Fiume. Cresce la tensione in via dell’Acquedotto

I residenti minacciano una manifestazione di protesta e il blocco dell'arteria finché non si risolvono i problemi

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Fiume. Cresce la tensione in via dell’Acquedotto
La protesta degli abitanti di via dell’Acquedotto, con Aleksio Komar al centro. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Dopo anni di attese, promesse mancate e procedure rimaste sulla carta, i residenti di via dell’Acquedotto – nel tratto compreso dal civico 29 fino alla fine della strada – dicono basta. Tra carcasse di auto, rimorchi e motocicli abbandonati, officine improvvisate su suolo pubblico e lavori idrici in ritardo da oltre un anno, la pazienza sembra esaurita.
Il Consiglio del Comitato di quartiere Scoglietto-Cittavecchia, guidato dal presidente Aleksio Komar, ha lanciato un appello pubblico alla Città di Fiume, chiedendo interventi immediati e denunciando lo stato di degrado della zona. “Questa strada è diventata l’”intestino cieco” della città – ha dichiarato Komar –. Dal 2022 abbiamo pagato 6.250 kune per un progetto di riqualificazione dei parcheggi, concluso con la sola raccomandazione di installare dei paletti di protezione. A oggi, nemmeno quelli sono stati messi”.
L’ultimo sopralluogo, avvenuto il 17 luglio insieme a vigili urbani e addetti comunali, non ha prodotto risultati concreti. “Sono passati due mesi e non abbiamo ricevuto nessun aggiornamento sulle misure adottate. È un inaccettabile segnale di disinteresse”, ha sottolineato Komar.
Il Comitato di quartiere, dopo aver raccolto 257 firme, avverte che se la situazione non cambierà ricorrerà all’ultima forma di pressione: la mobilitazione e il blocco della strada. “Lavoriamo gratis per la comunità – ha detto Komar – chiediamo soltanto che venga applicata la legge. Se non accadrà, useremo il diritto al dissenso civile”.
Il presidente non ha risparmiato neppure un appello diretto al vicesindaco Vivoda: “Se non sapete come risolvere il problema, venite da noi, ve lo spiegheremo. Un problema che dura 27 anni si può risolvere in un giorno”.
Per Komar, quelli di via dell’Acquedotto si sentono «cittadini di serie C», con cartelli di divieto di sosta che valgono altrove ma non nella loro strada, e con due allagamenti causati dal cedimento delle tubature. La richiesta è chiara: “La Città cominci finalmente a fare il suo lavoro e a riportare ordine nella nostra via”.

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