Fiume e Kazakistan principio di collaborazione

Fiume e il Kazakistan sono due realtà molto diverse tra loro, ma allo stesso molto simili. Almeno a giudicare da quanto emerso nel corso del ricevimento dell’Ambasciatore kazako in Croazia, Tolezhan Barlibaev, che nell’ambito della sua visita ufficiale a Fiume è stato ricevuto ieri al Palazzo municipale dal sindaco Vojko Obersnel e dai suoi più stretti collaboratori, nonché dai rappresentanti della Regione litoraneo-montana.

L’incontro è servito principalmente per capire quali sviluppi potrà avere in futuro l’interscambio commerciale tra la nostra Regione e il Paese asiatico. Si è parlato così della collaborazione nei settori dell’industria farmaceutica, ricerca, turismo e trasporti. Il diplomatico, in un croato molto fluente, ha illustrato il suo come un Paese in grandissima ascesa, sottolineando come lo scorso anno il PIL ha registrato una crescita del 4 per cento e di come quello del gas e del petrolio è di gran lunga il principale settore dell’economia kazaka, con un ulteriore potenziale di sviluppo nei prossimi anni. Ad oggi, infatti, il Kazakistan occupa il dodicesimo posto al mondo per le riserve di petrolio e il quattordicesimo per quelle del gas.

Volo diretto per Astana?

Dal canto suo, il sindaco Obersnel ha rimarcato come sono tanti i motivi di interesse degli imprenditori e delle aziende croate ad approfondire la cooperazione con l’ex repubblica sovietica. Interesse che in futuro potrebbe tradursi nella volontà di creare un volo diretto tra il capoluogo quarnerino e la capitale kazaka Astana, aggiungendo infine come l’ingresso nel mercato del Paese asiatico possa offrire alle imprese locali la possibilità di espandere le proprie attività, senza sottovalutare la vicinanza geografica di grandi Paesi come Russia, Cina e più in generale l’Asia centrale.

Un crocevia di culture

In altre parole, il Kazakistan è un crocevia di culture che si avvia a diventare uno dei grandi produttori mondiali di idrocarburi. Un Paese emergente che vede nel suo futuro enormi potenzialità e guarda sempre più a occidente, alla “vecchia” Europa, con crescente interesse.

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