Tra i contenuti proposti quest’anno nel programma della Settimana della lingua italiana nel mondo 2025, su iniziativa della console generale d’Italia a Fiume Iva Pamieri, nella biblioteca della SMSI di Fiume si è svolto l’incontro di orientamento con la redazione della casa editrice Edit con i liceali. Il tema è chiarissimo: “Chi vuol esser giornalista?”.
Ragazze e ragazzi hanno avuto modo di conoscere chi sta dietro le pubblicazioni giornalistiche e i libri di testo che arrivano a scuola. Il direttore della SMSI Michele Scalembra, ha dato il benvenuto agli ospiti, dalla direttrice dell’EDIT Christiana Babić al caporedattore de “La Voce” Ivo Vidotto, Lilly Venucci, responsabile del settore editoriale a Tiziana Dabović che redige la rivista per i bambini “Arcobaleno”. Assente giustificata Ilaria Rocchi, responsabile di “Panorama”. Ci sono stati anche i saluti da parte di Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. “Siamo qui per presentarvi il prosieguo di un’iniziativa che va avanti, in varie forme, da diversi anni, con la nostra Casa giornalistico-editoriale e la scuola. Lo scopo è di coinvolgere voi, in una dimensione che sta cambiando forma, abito, rimanendo sempre attuale. È la dimensione dell’informazione e del diritto di conoscere il mondo in cui viviamo in forma attiva sviluppando tutte le vostre potenzialità. La sensazione di libertà è uno dei motivi che mi ha portato verso il giornalismo. I miei colleghi vi guideranno alla scoperta di un percorso attraverso i quali sviluppare i vostri desideri di crescita”.

Lilly Venucci ha spiegato il modo in cui sono articolate le attività del settore editoriale, diviso in due tronconi, cioè quello della manualistica scolastica e quello della narrativa e saggistica: “La prima sezione entra in classe con voi, anche grazie alla collaborazione con i vostri docenti che sono anche nostri traduttori. Abbiamo il compito e il privilegio di trasmettere, coltivare e divulgare quella che è la letteratura della minoranza italiana. È un compito che ci è affidato ormai da sette decenni in cui abbiamo creato diverse collane che trovano posto anche nella vostra biblioteca scolastica. Per l’anniversario stiamo per pubblicare un romanzo molto famoso di un certo Collodi che settant’anni fa fu la prima pubblicazione in lingua italiana sul territorio dell’ex Jugoslavia”.

Tiziana Dabović: “I vostri genitori o i vostri nonni se lo ricordano come ‘Il Pioniere’, nato nel 1948, cambiando nome negli anni Novanta. La maggior parte di voi che ha frequentato le scuole elementari italiane ha avuto modo di conoscere ‘Arcobaleno’. Il suo scopo principale è quello di motivare i più giovani a pubblicare i loro lavori, a renderli protagonisti. Un disegno pubblicato in prima pagina può essere motivante per chi lo ha realizzato. Ci si rivolge ai bambini fino alla quinta-sesta classe quando gli interessi cambiano”.

Infine, è stata presentata “La Voce” attraverso un intervento del caporedattore Ivo Vidotto: “Siamo nella Settimana della lingua italiana nel mondo. Parlare di lingua vuol dire parlare di identità, di comunicazione e, in questo caso, di libertà. La libertà ci porta al tema di oggi che è il mestiere del giornalista. Ho detto mestiere e non professione. Quella del giornalista non è soltanto una carriera, ma un modo di vivere e di vedere il mondo in un modo diverso. È un mestiere che si impara giorno dopo giorno, osservando e ascoltando. Come ogni mestiere richiede passione, pazienza e responsabilità. I giornalisti hanno il privilegio, ma anche il dovere di raccontare la realtà agli altri, a quelli che non la vedono. Ciò va fatto con onestà. Dobbiamo avere rispetto dei fatti e, soprattutto, delle persone che stanno dietro ai fatti. Dobbiamo pensarci bene prima di scrivere. Per questo motivo può essere un lavoro stressante, però può dare delle grandi soddisfazioni in un mondo in cui tutti comunicano, ma pochi informano. Siamo noi giornalisti chiamati a farlo, cercando la verità e di raccontarla, anche quando non è bella, quando è scomoda. Parliamo di un mestiere fatto di curiosità e coraggio. Fare il giornalista consente quotidianamente di sviluppare il proprio spirito critico per saper distinguere le cose importanti da quelle che non lo sono. Ci sono parole che possono costruire un ponte e altre che scavano il fossato. La parola va usata con rispetto, con misura e con responsabilità, cercando di capire le cose e di cercare, nel proprio piccolo, di migliorare le cose, di migliorare il mondo. Il pensiero critico, a prescindere dalla professione che affronterete, è una scelta. Il giornalista è al servizio degli altri, colui che deve aiutare a far capire le cose. Per tutto ciò è fondamentale la lingua, quella che è la nostra materia prima. Lo sono tutte le lingue, ma noi oggi parliamo di quella italiana. La lingua ci aiuta a trasformare i nostri pensieri e a trasmetterli agli altri. Entrando in questo mondo cambierete il modo di pensare, di camminare e di guardare intorno”.

Con l’incontro di oggi, giovedì 16 ottobre, riprende il progetto “Mondo scuola” che coinvolge i ragazzi delle quattro Scuole medie superiori italiane, cioè Fiume, Pola, Rovigno e Buie. “Tornerete a essere voi i protagonisti – ha annunciato Ivo Vidotto –, non noi giornalisti professionisti. Potrete scrivere e trasmettere i vostri pensieri e interessi, rivolgendovi non solo a voi stessi o ai docenti, ma a tutti i lettori del nostro quotidiano. Il nostro intento è che ciò faccia parte del giornale vero, del giornale serio, non solo come un inserto”.
Alla fine dell’incontro, oltre ai saluti di Marin Corva, anch’egli, come quasi tutti i presenti, ex allievi di questa scuola, c’è stato l’invito della direttrice Christiana Babić rivolto alle ragazze e ragazzi di visitare le nostre redazioni, in gruppo o individualmente, anche senza gli insegnanti.
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