Fiume. Decisione assurda e discriminatoria

I gestori dei night club e dei bar che lavorano fino a notte fonda contestano la decisione della Protezione civile nazionale che impone di chiudere i battenti a mezzanotte

La decisione di vietare il lavoro ai night club è assurda e discriminatoria. Infligge un duro colpo al esttore. È questo, in sintesi il pensiero dei gestori dei locali cittadini. Uno dei problemi maggiori è il fatto che le limitazioni decretate dalla Protezione civile nazionale riguardano tutto il Paese, indipendentemente dalla situazione epidemiologica nelle varie Regioni. A essere danneggiata dal provvedimento è sicuramente quella litoraneo-montana. I gestori dei bar fiumani sono ovviamente amareggiati, ma le regole vanno rispettate. La loro speranza è che l’ordinanza venga revocata visto che il divieto è arrivato proprio nel periodo in cui i locali lavorano al massimo.

Miroslav Pehar, gestore del bar Carolina

Posti di lavoro a rischio
“La vita notturna e i night club rappresentano un fattore importante per il turismo. Il divieto avrebbe dovuto limitarsi alle Regioni dove si registrano focolai e non coprire tutto il Paese. Nella nostra Regione non si fanno assembramenti di massa o matrimoni con centinaia di invitati e non troviamo neppure chiese sovraffollate la domenica. Sarebbe bastato chiudere i locali nella Regione spalatina anziché penalizzare tutti. I dati parlano chiaro: da noi i casi di contagio sono molto bassi e si tratta di persone che hanno trascorso le vacanze in Dalmazia”, ha commentato Miroslav Pehar, il quale gestisce il bar Carolina, che durante i fine settimana lavorava fino a tarda notte. “Spero che la decisione venga revocata perché ci sono molti posti di lavoro a rischio. Il bar Carolina lavora anche di giorno per cui il danno è minore, ma per quelli registrati come night club, che lavorano soltanto nelle ore notturne, la situazione è ben più grave”, ha aggiunto.

Antonia, cameriera del pub Phanas

Il pub Phanas lavora al momento soltanto la mattina e chiude i battenti alle 15. “Solitamente nel fine settimana l’orario era fino alle quattro del mattino. Per ora abbiamo deciso di lavorare fino al pomeriggio, poi vedremo. Certamente il divieto non ci voleva, ma speriamo che non duri a lungo”, ha detto Antonia, dipendente del locale.
Sarà dura sopravvivere
La situazione appare comunque piuttosto confusa. Quelli registrati come night club o come bar devono chiudere a mezzanotte, mentre i bistrot/ristoranti possono rimanere aperti fino alle due. Ce lo ha confermato Igor Matetić, uno dei gestori del King’s caffè food pub. “A dire il vero per noi la limitazione è irrilevante. Il bar accanto (“kod Zajca”, nda) deve invece chiudere alle 24. La differenza è che noi siamo anche un ristorante. Evidentemente c’è grande confusione nella testa di chi ha preso questa decisione. Il problema, però, non è chiudere i battenti per 10 giorni. C’è stato il lockdown, stiamo vivendo un anno difficile e credo che la vera crisi arriverà appena fra qualche mese. Sarà dunque molto difficile sopravvivere. Ritengo discriminatoria e del tutto insensata la decisione della Protezione civile siccome nella nostra Regione non ci sono criticità come in altre aree del Paese”, ha sottolineato Matetić.

Chiusi i battenti del night club Indigo

Intanto al Flamingo sweet&wine bar sono state sospese le serate di salsa del sabato notte. Il locale ora lavora di giorno e chiude alle 23 in punto.
Chiusi invece i battenti del night club Indigo, che solitamente era aperto dalle 23 alle 6. Nei giorni scorsi il gestore, Zoran Komljenović, aveva tentato di organizzare una protesta proponendo di tenere aperti comunque i locali. L’iniziativa, però, non ha avuto successo, considerate le sanzioni previste per coloro che non rispettano le direttive.
Tutti nello stesso mazzo
Josip Brusić, presidente dell’associazione dei ristoratori della Regione litoraneo-montana ha espresso preoccupazione per quello che sta succedendo. “Sicuramente non è corretto mettere nello stesso mazzo tutte le Regioni croate. La situazione epidemiologica è molto chiara perciò sarebbe il caso di ragionare in maniera reale: la stagione turistica sta per finire, questa la possiamo considerare come una delle ultime settimane di punta. Ai turisti piace la vita notturna, che rappresenta una grande fonte di guadagno. Sicuramente questi 10 giorni, nel pieno della stagione turistica lasceranno il segno. Comunque, ora bisogna attenersi alle regole nella speranza che la delibera venga revocata per le Regioni dove non si registrano particolari rischi di contagio”, ha concluso Brusić.

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