Il periodo natalizio, a Fiume, non è mai soltanto una parentesi sentimentale. È piuttosto un tempo in cui la città si racconta a voce alta, alternando riflessione e leggerezza, sacro e profano, fragilità e orgoglio. Negli ultimi giorni dell’anno, mentre le luci restano accese più a lungo del solito, i fatti si sono rincorsi con varietà.
L’omelia inaspettata
A colpire più di ogni altra cosa, per intensità e chiarezza, sono state le parole dell’arcivescovo mons. Mate Uzinić. Nella sua omelia natalizia nella Cattedrale di San Vito, Uzinić ha scelto di non rifugiarsi nella retorica del rito, ma di misurarsi con il presente. Ha parlato di una società affaticata da una continua gara a chi è più forte, più armato, più “uguale degli altri”. Ha ricordato che Dio, nel Natale, non manda un’autorità muscolare, ma un bambino. E che l’uguaglianza non è uno slogan moderno, bensì un principio originario: non esistono “più uguali”, né nella politica, né nella Chiesa, né nella famiglia. Un messaggio netto, quasi scomodo, ribadito anche nella Messa di mezzanotte, quando l’arcivescovo ha posto una domanda semplice e inquietante: c’è posto per Gesù a Fiume? Non come figura da ammirare, ma come presenza da riconoscere negli esclusi, nei soli, negli stranieri. Parole che, al di là della fede, hanno avuto il peso di una riflessione civile.
Con la fine del Natale si è chiuso anche l’Anno giubilare, vissuto a Fiume come un tempo di bilanci interiori più che di solenni celebrazioni. Non grandi proclami, ma un invito alla responsabilità personale e collettiva: meno devozione di facciata, più attenzione concreta all’altro. È forse questo il segno più riconoscibile di una Chiesa che, in città, prova a parlare il linguaggio del presente senza rinnegare la propria tradizione.
La cultura al ritmo di musica
C’è poi la Fiume che si ritrova nella musica. Al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” è iniziata sabato scorso ed è ancora in atto la serie dei tradizionali Concerti di Capodanno (oggi è in programma l’ultimo dei quattro appuntamenti), uno degli eventi più attesi dell’anno. Il concerto sta offrendo al pubblico un repertorio classico e rassicurante, da Glinka a Dvořák, fino agli immancabili Strauss. L’orchestra sinfonica dello “Zajc”, diretta dal maestro Valentin Egel, insieme ai solisti Kristina Kolar e Marko Fortunato, regala una serata elegante, arricchita dall’apparizione a sorpresa di Mario Lipovšek Battifiaca. Un rito collettivo che, anno dopo anno, conferma il teatro come uno dei cuori simbolici della città.
L’unione
Sulla collina di Tersatto, invece, il clima è quello delle famiglie. Il Family Day al Castello ha trasformato l’ultima settimana di dicembre in un piccolo laboratorio di felicità semplice: bambini, genitori, cori giovanili, laboratori creativi e spettacoli senza palco. Un evento che, nella sua apparente leggerezza, racconta bene un’idea di città che investe sul tempo condiviso e sulla prossimità.
L’innovazione
Lo sguardo al futuro passa anche dal Centro di cultura tecnica di Scoglietto, che ha annunciato la nuova edizione della Scuola invernale: 14 laboratori gratuiti per bambini e ragazzi, tra programmazione, scienza, arte ed ecologia. Un’offerta che la dice lunga su come la città intenda formare le nuove generazioni: meno consumo passivo, più creatività e pensiero critico, anche attraverso il gioco.
L’esodo sul Platak e nel Gorski kotar
Per molti concittadini, poi, l’ultimo fine settimana dell’anno ha avuto il nome di Platak. Il sole e il manto bianco hanno richiamato famiglie intere, tra sci, slittini, pupazzi di neve e passeggiate in un paesaggio quasi fiabesco. Nonostante il vento, Platak ha confermato il suo ruolo di rifugio invernale dei fiumani: un luogo vicino, accessibile, capace di offrire una parentesi di normalità felice prima del conto alla rovescia della notte di San Silvestro.
Intanto, poco più in là, il Gorski kotar si prepara a un Capodanno da tutto esaurito. La neve arrivata in anticipo ha riacceso l’interesse turistico e le prenotazioni parlano chiaro: le feste di fine anno promettono numeri record. Una buona notizia per un territorio che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi senza snaturarsi.
Le riconoscenze all’eccellenza
A chiudere idealmente l’anno, una notizia che porta il nome di Fiume nel mondo: la designer Veronika Uravić Čolak ha conquistato il suo terzo Red Dot Award, un vero e proprio Oscar del design. Questa volta per l’elegante packaging del The Gates Gin, prodotto interamente fiumano. Un riconoscimento che conferma come anche da una città di dimensioni contenute possano nascere progetti capaci di competere ai massimi livelli internazionali.
Il crowdfounding
In questo solco di attenzione alla comunità si colloca l’iniziativa del Club di pallacanestro Kostrena che, a 25 anni dalla fondazione e forte di una crescita significativa del numero dei giovani iscritti, ha avviato una campagna di crowdfunding per l’acquisto di un pulmino sociale. L’obiettivo è raccogliere 35mila euro per garantire un trasporto sicuro e organizzato ai bambini e ai ragazzi impegnati in allenamenti e competizioni. Finora sono stati raccolti poco meno di 6.300 euro: un primo passo che conferma come la solidarietà quotidiana resti il vero motore delle realtà sportive e associative del territorio.
45º dell’affondamento della Dunav
In segno di ricordo dei 32 membri dell’equipaggio scomparsi, è stata deposta una corona al monumento ai marinai dispersi nel porticciolo di Podurinj, a Kostrena. La commemorazione è poi proseguita presso il Circolo di lettura di Santa Barbara, dove, accanto al momento di raccoglimento, è stata presentata la diorama della nave Dunav: una rappresentazione tridimensionale del bastimento in mare aperto, curata nei dettagli e di forte valore educativo, destinata a diventare parte integrante dei percorsi espositivi dedicati alla tutela della tradizione marittima locale, come la Casa dei marinai di Kostrena.
I fatti di cronaca nera
La cronaca, però, ha ricordato a tutti quanto la vita sappia essere fragile. La vicenda di Branko Gajić, giovane di Kostrena gravemente ferito in seguito a eventi mai del tutto chiariti e oggi in condizioni estremamente difficili, ha scosso la comunità ben oltre i confini del Paese. L’appello della sorella Daria non è solo una richiesta di aiuto economico per una riabilitazione specialistica all’estero: è un richiamo al senso di comunità. Kostrena ha risposto, dimostrando che la solidarietà, quando è autentica, non ha bisogno di grandi parole. In questi giorni di feste, la storia di Branko è diventata un silenzioso banco di prova per tutti.
L’appello di aiuto per Branko non è stata l’unica nota stonata di queste feste. Si sono verificati anche altri episodi poco felici, estranei al clima festivo del periodo: ad Abbazia, un gruppo di minorenni ha provocato un incendio in un parco cittadino utilizzando materiale pirotecnico vietato. L’intervento dei vigili del fuoco ha evitato conseguenze più gravi, ma l’episodio ha riportato l’attenzione sui rischi legati all’uso irresponsabile dei fuochi d’artificio e sulle responsabilità degli adulti. I genitori sono stati sanzionati e i servizi sociali informati. Un promemoria amaro, proprio nei giorni in cui la leggerezza dovrebbe prevalere.
Il concerto di Thompson
Il concerto di Marko Perković Thompson, icona musicale di queste terre e figura da sempre capace di dividere l’opinione pubblica, in programma il prossimo 6 febbraio al Palazzetto dello Sport di Tersatto, ha riacceso il confronto politico in città. Alla notizia dell’evento hanno reagito criticamente gli schieramenti di sinistra, mentre la sindaca Iva Rinčić ha scelto una linea netta e istituzionale, tagliando corto sulle polemiche.
“Non ascolto Thompson e non andrò al concerto, ma è finito il tempo in cui la politica decideva i programmi musicali a Fiume – è stata chiara rispondendo a un media locale –. Ogni artista ha lo stesso trattamento. Mi aspetto che tutto si svolga nel rispetto della legge e credo che gli spalti saranno pieni”.
Una posizione che le è valsa consensi non solo tra i sostenitori del cantante, ma anche da esponenti politici della destra croata.
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