Dea Car e la tesi online: «Strano, ma bello»

La connazionale fiumana si è laureata in lingue e letterature straniere, grazie a un collegamento da remoto

Dea Car sul suo balcone di casa

Laurearsi a distanza? Oggi si può. Dato che, come le scuole e gli asili, anche le Facoltà e gli Atenei sono chiusi da tre settimane in seguito all’emergenza coronavirus, per i laureandi questa situazione è motivo di parecchio stress. Infatti, gli studenti sanno quanto sia importante prepararsi bene nel momento in cui si va a difendere la propria tesi di laurea. Se poi la data prevista viene rinviata di giorno in giorno, il tutto diventa ancora più frustrante. Ne sa qualcosa la connazionale Dea Car, che lunedì scorso, proprio grazie a un collegamento online, è riuscita a laurearsi in lingue e letterature straniere presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università degli studi di Trieste. Dopo aver terminato il corso triennale, ha presentato la sua prova finale in letteratura anglo-americana, incentrando la sua tesi su “The contradiction of the american dream in Pascal D’Angelo’s ‘Son of Italy’: the tale of a ‘self-improved’ man”, ovvero “La contraddizione del sogno americano nell’autobiografia di Pascal d’Angelo, Son of Italy”. “Ho terminato il corso già a ottobre e quindi mi sono messa a lavorare sulla mia tesi – ci racconta Dea –. La difesa era prevista per il 26 febbraio e invece, tre giorni prima, ci hanno fatto sapere che a causa del coronavirus il tutto sarebbe stato rimandato al 9 marzo. Visto però che l’allerta non stentava a rientrare e non si sapeva se sarebbe stato possibile fare l’esame a Trieste, i docenti hanno deciso che fissare la difesa della tesi per il 30 marzo, per via telematica con l’uso dell’applicazione Go To Meeting, che di solito viene usata anche per le lezioni a distanza. È stata un’esperienza molto bella e diversa dal solito, ma in fin dei conti anche facile, in quanto ho avuto comunque modo di comunicare con i docenti e porre le mie domande come se li avessi avuti davanti. L’esame è durato una quindicina di minuti, dopo di che mi sono scollegata e dopo un altro quarto d’ora, mi hanno mandato una mail nella quale mi pregavano di ritornare online per comunicarmi che avevo superato la prova e farmi i complimenti”.
Raccontaci la tua tesi…
“Tratta la discriminazione degli immigrati tra il 1900 e il 1930, subita da coloro i quali seguivano il sogno americano nella speranza di trovare fortuna e ricchezza. Purtroppo, però, le promesse di lavoro date a queste persone provenienti d Europa, Asia e Africa, erano invane. C’erano enormi pregiudizi, in particolar modo verso gli italiani, responsabili a detta degli americani della crescente criminalità negli Stati Uniti. Tutto questo l’ho scoperto dalle opere del poeta abruzzese Pasquale (Pascal) D’Angelo, ovvero grazie alla sua autobiografia di ‘poeta del piccone e della pala’. Infatti, Pascal era un adolescente quando dovette salutare per sempre le sue montagne ed emigrare in America. Lasciò i suoi animali, per essere infine trattato come bestia. Fu soltanto grazie alla sua scrittura, che riuscì a sopravvivere, imparare l’inglese e pubblicare i suoi versi su famose riviste. In questo romanzo i lettori americani, e in seguito anche quelli italiani, hanno scoperto le condizioni di vita dei pastori e dei contadini in Abruzzo e di quelle degli immigrati italiani nel Nuovo Mondo, che non era quella terra promessa a cui tutti aspiravano, bensì spesso un motivo di sofferenza dovuta a continui sfruttamenti”.
La tesi però è stata scritta e discussa in inglese?
“A parte un piccolo estratto, ovvero il riassunto della tesi, che ho scritto in italiano, tutto il resto è in inglese. Anche le domande erano per lo più in inglese”.
È stato stressante difendere la tesi tra le quattro mura di casa? Sei stata molto attenta anche al tuo look, come avresti fatto in condizioni normali.
“Ero molto nervosa perché ovviamente non sapevo quali domande mi sarebbero state poste, ma credo mi sarei sentita così anche stando in classe. Ho deciso di presentarmi alla stessa maniera in cui mi sarei presentata se avessi dovuto raggiungere Trieste, ovvero vestita in modo elegante. Non volevo che magari dovendomi alzare dal divano, mi trovassero in pigiama (ride). Scherzi a parte, volevo che quest’esperienza fosse uguale a quella che sarebbe stata se tutto fosse andato come da programma, ovvero se il coronavirus non avesse sconvolto la nostra routine”.
Purtroppo, non hai avuto modo di festeggiare come forse avresti voluto…
“Visto che siamo chiusi in casa, abbiamo festeggiato in famiglia, con la mamma, la zia e il fratello, che avevano già preparato la corona d’alloro, un must in Italia per i laureati. Poi, quando tutto tornerà come prima, festeggeremo alla grande anche con gli amici e il mio fidanzato”.
Ora hai la possibilità di proseguire gli studi per altri due anni. Lo farai o ti fermi qui?
“Per il momento mi fermo. Sto considerando di continuare per altri due anni a livello di magistrale, ma quello che al momento offre Trieste non mi attira più di tanto, in quanto sono tutto corsi di letteratura. A me piacciono le lingue in generale, come il francese, l’inglese e anche l’arabo. Conoscere una o più lingue in più è un grande valore. Per questo ho scelto questo tema per la mia tesi. Perché attraverso la varie lingue, puoi mandare tanti messaggi all’umanità. Ho intrapreso questi studi seguendo le orme di mio fratello. Non so che lavoro farò in futuro. Per ora mi riposo un po’. Aspetterò che questa pandemia finisca e poi mi metterò a cercare qualcosa. Comunque vada, avrò sempre una base linguistica, e questo mi rende felice”.

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