In una congiuntura storica segnata da complesse sfide globali, la città di Fiume ha rinnovato il proprio impegno verso i valori fondamentali della convivenza civile. In occasione del 9 maggio, data in cui convergono la celebrazione della Giornata dell’Europa e della vittoria sul fascismo, si è tenuta una serie di cerimonie solenni atte a onorare il passato e custodire i valori del progetto comunitario nel futuro.
La giornata del 9 maggio si è aperta con la deposizione delle corone d’alloro presso il Monumento alla Liberazione a Delta. Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca Iva Rinčić, alla guida della delegazione della Città di Fiume, e la rappresentanza della Regione, guidata dai vicepresidenti Toni Štimac e Robert Matić, unitamente ad altre organizzazioni e associazioni. Questo atto di omaggio ha inteso ribadire il debito morale nei confronti di quanti sacrificarono la vita per la libertà.

Successivamente, presso il museo d’arte moderna e contemporanea, si è svolta la solenne accademia. Nella sua allocuzione, la sindaca Rinčić ha sottolineato come la ricorrenza non sia una mera formalità: “Commemoriamo due eventi profondamente intrecciati. Il progetto europeo non è solo un quadro amministrativo, ma una precisa scelta di civiltà basata su pace, libertà, democrazia e dignità umana”. La sindaca ha ricordato che il nazismo, il fascismo e ogni forma di totalitarismo hanno lasciato dietro di sé ferite profonde e milioni di vite perdute, rendendo il ricordo delle vittime un obbligo perenne.
Nonostante le difficoltà attuali, ha continuato, l’Unione europea rimane uno dei progetti di pace di maggior successo nella storia. La Giornata dell’Europa e della vittoria sul fascismo non sono, nella visione della prima cittadina, simboli statici del passato, ma rappresentano valori per i quali un tempo si moriva e che oggi vanno difesi nello spazio pubblico con responsabilità e coerenza. Fiume incarna quotidianamente questa visione, essendo una città che comprende il valore di collocarsi nel solco della giustizia storica.
Rinčić ha inoltre ammonito contro i tentativi di ridurre l’antifascismo a una mera opzione politica o al patrimonio di singole associazioni: “L’idea dell’antifascismo, come quella dell’Europa, non può avere un colore o un’unica interpretazione; sono idee diventate bene comune della civiltà”. Durante l’incontro, il vicepresidente della Regione litoraneo-montana Robert Matić ha citato Robert Schuman, ricordando che l’Europa non si farà d’un tratto, ma attraverso realizzazioni concrete che creino una solidarietà di fatto, parole che oggi riecheggiano con forza ancora maggiore.
Di rilievo l’intervento di Goran Hauser, rettore dell’Università di Fiume, che richiamando Hannah Arendt e le sue celebri riflessioni sulla “banalità del male”, ha evidenziato come l’essenza del potere totalitario risieda nel rendere le persone “superflue”, privandole della loro dignità e unicità.
Il programma è stato arricchito dal coro da camera fiumano “VAL”, diretto da Doris Kovačić, dagli alunni della classe 3.b della scuola elementare Gelsi con la performance “Europa e Libertà”, e dalla solista Vanja Zelčić, con l’accompagnamento musicale di Doris Knežević.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































