Le vacanze estive rappresentano per molti un’occasione di relax e distacco dagli impegni quotidiani. Per chi desidera trascorrerle in tranquillità e sicurezza, la Regione litoraneo-montana offre una garanzia in più grazie al progetto “Destinazione turistica sicura”, avviato dal Ministero degli Interni nel 2006.
L’iniziativa prevede la presenza, nei mesi di luglio e agosto, di agenti di polizia provenienti da Paesi con un forte afflusso turistico verso la Croazia, che affiancano i colleghi croati nelle attività quotidiane, migliorando la comunicazione con i visitatori stranieri.
Anche quest’estate, la Questura di Fiume ha accolto rappresentanti delle forze dell’ordine provenienti da Polonia, Slovenia, Slovacchia e Germania, che saranno operativi non solo in città, ma anche nelle stazioni di polizia di Crikvenica, che copre la Riviera orientale, di Abbazia, per la zona della Liburnia, e sulle isole del Quarnero.
Nel corso dell’incontro con i media, svoltosi presso la sede della Questura litoraneo-montana, si è parlato della sicurezza in generale e dell’importanza della sinergia tra tutti i soggetti coinvolti per garantire vacanze serene ai turisti. Tra i partecipanti anche Vlado Haramija, capo del Servizio di polizia di base, e Siniša Anđelić, coordinatore del progetto per la Questura fiumana e agente del Settore di frontiera.
Haramija ha ricordato che il progetto è attivo lungo tutta la costa adriatica e nella città di Zagabria, e che quest’anno si celebra la 20ª edizione. “Grazie a un’implementazione efficace, ‘Destinazione turistica sicura’ è diventato un vero e proprio marchio riconoscibile, a cui aderiscono ogni anno un numero crescente di Paesi, anche da altri continenti”, ha affermato.
Anche il coordinatore Anđelić ha ribadito l’efficacia delle pattuglie miste, formate da agenti croati e stranieri, come strumento ideale per instaurare un contatto diretto con i turisti e promuovere l’immagine della Croazia come Paese sicuro e ospitale. Ha inoltre spiegato che gli agenti stranieri operano principalmente in uniforme, per essere facilmente riconoscibili dai loro connazionali, con l’eccezione degli agenti serbi, che partecipano alle indagini in abiti civili. Questi agenti non esercitano poteri coercitivi, ma forniscono assistenza nella prevenzione dei reati, nella sicurezza stradale e nelle attività informative, collaborando, se necessario, anche nelle indagini.
“La possibilità per i turisti di rivolgersi a poliziotti che parlano la loro lingua contribuisce a creare un clima di fiducia e sicurezza”, ha osservato Anđelić. “Il progetto si dimostra così un prezioso alleato del turismo e dell’immagine della Croazia nel mondo”.
A chiudere l’incontro, è intervenuto Drago Butara, agente sloveno e rappresentante degli agenti stranieri coinvolti, che ha espresso gratitudine per l’ottima collaborazione con la polizia croata, sottolineando come il progetto rappresenti non solo una garanzia di sicurezza, ma anche un esempio di cooperazione internazionale di successo.
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