Nuova azione dimostrativa sulla spiaggia di Costabella a Fiume, dove il deputato al Sabor del Most, Marin Miletić, è tornato ieri insieme a una cinquantina di sostenitori per riaprire il passaggio verso il mare, rimuovendo con una smerigliatrice la barriera che, a suo dire, impediva l’accesso ai cittadini. Secondo Miletić, il demanio marittimo “appartiene a tutti e non soltanto alle grandi catene alberghiere e alle élite”. Il parlamentare ha annunciato che continuerà a intervenire finché lo Stato “non inizierà ad applicare le proprie leggi”, sostenendo di essere stato eletto “non per stare comodo, ma per fare il proprio dovere”, anche quando ciò significa intervenire direttamente per garantire l’accesso alle spiagge.
Nel corso dell’iniziativa, Miletić ha ricordato che la concessione della spiaggia di Costabella risale al 2015 e che il relativo contratto consente la recinzione dell’area, ma vieta espressamente l’introduzione di un biglietto d’ingresso. Ha richiamato, inoltre, un parere del Ministero del Mare del maggio 2023, secondo il quale il concessionario non può impedire completamente l’accesso ai cittadini non ospiti dell’albergo e la spiaggia deve rimanere fruibile da tutti.
“Hanno trasformato la nostra spiaggia in un’Alcatraz, con alte recinzioni che arrivano fino al mare. I ricchi possono godersi il mare croato, mentre i cittadini comuni sono costretti a cercare spazio tra gli scogli. È inaccettabile”, ha dichiarato il deputato, ribadendo che l’accesso al demanio marittimo deve essere libero e gratuito.
La vicenda va avanti da mesi. Già a marzo Miletić aveva presentato una denuncia penale contro i responsabili della società JTH Costabella, ipotizzando limitazioni illegittime all’accesso al demanio marittimo e l’introduzione di un pagamento per raggiungere la spiaggia. A giugno aveva rimosso per la prima volta catene e lucchetti installati all’ingresso e, dopo il loro riposizionamento, aveva ripetuto l’azione in più occasioni. Nel mese di luglio, insieme alla consigliera cittadina di Most Petra Mandić, aveva inoltre reso pubblico il documento ministeriale del 2023. Successivamente, la Procura di Stato (DORH) ha confermato di aver avviato accertamenti preliminari sul caso.
Miletić ha rivolto un nuovo appello alla Procura affinché esamini il materiale consegnato, composto – secondo quanto riferito – da ricevute, filmati e testimonianze di cittadini che sostengono di non aver potuto accedere alla spiaggia senza acquistare un pacchetto alberghiero. Da parte sua, l’hotel aveva già respinto le accuse di aver introdotto un biglietto d’ingresso, precisando che il conto di 130 euro citato nella polemica riguardava un pacchetto wellness per due persone, comprensivo dell’utilizzo di lettini e ombrellone, e non il semplice accesso all’arenile.
Il deputato ha infine ribadito che il suo partito non è contrario agli investimenti turistici, ma al modello che, a suo avviso, consente ai grandi operatori alberghieri di appropriarsi di spazi pubblici. “Se il passaggio verrà nuovamente chiuso – ha concluso – torneremo ancora una volta ad aprirlo”.
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