Fautore di dialoghi e ponti fra tutte le genti

Nella Cattedrale di San Vito celebrati il 45º di sacerdozio e il 20º alla guida dell’Arcidiocesi di Fiume di mons. Ivan Devčić. Designato ufficialmente il suo coadiutore Mate Uzinić

Ivan Devčić e Mate Uzinić

“Non ho parole per ringraziare tutti voi, fedeli e cittadini dell’arcidiocesi di Fiume, che siete stati testimoni del mio cammino nella fede. Dopo vent’anni rimango fedele all’asserzione secondo la quale ‘ogni uomo nella sua vita riceve più di quello che dà’, motivo per cui siamo chiamati a dare sempre il massimo di noi stessi al fine di eguagliare e superare ciò che riceviamo”. Con queste parole, l’arcivescovo di Fiume, monsignor Ivan Devčić, ha salutato, ieri sera, i pochi presenti nella Cattedrale di San Vito, giunti per celebrare assieme a lui, i suoi 45 anni di sacerdozio e i 20 anni che lo hanno visto alla guida dell’Arcivescovado. La chiesa dei fedeli fiumani ha accolto gli stretti collaboratori dell’alto prelato e alte cariche cittadine, regionali e statali, rispettivamente il ministro del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture, Oleg Butković, in rappresentanza del Governo, il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, e il Nunzio apostolico in Croazia Giorgio Lingua, rivoltisi con brevi interventi. Assente per motivi di lavoro, il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina, il quale ha inoltrato i suoi saluti in forma scritta. Una cattedrale blindata, nel rispetto delle direttive antipandemiche, che non ha potuto accogliere i numerosi fedeli desiderosi di rendere omaggio e celebrare uniti gli importanti anniversari festeggiati dall’arcivescovo Devčić. In compenso, gli interessati hanno avuto modo di seguire il rito eucaristico in diretta televisiva sul canale Laudato e sulle piattaforme mediatiche Youtube e Facebook dell’Arcidiocesi.

Pubblico ristretto ieri sera nella Cattedrale di San Vito

Durante la funzione religiosa è stata letta la Bolla pontificia di Papa Francesco con cui nomina arcivescovo coadiutore monsignor Mate Uzinić. Di seguito, i due alti prelati hanno firmato la stessa a testimonianza della consegna avvenuta. Ufficialmente, con questa breve cerimonia, monsignor Uzinić è diventato arcivescovo coadiutore.
La vocazione e il percorso religioso di monsignor Ivan Devčić, lungo quasi mezzo secolo, di cui gli ultimi due decenni trascorsi a capo dell’Arcidiocesi, volto a curare e a vivere la fede, il dialogo reciproco, la comprensione, l’ecumenismo e a costruire ponti di fratellanza e rispetto tra la comunità ecclesiastica e dei fedeli con le amministrazioni locali, è stato il discorso accomunato di tutti i rappresentanti delle varie istituzioni, da quelle cittadine a quelle governative. E pure in questo periodo in cui si vive una realtà diversa, fatta di norme restrittive, mons. Devčić ha messo in primo piano l’uomo, creatura nata dalla mani di Dio, da proteggere e tutelare dalle avversioni e dalla malattia, un virus che ha colpito l’intero pianeta. Una persona che nel suo cammino è stata sempre un passo avanti nel tempo. Seguendo le orme del Signore, ha abbracciato i più deboli sostenendo la fondazione di numerosi istituti caritativi.
Mons. Mate Uzinić, nel suo primo discorso ufficiale, ha ringraziato Fiume per la calorosa accoglienza. “Al mio fratello di fede porgo le più sentite felicitazioni per quanto fatto, non soltanto per l’Arcidiocesi. Saluto i fedeli di tutte le parrocchie e quelli di lingua italiana sperando di essere degno del lascito di mons. Devčić”.

Cerimonia solenne

L’omelia è stata officiata dal vescovo di Gospić e Segna, mons. Zdenko Križić. “Non vorrei soffermarmi troppo sulla figura di mons. Devčić, dirò semplicemente che egli è una persona buona, che segue il cammino di Dio ed è per questo ben voluto da tutti. Per la sua missione di Pastore e per la sua fede, è un esempio per tutti i fedeli. Alla fine, saluto il nuovo Pastore, che sia d’aiuto e supporto a mons. Devčić”.
Felicitazioni sono state rivolte pure da Ksenija Rukavina Kovačević a nome dei fedeli laici e da mons. Emil Svažić in rappresentanza del clero.

Oleg Butković e Vojko Obersnel

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