Emergenza vandali: c’è un rimedio?

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Emergenza vandali: c’è un rimedio?

Ormai fanno parte della cultura urbana. Possono abbellire i grigi quartieri di periferia, oppure servono a lanciare messaggi. I murales e i graffiti decorano muri e vagoni delle metropolitane. Anche Fiume, nel giro di qualche anno, dovrebbe ottenere la sua metro con la costruzione del secondo binario accanto alla linea ferroviaria esistente. La fermata centrale sarà l’attuale Stazione ferroviaria, in buona parte ancora sempre avvolta dai ponteggi. Il suo restauro dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, finanziato dall’azienda HŽ Infrastruktura (Ferrovie statali), con un certo ritardo rispetto ai tempi previsti. Sono arrivati puntuali, invece, i vandali che hanno imbrattato in diversi punti la facciata rimessa a nuovo da cui recentemente sono state tolte le impalcature, quella cioè dove aprirà un nuovo punto di ristorazione andando a sostituire lo storico bar Cres. Che dire? Per dare un giudizio sensato, avremmo bisogno di comprendere il significato dei simboli che spesso sono le firme in codice degli autori, imbrattatori seriali, che si contendono tra loro il primato di essere riusciti per primi a marcare il territorio. Ci vorrebbero degli accurati studi sociologici o antropologici per spiegare il fenomeno a cui l’unico rimedio è la perseveranza nel rimuovere le tracce lasciate dai vandali, a spese della comunità. Non ci sono messaggi espliciti, di carattere politico e di fedi calcistiche, nulla che possa giustificarne la creazione, priva anche di minimi canoni estetici.

Niente sembra fermare i vandali a Fiume

Scoprire gli autori è impossibile perché sanno come non farsi notare. Inoltre, sapendo che i tempi e i luoghi della loro azione sono imprevedibili, è impossibile che vengano ripresi da telecamere di sorveglianza, come quelle utilizzate dalle guardie comunali. Inoltre, ingaggiare le forze dell’ordine per un problema come questo, quando si sa che la Polizia lamenta da tempo carenze di organico, non è un’ipotesi reale. Il City eye (Gradsko oko), un’applicazione per lo smartphone attivata lo scorso anno, consente ai cittadini di segnalare alle guardie comunali, tra l’altro, pure gli atti di vandalismo. Anche se ci troviamo al momento giusto nel posto giusto e sorprendiamo l’individuo con la vernice spray mentre sta scarabocchiando sul muro, non abbiamo il diritto di fotografarlo o di filmare la scena. Di mezzo c’è la tutela della privacy. Un luogo in cui c’è un sistema di videosorveglianza legale e autorizzata, la presenza di occhi indiscreti dev’essere segnalata sul posto con un’insegna visibile. In un contesto simile, il messaggio agli imbrattatori sembra, pertanto, essere quello di continuare a marcare il territorio, un po’ come fanno altri individui, in ritardo nella scala evolutiva, sui pali, sugli alberi e sugli angoli, in questo caso per motivi atavici.

L’imbrattamento dei muri ormai è quotidianità

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