pagine si trovano notizie, ricordi, e anche il calore della comunità. Il cartaceo rimane un simbolo di appartenenza, un legame tangibile che arriva fino a casa.”

Ha concluso annunciando che nel prossimo numero della rivista sarà dato spazio ai ragazzi partecipanti al concorso, affinché anche loro entrino a pieno titolo nel grande racconto della Fiume di oggi, viva, creativa e profondamente legata alle sue radici.

Il concorso è stato vinto da Ivona Manjo, della 4L, al secondo posto si è classificata Maja Subotić, della 3A, mentre il terzo è andato a Dante Vičić, della 4M, il quarto a Debora Scalembra, della 4A, ed in fine l’ultimo premio è stato vinto da Katarina Matijević, della 4M.

I ragazzi si sono detti estremamente soddisfatti dell’iniziativa, che ha permesso loro dapprima di vivere delle emozioni guardando i film e poi di rifletterci sopra producendo dei lavori creativi a riguardo.

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