Un’analisi storica, filosofica e politica dei diritti umani, partendo dal contesto dell’antica Grecia fino ad arrivare al dibattito contemporaneo attorno alla bioetica e alle implicazioni dell’utilizzo sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale, con un’attenzione rivolta ai diritti delle minoranze: la lezione tenutasi oggi, 16 ottobre, nel Salone delle Feste di Palazzo Modello a Fiume, dall’ambasciatore d’Italia in Croazia Paolo Trichilo, ha toccato queste e molte altre questioni, restituendo una prospettiva ricca e ampia su un tema quanto più attuale che mai. La lectio magistralis di Trichilo – il quale, oltre che agente diplomatico di lunga esperienza, è anche un ricercatore indipendente con diverse pubblicazioni all’attivo – si è inserita nel contesto di due eventi che interessano questa settimana la città di Fiume: la 25ª Settimana della lingua italiana nel mondo e l’iniziativa “Introduzione allo studio del diritto italiano”. Quest’ultima, arrivata alla 12ª edizione, è stata organizzata dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Fiume con il supporto dell’Unione Italiana e sotto l’altro patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Fiume; raccoglie relatori provenienti da diversi atenei italiani, impegnati in lezioni – che approfondiscono vari aspetti della giurisprudenza italiana – rivolte agli studenti dell’ateneo fiumano. La lezione dell’ambasciatore Trichilo dal titolo “I diritti umani: la loro evoluzione storica e giuridica”, si è tenuta nel pomeriggio di ieri, in quella che è la sede della Comunità degli Italiani di Fiume, alla presenza di numerosi studenti e professori. Hanno assistito alla conferenza anche la console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, il presidente della GE dell’UI, Marin Corva, il presidente del sodalizio fiumano e membro del Consiglio cittadino in rappresentanza della CNI, Enea Dessardo, la direttrice dell’EDIT, Christiana Babić, il preside della Facoltà di Giurisprudenza di Fiume, Dario Đerđa nonché Sandra Winkler e Vanja Smokvina, professori della medesima Facoltà.
“Ho accettato con molto piacere di portare il mio contributo con questa lezione, che si basa su un manuale sui diritti dell’uomo da me scritto, pubblicato dal Ministero degli Affari Esteri e diretto ai diplomatici italiani. Si tratta di un manuale sui generis, che presenta sia una parte giuridica che una storico-filosofica”, ha affermato l’ambasciatore. Il manuale, ha spiegato Trichilo, è nato dalla sua esperienza all’Università (si è infatti laureato in scienze politiche presso l’Università Luiss di Roma), da delle dispense che aveva prodotto al tempo per sopperire alla mancanza di un manuale sui diritti dell’uomo. Si parte dai diritti umani di prima generazione, ovvero diritti civili e politici, elaborati a partire dalla fine del XVIII secolo. Nel corso del XIX secolo, e grazie al contributo delle dottrine e dei movimenti socialisti, vengono invece riconosciuti i diritti sociali, da inserirsi tra i diritti umani di seconda generazione. La terza generazione dei diritti umani, nota anche come diritti di solidarietà o diritti dei popoli, emerge negli anni ‘70 del secolo scorso e si focalizza sulla collettività e sull’interdipendenza globale, con grande attenzione alla tutela ambientale. La quarta generazione dei diritti umani, in evoluzione al momento, è quella che riguarda la bioetica e l’intelligenza artificiale, questioni che, a detta di Trichilo, “pongono al momento più interrogativi che risposte”. Nella prospettiva dell’ambasciatore, le nuove frontiere da esplorare in materia di diritti umani sono i diritti degli animali e i diritti della natura; i primi come completamento dei diritti umani, i secondi per via dell’esistenza strettamente legata all’ambiente in cui vivono certe popolazioni indigene.
Per quanto riguarda i diritti delle minoranze, Trichilo ha affermato che “il modello croato è all’avanguardia perché prevede per le minoranze la presenza di rappresentanti istituzionali e un ufficio dedicato. In questo contesto giuridico, le comunità degli italiani devono essere vitali. Mi auguro che il bilinguismo, in Croazia e Slovenia, così come nelle aree bilingui dell’Italia, venga preservato e che cresca negli anni”. Infine, al termine della sua lezione, l’ambasciatore ha lanciato un messaggio ai giovani studenti: “I diritti sono sempre in pericolo, bisogna perciò essere sempre vigilanti. C’è sempre la possibilità di tornare indietro in termini di diritti, anche nei Paesi più sviluppati sotto questo punto di vista, e il detentore dei diritti, cioè i cittadini, deve fare in modo che le istituzioni continuino a rispettare quei diritti”. Ha aggiunto che “la stampa è fondamentale per far conoscere determinate situazioni e dare voce a chi vuole esprimere il proprio pensiero. La società non si sviluppa se non c’è l’apporto di tutti, se non c’è partecipazione democratica. In Europa e negli Stati Uniti si vota sempre di meno; non dobbiamo dimenticare che molte persone hanno lottato (e lottano tuttora) con la vita per il diritto di voto”, ha concluso.



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