L’ora dedicata alle interrogazioni nell’ambito della seduta del Consiglio cittadino di Abbazia, svoltasi ieri nell’Aula consiliare di Palazzo municipale, è stata caratterizzata da numerose domande rivolte all’amministrazione del sindaco Fernando Kirigin. Uno dei temi principali ha riguardato le nuove regole sulla sosta, che secondo il consigliere Domagoj Tramontana (HDZ) risultano poco chiare e comportano un aumento delle tariffe. Una richiesta analoga è stata avanzata anche da Ena Knežević Tončinić (SDP).
“Non ci sono stati aumenti, ma solo modifiche in alcune zone – ha risposto il primo cittadino –. Ci saranno sempre persone insoddisfatte, ma il nostro obiettivo è essere al servizio dei residenti. Il nuovo sistema è stato elaborato dalla municipalizzata ‘Opatija 21’, che ci ha presentato lo studio richiesto. La terza zona è stata di fatto trasformata in un’area residenziale per garantire posti auto ai residenti, mentre gli altri utenti dovranno pagare la tariffa prevista”. Il consigliere Tramontana si è dichiarato insoddisfatto della risposta, sostenendo che “questa non è la strada che porta a decisioni sensate”.
Un’altra interrogazione del consigliere dell’HDZ ha riguardato il carro attrezzi impiegato per le rimozioni forzate. In alcuni giorni il mezzo non è operativo e il servizio viene affidato a una ditta privata. “Siamo consapevoli che il veicolo è ormai datato e necessita di continui interventi di manutenzione. Abbiamo in programma l’acquisto di un nuovo mezzo, più adatto alle strade della nostra città, ma per il momento dobbiamo limitarci a riparare quello esistente oppure a noleggiarne uno”, è stata la risposta di Kirigin.
Preoccupazione per gli affittacamere
Tramontana ha chiesto, infine, come la Città intenda intervenire in merito all’aumento della tassa forfettaria che colpirà in particolare gli affittacamere privati. “Non si tratta di una decisione della Città, bensì del Governo. Da parte nostra cercheremo di limitare il più possibile i danni che questa misura provocherà ai piccoli affittacamere”, ha dichiarato il sindaco.
La consigliera Neva Slani (Lista indipendente) ha chiesto chiarimenti sul demanio marittimo nelle aree di Slatina e Pančera, ricevendo da Kirigin la risposta che l’argomento sarebbe stato affrontato nel primo punto all’ordine del giorno. Ivan Vidaković (SDP) ha chiesto, invece, se la municipalità intenda intervenire per limitare i lavori edili durante la stagione turistica. “Non possiamo farci nulla – ha risposto il sindaco –. Tutto dipende dal Governo, che ha deciso che dall’anno prossimo i lavori potranno essere sospesi soltanto per 60 giorni complessivi, comprese le festività. In questo caso la lobby dell’edilizia ha avuto la meglio”.
Il consigliere Dušan Kotur (SDP) ha chiesto quando sarà inaugurato il nuovo stadio di Abbazia. Kirigin ha risposto che, “secondo le informazioni in mio possesso, ciò avverrà nella seconda metà di settembre di quest’anno”. I paletti arancioni installati per impedire la sosta, ritenuti antiestetici, hanno suscitato l’interesse della consigliera Vanda Erk Božić (HDZ). “Anch’io preferirei dei paletti in ottone, ma costano il 50% in più e vengono regolarmente rubati”, ha commentato il primo cittadino.
Marina Vujičić (HDZ) ha criticato il sindaco per il video promozionale dedicato all’attività svolta e agli investimenti realizzati nell’ultimo anno, nel quale, a suo dire, non viene menzionato il contributo del Governo croato. “I finanziamenti non sono né del Governo né dell’HDZ, ma provengono dai cittadini di tutta la Croazia. Il Governo è soltanto lo strumento attraverso il quale vengono assegnati i fondi ai progetti approvati”, ha replicato seccamente Kirigin. Al termine dell’intervento, il presidente del Consiglio cittadino, Kristian Tončić, ha ammonito la consigliera Slani (Lista indipendente) per avere rivolto, a suo giudizio, espressioni inappropriate nei confronti del sindaco. Le interrogazioni riguardanti i locali del nuovo stadio che saranno concessi in gestione, la prosecuzione dei lavori di ristrutturazione del centro di Apriano (Veprinac), il traffico congestionato nel centro cittadino a causa degli autobus turistici e la vendita dei diritti di proprietà intellettuale della Città riceveranno invece risposta per iscritto.
Demanio marittimo da rivedere
L’ordine del giorno comprendeva cinque punti. Il più importante riguardava l’informativa sull’iter per la modifica dei confini del demanio marittimo in quattro aree chiave della costa abbaziana: Pančera, Slatina, il porto e Tomaševac. Il provvedimento è stato approvato all’unanimità. Dopo l’introduzione del sindaco, la parola è passata a Filip Vlah, responsabile del Dipartimento per il sistema comunale, la pianificazione territoriale e la tutela dell’ambiente, che ha risposto alle domande del consigliere Ivan Vidaković (SDP), interessato a conoscere le garanzie relative al futuro bando per la concessione del demanio marittimo.
“La Città non può partecipare al bando. L’obiettivo è modificare i confini affinché le aree che oggi, in modo illogico, rientrano nel demanio marittimo pur trovandosi nell’entroterra diventino beni pubblici gestiti direttamente dall’amministrazione cittadina”, ha spiegato Vlah.
Slani e Igor Matković (Lista indipendente) hanno espresso la loro contrarietà al progetto, sostenendo che esso porterà alla devastazione delle aree di Slatina e Pančera. “Entrambe le zone necessitano da anni di una completa riqualificazione – ha replicato Vlah –. Questo progetto fornirà finalmente alla Città gli strumenti necessari per valorizzare una delle aree più centrali della località”. Tramontana (HDZ) ha precisato di non essere contrario al progetto in sé, ma ha chiesto che l’intera procedura sia trasparente e che il Consiglio venga costantemente informato. Ena Knežević Tončinić (SDP) ha chiesto, invece, quanti locali commerciali ricadano attualmente in parte sul demanio marittimo e in parte sul bene pubblico. “Sono diversi, così come alcuni alberghi. Questo programma consentirebbe di risolvere numerose incongruenze”, ha spiegato il capodipartimento.
Rajko Pupovac (Lista indipendente) ha espresso dubbi sulla tutela della costa da eventuali speculazioni commerciali e sulle contraddizioni dell’attuale normativa. “Proprio per questo non intendiamo vendere le nostre proprietà. Lo Stato potrebbe eventualmente venirci incontro cedendoci le porzioni di demanio marittimo interessate dal progetto”, ha risposto Kirigin. Igor Matković (Lista indipendente) ha ribadito che il progetto relativo a Pančera e Slatina porterà alla devastazione dell’area, attribuendone la responsabilità al sindaco e ai suoi partner di maggioranza. La replica del primo cittadino non si è fatta attendere. “La linea di costa è cambiata sensibilmente nel corso degli ultimi decenni per effetto delle sorgenti e delle correnti marine, e in passato sono già stati effettuati numerosi interventi. Non vogliamo sottrarre il demanio marittimo, ma valorizzarlo e pianificarne lo sviluppo nel migliore dei modi”.

“Noi siamo qui per essere informati su questo progetto – ha affermato Tramontana – e per offrire al sindaco i nostri suggerimenti. Ci auguriamo che vengano ascoltate anche le osservazioni dei consiglieri, in particolare quelle relative alla tutela del lungomare”. “L’eventuale trasformazione in bene pubblico viene approvata dal Consiglio cittadino – ha ricordato il sindaco – e solo questo organo può modificarne lo status. Non proporrò mai di vendere l’area di Slatina o quella di Pančera”.
Mario Alempijević (AM) ha espresso perplessità sull’idea di unificare una parte del demanio marittimo con il bene pubblico. “Non ritengo che queste due realtà possano essere accorpate. Forse la Città intende costituire una società municipalizzata per gestire l’area, ma dubito che ciò possa avvenire”. “Non condivido questa posizione, perché la Città propone semplicemente di ricondurre sotto un’unica gestione due aree che già oggi costituiscono, di fatto, un insieme. Essere critici è positivo, ma le critiche devono essere accompagnate da argomentazioni e proposte concrete. I consiglieri dovrebbero saperlo”, ha replicato Kirigin.
Conclusa l’informativa e il relativo dibattito, il Consiglio cittadino è passato agli altri punti all’ordine del giorno: la proposta di modifica della delibera sulle modalità di erogazione del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani, il regolamento sulle procedure di affidamento diretto, la modifica della delibera sui coefficienti per il calcolo degli stipendi dei funzionari e dei dipendenti degli organi amministrativi della Città di Abbazia e la modifica della delibera sull’istituzione e il funzionamento degli organi consultivi del Consiglio cittadino. Tutti i provvedimenti sono stati approvati a maggioranza.
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