Finalmente! L’asilo Fiume accoglie i bambini

Prima ancora dell’inaugurazione ufficiale, la nuova struttura prescolare in lingua italiana ha aperto le porte, trasformando un progetto a lungo atteso in futuro concreto

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Finalmente! L’asilo Fiume accoglie i bambini
Foto Željko Jerneić

I bambini hanno iniziato a frequentare l’asilo Fiume. Ancora in attesa dell’inaugurazione ufficiale, in programma per venerdì 27 febbraio, la struttura ha iniziato a lavorare oggi, lunedì 23 febbraio, fra arredi appena sistemati e stanze nuove. Quella che per anni è stato un sogno, un’idea, un progetto, ora è realtà. Questo asilo non è un semplice edifico, è l’affermazione di una continuità culturale che a Fiume si gioca spesso nei dettagli, nella quotidianità, nel diritto di crescere – fin dai primissimi anni – in una lingua e dentro una storia.

L’importanza simbolica dell’asilo Fiume sta proprio qui: nell’essere una casa dell’infanzia dove l’italiano non è un’aggiunta folcloristica, ma il tessuto naturale della relazione educativa. In una città che ha conosciuto fratture, partenze, silenzi e ripartenze, investire sull’età prescolare significa investire sul futuro più concreto che esista: quello che passa per le parole con cui un bambino impara a nominare il mondo. Non è un caso che, negli anni, attorno a questo cantiere si sia condensato un sentimento collettivo di attesa che andava oltre la logica dei metri quadri, delle procedure, dei capitolati. Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, lo aveva sintetizzato con una frase destinata a restare: “I nostri connazionali sono in attesa di questo asilo da oltre 30 anni e adesso il loro sogno sta per avverarsi”.

Foto Željko Jerneić

Un lungo percorso

Il percorso, in effetti, è stato lungo. L’idea prende forma almeno dal 2011, quando viene indicata come obiettivo strategico: dotare Fiume di una struttura prescolare in lingua italiana capace di rispondere ai bisogni reali delle famiglie e di dare respiro all’intera filiera educativa italiana in città. Saltando anni in cui non si sono fatti passi avanti, dopo la firma della tristemente famosa lettera d’intenti, la firma del definitivo accordo di cofinanziamento, nel marzo 2023, segna uno snodo decisivo e viene vissuta come una giornata storica. In quell’occasione Corva ringraziava il governo croato e il deputato CNI al Sabor, Furio Radin, per il contributo sul fronte dei finanziamenti, ricordando anche il sostegno dello Stato italiano e annunciando un dettaglio tutt’altro che secondario: “il nuovo asilo porterà il nome Fiume”.

Attorno al nome, come spesso accade a Fiume, si raccoglie un significato ulteriore. Non è soltanto un’intitolazione, ma una dichiarazione di appartenenza e di radicamento: l’italiano non come memoria museale, bensì come parte viva della città di oggi. E non è un caso che, tra le voci coinvolte, emerga anche l’idea di una prospettiva più ampia, di un investimento che non si esaurisca in una sola opera.

Melita Sciucca, presidente della Comunità degli Italiani di Fiume dal 2018 al 2024, lo diceva senza giri di parole: “Costruire un asilo italiano è sicuramente un grande impegno che andrà ad arricchire l’offerta di formazione. Mi auguro però che non ci fermeremo qua, ma che si continuerà ad investire nelle scuole e asili”. In quelle frasi c’è un punto centrale: l’asilo Fiume non è un traguardo isolato, ma un tassello di un disegno più largo, dove la qualità dell’educazione in lingua italiana diventa misura della capacità di una comunità di rimanere vitale, attrattiva, credibile anche per le nuove generazioni.

Anche Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana, nel giorno della firma, parlava di un risultato “tanto desiderato” dopo “un lungo e complesso percorso durato più di 10 anni”, rivendicando la forza di una visione che non ha ceduto alle difficoltà, “senza mai demordere e perdere la fiducia, sono state superate le criticità e le difficoltà”. E aggiungeva un ringraziamento alle istituzioni croate e cittadine, ricordando il ruolo dell’attuale amministrazione e di quella precedente, con l’idea di un asilo “all’avanguardia” come nuova sede prescolare per i bambini fiumani.

Ritardi, polemiche…

Se c’è un aspetto che rende ancora più denso il significato di questi giorni, è il fatto che l’apertura arriva dopo mesi complicati, segnati da ritardi, polemiche e soluzioni tampone. Nell’autunno scorso, quando l’inizio dell’anno pedagogico si avvicinava e l’edificio non era ancora pronto, la vicenda era diventata di dominio pubblico. La sindaca Iva Rinčić aveva definito la situazione “a dir poco inaccettabile”, mentre i bambini venivano temporaneamente redistribuiti in altre strutture cittadine in attesa del completamento dei lavori e dei collaudi. È un passaggio che non va rimosso: ricorda quanto siano fragili, nella pratica, i progetti che toccano la vita quotidiana delle famiglie. E proprio per questo, vedere oggi i bambini entrare davvero nell’asilo “Fiume” ha il sapore di una ripartenza concreta, non retorica.

Venerdì, durante l’inaugurazione ufficiale, questa normalità salirà sul palcoscenico pubblico. Ma la scena più importante, in realtà, è già cominciata oggi: quella dei bambini che, entrando, trasformano un investimento, un accordo, un cantiere, in ciò che conta davvero.

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