Dodici alloggi POS a Njivice. Una scommessa per trattenere le giovani famiglie

Nell'abitato del Comune di Castelmushio posata la prima pietra del complesso di edilizia agevolata: investimento da oltre 2,3 milioni di euro. Presente il ministro Branko Bačić

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Dodici alloggi POS a Njivice. Una scommessa per trattenere  le giovani famiglie

Con la posa della prima pietra è stata avviata, sull’isola di Veglia, la costruzione di 12 alloggi di edilizia agevolata (POS), destinati alle giovani famiglie di Castelmuschio e, nello specifico, della frazione di Njivice: un intervento che la politica locale presenta come la risposta più concreta al problema che oggi pesa maggiormente sulla tenuta sociale dell’isola quarnerina, ossia trovare casa a un prezzo sostenibile senza essere costretti ad andarsene. Il cantiere rientra nel Programma di edilizia abitativa socialmente incentivata e, dopo un percorso iniziato già nel settembre 2020, ieri ha segnato il passaggio dalla fase di pianificazione e delle carte a quella operativa. L’operazione prevede la realizzazione di una nuova palazzina con 12 appartamenti e 22 posti auto, per un valore complessivo di 2.380.626,91 euro, IVA inclusa, somma che comprende anche la direzione dei lavori e lo specialista per il controllo tecnico. Una parte rilevante dei costi ricade però sul Comune, chiamato a intervenire con 775.300,66 euro, IVA inclusa, per coprire la differenza generata dall’impennata dei prezzi nel settore edilizio.

A rivendicare il significato politico e comunitario del progetto è stata Mirela Ahmetović, sindaca del Comune di Castelmuschio e deputata SDP al Sabor, che ha descritto l’avvio dei lavori come uno dei passaggi più importanti dell’attuale mandato: non soltanto l’inizio di un edificio, ma un “pegno per il futuro”, legato alla possibilità di mantenere viva la comunità e di affrontare quello che ha definito il più duro problema esistenziale dei cittadini, ossia il tema dell’avere un “tetto sopra la testa”. Ahmetović ha sottolineato anche la scelta urbanistica e patrimoniale compiuta dall’amministrazione comunale: l’area interessata è, a suo dire, tra le più preziose di proprietà del Comune e avrebbe potuto essere valorizzata in chiave commerciale o destinata ad altri usi pubblici; la decisione è stata, invece, quella di metterla al servizio, prima di tutto, delle persone che vogliono lavorare sul territorio e crescere qui i propri figli. Nel suo intervento ha insistito, inoltre, sul lavoro “invisibile” che precede una cerimonia come questa, ricordando la squadra comunale e i membri dei gruppi di lavoro del Consiglio comunale che hanno seguito l’iter.

Il fronte governativo

Sul fronte governativo è intervenuto il ministro della Pianificazione territoriale, dell’Edilizia e del Patrimonio statale nonché vicepremier Branko Bačić, inquadrando l’iniziativa di Njivice nel contesto delle modifiche legislative con cui lo Stato sta cercando di sostenere l’edilizia agevolata anche in una fase di prezzi fuori scala. Bačić ha richiamato il meccanismo del prezzo massimo di vendita, indicando la soglia di 2.104 euro al metro quadrato, e ha evidenziato che, con le attuali condizioni del mercato degli appalti, diventa decisivo l’intervento finanziario degli enti locali per non far saltare i progetti. Da qui il riferimento diretto al fatto che il Comune abbia garantito risorse aggiuntive, rendendo possibile l’avvio dei lavori nonostante l’aumento dei costi rispetto alle stime iniziali.

Il ministro ha collegato la questione abitativa anche alle priorità politiche nazionali e, più in generale, europee, ricordando che il tema è entrato tra i dossier strategici di medio periodo. Tra le misure citate, Bačić ha menzionato l’introduzione del rimborso del 50% dell’IVA per l’acquisto della prima casa e l’intenzione di accelerare e semplificare alcune procedure che spesso rallentano interventi come questo, dalle varianti agli strumenti urbanistici ad altri passaggi amministrativi. Nel suo discorso ha rivendicato, inoltre, la dimensione nazionale del programma, parlando di oltre 850 unità abitative in corso di realizzazione in varie località.

Il ruolo della Regione

A fare autocritica sul ruolo della Regione litoraneo-montana è stato il presidente Ivica Lukanović, riconoscendo che, in questa fase, il contributo della stessa si è limitato soprattutto al rilascio degli atti necessari alla costruzione. Lukanović ha insistito, però, sul fatto che l’emergenza casa sia diventata centrale negli ultimi due anni, sia nel dibattito politico sia tra i cittadini, con i prezzi delle abitazioni “alle stelle” e il bisogno primario – il “tetto sulla testa” – sempre più difficile da soddisfare. Ha promesso un monitoraggio del processo e ha voluto sottolineare il segnale che arriva da Castelmuschio: essere tra i primi, in ambito regionale, ad affrontare in modo strutturato il problema con un progetto di edilizia agevolata.

I dettagli tecnici sono stati illustrati da Dragan Hristov, direttore dell’Agenzia per il commercio giuridico e l’intermediazione immobiliare (APN), che ha inquadrato l’intervento come un avvio formale dei lavori e non solo come gesto simbolico. Secondo quanto indicato, l’edificio avrà una superficie utile netta di 784 metri quadrati, si svilupperà su quattro livelli e potrà contare su fondi di incentivazione pari a 600mila euro, mentre il Comune mette a disposizione il terreno e le opere di allacciamento. Il cronoprogramma prevede un termine di 365 giorni: l’obiettivo dichiarato è ritrovarsi nello stesso luogo entro dodici mesi, non per una nuova cerimonia, ma per la consegna delle chiavi.

Dietro la retorica istituzionale resta un dato che a Njivice e a Castelmuscio tutti leggono nello stesso modo: senza un canale abitativo “calmierato”, la permanenza delle giovani famiglie sull’isola di Veglia diventa ogni anno più difficile. Il programma POS, nella sua formula, non risolve da solo l’intero squilibrio del mercato, ma rappresenta una leva concreta, perché aggancia un prezzo controllato, mobilita risorse statali e obbliga gli enti locali a scegliere se investire davvero nel diritto alla casa. La prima pietra posata ieri vale soprattutto per questo: segna l’inizio di un cantiere, ma anche un test politico e amministrativo sulla capacità dell’isola di trattenere chi vi abita e lavora, invece di trasformarsi lentamente in un luogo dove l’abitazione resta accessibile solo a pochi.

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