Dall’aquila bicipite alla Carta del Carnaro: la storia di Fiume raccontata agli studenti

Il presidente della locale Comunità degli Italiani, Enea Dessardo, ha tenuto una lezione nell’ambito della Scuola Estiva di Diritto Europeo su diplomazia e ambito giuridico

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Dall’aquila bicipite alla Carta del Carnaro: la storia di Fiume raccontata agli studenti
Enea Dessardo ha ripercorso le tappe più significative della storia di Fiume

La travagliata storia di Fiume e gli avvicendamenti politico-istituzionali della città nel corso degli ultimi secoli hanno catturato l’attenzione dei circa 40 studenti provenienti da tutta Europa, che in questi giorni stanno partecipando alla Scuola Estiva di Diritto Europeo su Diplomazia e Diritto, ospitata dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo fiumano. È in seno al programma di questa prestigiosa iniziativa formativa, organizzata dalla sezione di Fiume dell’Associazione Europea degli Studenti di Giurisprudenza (ELSA), diventata ormai un vero e proprio appuntamento annuale, che si è inserita la lezione tenuta ieri dal presidente della Comunità degli Italiani di Palazzo Modello, Enea Dessardo, dal titolo “Tra accordi internazionali e una costituzione scritta in versi: la storia di Fiume/Rijeka in breve”. Si parte da uno sei simboli di Fiume, l’aquila bicipite, la cui peculiarità è che entrambe le teste sono rivolte nella stessa direzione, verso oriente. “Il simbolo fu assegnato alla città dall’Impero austro-ungarico. Le teste guardano ad est, verso l’Impero ottomano, che rappresentava il pericolo”, ha spiegato Dessardo. Nel 1779 Fiume acquistò autonomia, diventando un corpus separatum sotto gli Asburgo. Nel giro di un secolo la città venne interessata da una rapida e significativa industrializzazione, il porto diventò uno dei principali dell’Impero e la popolazione aumentò molto in fretta. Nella seconda metà dell’Ottocento Fiume divenne così un “luogo vivace e ricco di opportunità”, fucina di invenzioni, come quella del siluro, nel 1866, ma anche luogo dove molte persone emigrarono e altrettante vi fecero tappa per proseguire poi il loro viaggio verso le Americhe o l’Australia.

Circa quaranta studenti provenienti da tutta Europa partecipano alla Scuola Estiva organizzata dalla sezione cittadina di ELSA

Un poeta al potere
Addentrandoci nel ventesimo secolo, con il mito della “vittoria mutilata” che si diffuse in Italia nel primo dopoguerra, grazie ad una campagna promossa dal poeta Gabriele D’Annunzio, che nel settembre 1919, ideò un modo per unire Fiume all’Italia. Obiettivo della cosiddetta “impresa di Fiume” era appunto l’annessione della città al Regno d’Italia, annessione che però non avverrà perché rifiutata dallo stesso Governo di Roma. Fu così che D’Annunzio creò la Reggenza del Carnaro, che venne riconosciuta soltanto dalla Russia sovietica. Questa città-Stato “a capo della quale c’era il Vate, attrasse migliaia di giovani da tutto il mondo”, ha sottolineato il relatore, ricordando che anche il celebre inventore Guglielmo Marconi soggiornò nel capoluogo quarnerino. “La nuova Costituzione, chiamata la Carta del Carnaro, fu scritta dal sindacalista Alceste de Ambris e reinterpretata poeticamente da D’Annunzio. Gli elementi più interessanti del documento, che tuttavia non entrò mai in vigore, erano diversi”. Tra questi, Dessardo ha citato la piena uguaglianza tra uomini e donne; l’adesione obbligatoria di tutti i cittadini a una delle nove corporazioni; il servizio militare obbligatorio per uomini e donne; e l’obbligatorietà di istituire nelle scuole corsi paralleli nella lingua parlata dalla minoranza. “Tuttavia, molti articoli esaltavano il valore della storia dell’Italia e dell’antica Roma, considerando le altre culture inferiori”, ha aggiunto.

Luka Šoškić e Enea Dessardo

Le mani sulla città
Conclusosi il capitolo di D’Annunzio, nel novembre 1920 il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni e l’Italia firmarono il Trattato di Rapallo, dichiarando l’indipendenza dello Stato Libero di Fiume. Alle prime elezioni, nel 1921, il partito autonomista si aggiudicò due terzi dei voti, ma nel 1922 un colpo di Stato guidato dai fascisti rovesciò il governo legittimo, costringendo alle dimissioni il presidente Riccardo Zanella. Con il Trattato di Roma del gennaio 1924 venne stabilita l’annessione di Fiume all’Italia. “Da lì è iniziato un periodo di stagnazione; politicamente e socialmente, è stato segnato da un’italianizzazione forzata delle aree che circondavano la città”, ha affermato Dessardo. “A seguito dell’invasione della Jugoslavia, la sovranità italiana si estese sulla costa adriatica orientale”, ha proseguito. Tra il 1943 e il 1945 Fiume fu sotto la diretta amministrazione militare tedesca, anche se formalmente faceva ancora parte del Regno d’Italia. Fiume venne liberata dal nazifascismo dalle truppe partigiane jugoslave e così la città passò sotto il controllo di Belgrado. “Come parte della Jugoslavia, Fiume si sviluppò nuovamente come un porto importante e una città industriale”, ha spiegato Dessardo, aggiungendo che la città era “la capitale del rock e del punk della Federazione”. Proprio al Circolo, ci fu infatti il primo concerto punk di tutta la Jugoslavia, con una straordinaria performance dei Paraf. Al termine dell’interessante e coinvolgente lezione, gli studenti hanno avuto l’occasione di porre domande al relatore.
La Scuola Estiva proseguirà fino a domani. Il programma è diretto dal presidente della sezione fiumana di ELSA, Luka Šoškić, e da Antonella Šain, che subentrerà alla presidenza dell’Associazione per il prossimo anno accademico. Entrambi sono membri del Circolo Giovani della CI di Fiume.

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