La Questura della Regione litoraneo-montana ha confermato che è stato presentato un atto d’accusa contro un uomo di 42 anni per disturbo della quiete pubblica durante la manifestazione “Uniti contro il fascismo”, tenutasi il 30 novembre a Fiume. L’uomo avrebbe esibito una bandiera con la stella rossa a cinque punte, considerata simbolo atto a creare turbativa.
Secondo quanto comunicato dalla polizia, il 42enne cittadino croato, durante un raduno pubblico avrebbe esposto simboli in contrasto con l’articolo 5 della Legge sui reati contro l’ordine e la quiete pubblica. Per questo motivo gli agenti hanno presentato un atto d’accusa al tribunale competente e notificato all’uomo anche un verbale per violazione della legge sul domicilio.
La vicenda è emersa inizialmente attraverso i social network, dove nei giorni scorsi era circolata l’immagine della notifica ricevuta il 3 dicembre. Nel documento si sostiene che il manifestante avrebbe gridato con l’intento di arrecare disturbo e, contemporaneamente, esposto simboli riconducibili alla stella rossa, creando disagio ai passanti e all’opinione pubblica.
Una fotografia diffusa online mostra due uomini con una bandiera blu, bianca e rossa recante al centro una stella rossa e la scritta “Per una patria socialista libera”.
Per violazione dell’articolo 5 della norma sui reati contro l’ordine pubblico è prevista una multa da 700 a 4.000 euro o, in alternativa, fino a 30 giorni di detenzione. La polizia ha ricordato che episodi simili sono già stati perseguiti nelle scorse settimane.
Casi precedenti
Nell’ambito della stessa marcia antifascista, le forze dell’ordine hanno già inoltrato atti d’accusa a carico di nove giovani che, durante una contro-manifestazione, avevano gridato lo slogan “Za Dom spremni” (“Per la Patria, pronti”), accompagnato dal gesto del braccio teso. Gli stessi erano stati denunciati anche per comportamento intimidatorio, volto a creare insicurezza tra i cittadini presenti, grazie anche all’utilizzo di abiti scuri, cappucci e mascheramenti atti a nascondere l’identità.
Secondo la ricostruzione della polizia, una trentina di persone vestite di nero, per lo più con il volto coperto, si era presentata in piazza Adria mentre i manifestanti si stavano radunando, con urla e lancio di petardi contro i partecipanti all’evento.
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