Facciate riverniciate nel mirino dei vandali

L’opera di restauro è ancora in corso, ma sull’edificio è già comparso uno scarabocchio sul muro. Sorte analoga anche per altri immobili in Potok

Lo scarabocchio sul muro appena riverniciato dell’edificio in via di restauro in zona Potok

I murales (nella concezione contemporanea del termine) sono per definizione una manifestazione sociale e culturale basata sull’espressione della creatività umana tramite interventi pittorici sul tessuto urbano. A differenza di quest’ultimi, i graffiti illegali si limitano a imbruttire e rovinare le facciate, i muri, i vagoni ferroviari, le porte dei garage, le saracinesche e le vetrine dei negozi. Il risultato di questi sfoghi vandalici, spesso notturni, è visibile in particolare nei centri più densamente popolati. Insomma, gli scarabocchi sui muri sono una forma di degrado pubblico e l’inciviltà di certe persone lascia letteralmente sbigottiti.

 

In zona Potok è in corso il restauro del sobrio ed elegante edificio residenziale che sorge sul versante settentrionale del parco intitolato al professor Vinko Frančišković (il chirurgo fiumano laureatosi alla Facoltà di Medicina di Padova e noto per avere eseguito nel 1971 il primo trapianto di rene conclusosi con successo nell’ex Jugoslavia). Realizzato a cavallo tra le due guerre mondiali l’imponente edificio a forma di U si presentava con la facciata scolorita e annerita da decenni di depositi di fuliggine e gas di scarico e intaccata sia dall’azione del tempo che dall’erosione provocata dagli agenti atmosferici.
Gli operai non hanno fatto in tempo a smontare le impalcature dalla porzione del palazzo che fa riferimento all’ingresso al numero civico in via Milan Butković 2 (quella che fa angolo con via Nikola Tesla), per poi spostarle davanti all’ala del medesimo alla quale si accede dall’entrata al numero civico 4 (fa angolo con via Cambieri), che su uno dei muri appena riverniciati con colori vivaci che danno allegria è comparso uno scarabocchio eseguito con l’impiego di una bomboletta di vernice spray. Una sorte analoga era toccata anche ad altri immobili ristrutturati di recente nella zona: il Museo civico (poi ripulito) e a un condominio di via Nikola Tesla (rimasto deturpato). Sull’aspetto della facciata dell’ufficio postale di via Krešimir, anch’esso situato nei pressi della stazione ferroviaria è meglio stendere un velo pietoso.
Atti, questi, di puro vandalismo, che purtroppo non risparmiano neppure gli altri quartieri cittadini, e che nulla hanno a che spartire con l’azione di denuncia che contraddistinguevano gli interventi dei writer degli albori. Le scritte dei cosiddetti graffitari ormai non testimoniano il loro disagio, bensì esclusivamente la loro maleducazione. Il sindaco Vojko Obersnel ha accennato qualche giorno fa il varo di un piano anti vandali nel tentativo di contrastare questo e altri fenomeni teppistici analoghi. Dal canto nostro, tenteremo di contribuire a combattere questo malcostume che attenta al decoro urbano della nostra città stigmatizzandolo tutte le volte che ci sarà possibile.

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