«Exportdrvo», nuovo «caso Galeb»

L’Assemblea regionale approva la concessione alla Città di Fiume sul demanio marittimo per la ristrutturazione e l’utilizzo dei magazzini dismessi, ma solo dopo un lungo dibattito si è riusciti a comprendere che spetta alla Città decidere se insistere o no sulla realizzazione del progetto

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«Exportdrvo», nuovo «caso Galeb»
Il presidente dell’Assemblea regionale, Marko Boras Mandić. Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Dopo la sessione di insediamento, conclusasi in modo indolore, l’Assemblea regionale si è riunita ieri con un ordine del giorno di 20 punti, molti nomi nuovi tra i consiglieri e vecchie usanze che andrebbero cambiate. In apertura della riunione, il presidente dell’Assemblea Marko Boras Mandić, basandosi sui precedenti accordi con i capigruppo, ha proposto di concedere meno tempo alle singole interrogazioni nel corso del question time. Un minuto, un minuto e mezzo per le domande e tre per le risposte del presidente della Regione o da chi viene delegato da quest’ultimo. Sarebbe l’unico modo per smaltire tutte le domande, 15 annunciate ieri, nell’ora riservata alle attualità, prima di affrontare l’ordine del giorno. Se ne riparlerà, poiché molti sono convinti che il tempo assegnato non basterebbe per domande e risposte complete.

Rottami ferrosi? Sempre lì…
Intanto, a rompere il ghiaccio è stato Leo Pavela, membro dell’Assemblea anche nello scorso mandato, che è stato rieletto nella lista di MOST e di una serie di partiti sovranisti, questa volta, dichiaratamente, come appartenente alla minoranza italiana (?!?). La sua domanda, comunque, riguarda altre tematiche: “Qual è la situazione con i rottami ferrosi che si raccolgono nel porto di Fiume? Cosa ne è della centralina per i rilevamenti di polveri sottili”. Ha risposto Sanjin Vranković, capo del Dipartimento per la gestione del territorio, edilizia ed ecologia: “Daremo più dettagli alla prossima sessione. Nel frattempo, la Port Authority ha effettuato due rilevamenti il cui esito non indicherebbe il superamento della soglia consentita”.

Klarić: «Collaboriamo di più»
Tomislav Klarić, sindaco di Buccari e deputato HDZ al Sabor, chiede maggiore collaborazione con la Regione in qualità di fondatrice delle scuole e delle Autorità portuali regionali: “Le elezioni sono dietro di noi. Mettiamoci a lavorare insieme”. Il presidente della Regione Ivica Lukanović: “Prenderemo in considerazione consigli e osservazioni. Appartenenza politica? Anche la vostra formazione politica nomina i propri rappresentanti ad altri livelli, noi lo facciamo qui, nominando le persone in quanto esperti e non come appartenenti al partito”.

Veglia, traffico insostenibile
Nedo Pinezić, Unione del Quarnero, ha proposto l’istituzione di un gruppo che andasse ad analizzare la situazione e proponesse le soluzioni per risolvere il problema della circolazione stradale da e verso le isole che rappresentano i due terzi delle capacità turistiche della Regione: “Il quadro è insostenibile. Pensiamo anche all’ipotesi della ferrovia tra l’isola di Veglia e la terraferma. Perché non considerare un collegamento tra l’aeroporto e il porto di Fiume?”. Lukanović saluta l’idea, ma ritiene che sia prematuro parlarne ora che è necessario portare avanti le attività ordinarie.

Pulizia del mare e campionamenti
Orjen Petković di Možemo!, anch’egli consigliere nello scorso mandato, ha chiesto a che punto sia la questione dei rilevamenti relativi all’inquinamento chimico del mare. Ha risposto l’assessore Vranković: “Oltre ai rilevamenti batteriologici, abbiamo compiuto quattro campionamenti e alla fine dell’anno avremo un quadro completo. Finora, comunque, non si segnalano criticità. Il Comune di Kostrena, con l’Istituto regionale di salute pubblica, svolge delle analisi per conto proprio e lì i risultati, anche se migliori rispetto a qualche tempo fa, non sono soddisfacenti”.

Case di riposo, aumentare la capienza
Il primo punto di cui si è discusso nel nuovo mandato è stato il piano sociale per il periodo 2025-2027 che si ricollega alle politiche precedenti, ma che vuole, come ha detto il presidente Lukanović, accelerare i tempi. In campagna egli aveva annunciato 500 nuovi posti letto nelle strutture per anziani, quelle pubbliche, per intenderci. Nel frattempo, il sindaco di Veglia Darijo Vasilić, nonché consigliere PGS, ha proposto di istituire delle sovvenzioni per chi non trova spazio nelle strutture pubbliche e si rivolge a quelle private. Ipotesi da considerare, ha detto Lukanović, ma ora si pensa ad assicurare nuove case di riposo in collaborazione con le amministrazioni locali. Il piano, comunque, è stato approvato con larga maggioranza. Per il resto si è trattato di delibere di ordinaria amministrazione, anche se a un certo punto si poteva notare ben altro.

L’ultima parola spetta a Rinčić
Per esempio, è stata approvata la proposta di assegnazione della concessione sul demanio marittimo alla Città di Fiume, più precisamente alla municipalizzata “Rijeka sport”, in riferimento alla ristrutturazione e successivo utilizzo del complesso “Exportdrvo”. La proposta aveva superato tutto l’iter procedurale, mentre ieri diversi consiglieri, di schieramenti diversi, hanno voluto entrare nel merito dell’investimento stesso da parte della Città. Solo dopo un lungo dibattito si è riusciti a comprendere che spetta alla Città, cioè alle nuove strutture al potere, decidere se insistere sulla realizzazione del progetto come previsto. Uno dei consiglieri, il sindaco di Laurana Bojan Simonič (Azione dei giovani), ha pronosticato un nuovo “caso Galeb”.
Alla gara per la concessione aveva preso parte soltanto la Città di Fiume che ha presentato le carte in regola, forte anche della prospettiva, cioè della certezza, di poter disporre dei finanziamenti UE per l’85 per cento. L’Assemblea ha approvato, ma non è ancora stata detta l’ultima parola. La sindaca Iva Rinčić potrà valutare l’ipotesi di revoca unilaterale della concessione, evitando di firmare il contratto per la concessione. Le perplessità rimangono, ma l’Assemblea ha fatto quanto richiesto, senza assumersi alcuna responsabilità sul merito, sulle reali possibilità di trasformare i vecchi magazzini in qualcosa di remunerativo.

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