Fiume. Fiamme al Campus di Tersatto, salvo il supercomputer e la connessione di Quarnero e Istria

L’intervento rapido dei vigili del fuoco e il supporto energetico d’emergenza hanno scongiurato l’interruzione di Internet in tre regioni

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Fiume. Fiamme al Campus di Tersatto, salvo il supercomputer e la connessione di Quarnero e Istria
Il Campus universitario di Tersatto, a Fiume. Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Nel pomeriggio di giovedì, giorno di Natale, un incendio ha colpito una cabina di trasformazione situata all’interno dell’edificio dei Dipartimenti universitari nel Campus dell’Università di Fiume, a Tersatto. Un episodio improvviso che, pur senza trasformarsi in una tragedia, ha fatto temere conseguenze ben più ampie di quanto le fiamme lasciassero inizialmente intuire.

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha permesso di circoscrivere il rogo prima che potesse propagarsi agli edifici vicini. Tuttavia, l’incendio ha avuto ripercussioni significative sul funzionamento delle infrastrutture tecnologiche ospitate nello stabile, rendendo la giornata particolarmente delicata per l’intero sistema universitario e non solo.

Un nodo strategico per la rete accademica

All’interno dell’edificio, infatti, si trova il nodo CARNET di Fiume, un punto nevralgico della Rete accademica e di ricerca croata. Da qui passano i servizi di connettività e supporto digitale destinati a università, scuole e istituti di ricerca dell’area. Come ha spiegato il rettore facente funzione dell’Università di Fiume, il professor Davor Vašiček, questo nodo garantisce l’accesso a Internet a ben tre regioni: litoraneo-montana, istriana e quella della Lika e di Segna.

Se i generatori di emergenza dell’Università non fossero entrati in funzione immediatamente, l’interruzione della rete avrebbe coinvolto un’area vastissima, paralizzando attività didattiche e di ricerca in un momento già reso complesso dalle festività.

La corsa contro il tempo per il carburante

Le ore successive all’incendio sono state caratterizzate da una vera e propria corsa contro il tempo. La priorità assoluta era garantire il rifornimento di carburante necessario ad alimentare i generatori. “La situazione era piuttosto seria”, ha raccontato Vašiček al Novi list, “perché avevamo bisogno di grandi quantità di gasolio”. L’azienda petrolifera INA ha risposto immediatamente all’emergenza, assicurando una fornitura continua almeno fino a lunedì.

La prima autocisterna è arrivata già alle 6 del mattino successivo. I numeri danno la misura dell’emergenza: servono circa 900 litri di carburante ogni 10-12 ore per mantenere attivi i sistemi. Nel frattempo, l’ente elettroenergetico HEP ha promesso che entro sabato la cabina danneggiata sarà collegata a una stazione mobile, riducendo così la dipendenza dai generatori.

Tra le maggiori preoccupazioni vi era quella per il supercomputer Bura, una delle infrastrutture di calcolo più importanti dell’Università. Si temeva che l’acqua e il fumo sprigionati durante le operazioni di spegnimento potessero averlo danneggiato. Fortunatamente, i timori si sono rivelati infondati: il supercomputer non ha subito danni.

L’incendio, infatti, non si è esteso all’edificio dei Dipartimenti universitari. È rimasto confinato nei locali della cabina di trasformazione, uno spazio non accessibile al personale universitario. All’interno dell’edificio si è avvertito soltanto un forte odore di fumo, ma nessun danno strutturale.

Cause ancora da chiarire

Resta ancora ignota la causa dell’incendio. Le verifiche sono in corso, mentre già dalla mattina successiva una cabina elettrica mobile è stata portata a Tersatto per garantire maggiore sicurezza. I tecnici dell’Università continuano a monitorare la situazione sul posto. “Per ora tutto è sotto controllo”, ha concluso Vašiček, sottolineando come la collaborazione tra vigili del fuoco, fornitori energetici e istituzioni abbia evitato conseguenze ben più gravi.

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