Draga di Moschiena: la riva in dirittura d’arrivo

Sta per terminare la prima fase del progetto dell’Ente portuale

L’attuale riva di Draga di Moschiena è stata allungata di 25 metri

“È il progetto più importante che coinvolge il demanio marittimo da quando è stato istituito l’Ente portuale regionale di Abbazia-Laurana-Draga di Moschiena”, ha esordito Fernando Kirigin, direttore dell’Ente, presentando ieri a mezzo stampa il cantiere volto all’ampliamento delle rive e del lungomare di Draga di Moschiena. Ad affiancarlo, il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina, e il sindaco Riccardo Staraj. È un progetto coperto da un’unica licenza edilizia, anche se i soggetti interessati sono due, ovvero l’Ente portuale e il Comune. Anche il finanziamento è unificato. I lavori stanno volgendo al termine e la località rivierasca si presenterà in una veste inedita alla prossima stagione turistica. I lavori si concluderanno entro il 15 giugno, anche se per contratto ci sarebbe tempo fino al 31 luglio. Ci sono 25 ulteriori metri di riva che si collegano a quella vecchia, la quale verrà a sua volta ristrutturata con lo stesso materiale utilizzato originariamente durante l’Impero austro-ungarico. Si tratta, quindi, di complessivi 86 metri di nuova struttura su un’area in cui finora non c’era nulla, in direzione di Laurana.

 

 

Sta per concludersi, così, la prima fase del progetto, alla quale seguirà quella relativa alla costruzione di due dighe foranee, con cui completare il progetto del porto, concepito in chiave turistica, ma anche in funzione del settore della pesca su cui la cittadina liburnica fonda la sua storia e la sua tradizione, e offrendo ormeggi aggiuntivi ai residenti.

 

Fondi dell’Ue
Una volta completata la fase progettuale, si cercherà di accedere ai Fondi dell’Unione europea, che non si sono potuti utilizzare nella prima fase in quanto il porto come tale non aveva i requisiti richiesti, come ad esempio quello di rappresentare uno scalo di collegamento con le isole. Per questo motivo la prima fase, quella che terminerà entro i prossimi due mesi, è stata finanziata con i mezzi del Ministero del Mare, del Traffico e dell’Infrastruttura, della Regione litoraneo-montana, del Comune di Draga di Moschiena e dell’Ente portuale regionale, per un totale di poco più di 10 milioni di kune. La seconda fase, molto più ambiziosa e impegnativa dal punto di vista finanziario, potrebbe costare intorno ai 45 milioni di kune, ma se ne riparlerà nei prossimi mesi.

Per il piccolo Comune, interventi come questo assumono una grande importanza. Oltre al porto e alle attività a esso legate, c’è la funzione che la riva ha soprattutto nei mesi estivi. In tempi normali, qui vi sono le condizioni ideali per i concerti all’aperto, mentre i residenti vi potranno trovare un nuovo punto di ritrovo nel corso di tutto l’anno. “La nostra identità – ha ricordato il sindaco Staraj – è quella di paese di pescatori e tutta la nostra vita sociale si svolge sulle rive. Speriamo di poter tornare presto ala normalità per goderci appieno questi nuovi spazi”. Dopo le elezioni, ha annunciato il primo cittadino, qualora dovesse venire rieletto, si cercherà di attingere dai Fondi europei. L’attuale Consiglio comunale, come ha sottolineato Staraj, aveva approvato in modo unanime il progetto.

“Con questi interventi, Draga di Moschieta troverà una nuova dimensione, ci sarà un valore aggiunto per il turismo, ma anche un miglioramento della qualità di vita degli abitanti”, ha affermato il presidente Komadina complimentandosi con il sindaco Staraj, il quale è stato in grado di raddoppiare il Bilancio comunale dai 16 milioni iniziali, attingendo dai Fondi dell’Ue.

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