Dalla salvaguardia del fiumano all’inclusione sociale dei lavoratori immigrati in città

La SMSI inserita tra le quindici scuole protagoniste del programma educativo «Scuola e Comunità»

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Dalla salvaguardia del fiumano all’inclusione sociale dei lavoratori immigrati in città
Scuola e comunità presso la Facoltà di lettere e filosofia di Fiume

La Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Fiume ha ospitato l’evento conclusivo del programma educativo “Scuola e Comunità”. All’incontro hanno partecipato ben quindici scuole medie superiori della Regione litoraneo-montana, i cui studenti hanno presentato i risultati di diverse ricerche sociologiche condotte sul campo. Questo innovativo percorso di educazione civica mira a connettere l’istruzione e la realtà civile, stimolando il pensiero critico e la cittadinanza attiva attraverso l’analisi diretta dei problemi locali. Durante l’anno scolastico, i giovani hanno analizzato da vicino una grande varietà di temi di forte impatto sociale: dalle dipendenze, alla salute mentale e le molestie sessuali, passando per l’integrazione dei migranti, la tutela del patrimonio linguistico, la qualità della ristorazione scolastica, lo sviluppo sostenibile e lo stato delle infrastrutture sportive. Gli studenti hanno affrontato queste problematiche con l’obiettivo di stimolare un cambiamento reale, e gli esiti delle loro indagini sono stati presentati direttamente ai decisori politici locali, sollecitando risposte concrete e impegni programmatici per il miglioramento della comunità.
Nel contesto di questa ampia panoramica, la Scuola per l’artigianato e l’Istituto alberghiero di Abbazia hanno affrontato con maturità i problemi legati alle dipendenze, alle pressioni sociali a cui sono sottoposti i giovani e al delicato tema delle molestie di sfondo sessuale. Le ricerche degli studenti di questi istituti hanno evidenziato la tendenza comune di colpevolizzare ingiustamente la vittima invece dell’aggressore (victim blaming), sottolineando anche quanto sia importante stare attenti gli uni agli altri tra coetanei, per evitare ad esempio il pericolo che vengano introdotte sostanze stupefacenti nei bicchieri durante le serate. Accanto a queste delicate tematiche giovanili, i contributi della Scuola di scienze naturali e grafica e della Scuola media superiore Italiana hanno offerto un focus altrettanto ravvicinato sulle dinamiche locali, affrontando i temi della tutela del dialetto fiumano e dell’integrazione dei migranti.


Nello specifico, gli studenti della Scuola di scienze naturali e grafica di Fiume hanno orientato la propria ricerca sulla salvaguardia dell’identità linguistica croata e della storica del territorio. I ragazzi hanno studiato l’evoluzione del patrimonio locale, dedicando una parte importante dell’indagine proprio allo stato di salute del dialetto fiumano. Durante le attività di studio, una delegazione di studenti si è recata in visita alla Comunità degli Italiani di Fiume, dove è stata ricevuta dal presidente della CI, Enea Dessardo, e dal presidente del Comitato di controllo, Moreno Vrancich, per un approfondimento sulle origini e sulla conoscenza di questo dialetto cittadino.
I dati emersi da un sondaggio condotto dall’istituto su un campione di 100 persone di diverse fasce d’età (dai 19 agli oltre 65 anni) confermano che questo dialetto costituisce ancora oggi un pilastro rilevante dell’identità locale. Tuttavia, lo studio evidenzia che il fiumano sta attraversando una fase di transizione legata ai moderni mutamenti della società. La trasmissione della lingua avviene infatti quasi esclusivamente in ambito familiare, da una generazione all’altra, mentre l’influenza dei media e del sistema d’istruzione è più marginale. Anche se la maggioranza degli intervistati lo parla attivamente, è emerso il forte desiderio di avere più traduzioni in dialetto dei grandi classici della letteratura croata. Per rispondere a questa richiesta, i ragazzi hanno avviato, in collaborazione con la Comunità degli Italiani, la creazione di un libro illustrato in fiumano ispirato alla celebre fiaba e intitolato “El bosco del Stribor”, insieme all’organizzazione di lezioni e laboratori didattici da tenere direttamente nelle aule.
Sul fronte dell’inclusione sociale, la Scuola media superiore Italiana di Fiume ha presentato una ricerca significativa sull’integrazione degli immigrati, un progetto che ha visto uniti gli studenti delle seconde e terze classi di tutti gli indirizzi (linguistico, turistico, generale e scientifico). Gli alunni Lara Humski, Arianna Greggio, Iskra Ivančić, Lea Baissero, Ivana Vilke, Ema Ešler, Corinna Schwalba e Viktor Pindulić, guidati dalla professoressa Patrizia Alberini, hanno scelto questo tema dopo aver notato alcuni pregiudizi diffusi nella comunità verso i lavoratori stranieri. Un sondaggio svolto tra gli alunni del Liceo ha rivelato un dato molto positivo: nonostante qualche isolata preoccupazione, la grande maggioranza dei giovani sostiene con forza la parità dei diritti e l’uguaglianza tra i cittadini di Fiume e i lavoratori immigrati.


Il percorso d’indagine del Liceo si è sviluppato attraverso incontri con l’Istituto per la ricerca sociale di Zagabria e con il Centro per gli studi di pace. Grazie a questi scambi, gli studenti hanno capito come lo stato gestisca i flussi migratori e offra diversi tipi di supporto a seconda della provenienza delle persone. I ragazzi hanno anche visitato i laboratori della Biblioteca civica di Fiume, dove gli stranieri imparano la lingua croata, e hanno intervistato alcuni lavoratori immigrati che si sono integrati con successo nella società. Questa esperienza, coronata dal motto “Dall’arrivo all’appartenenza” e dalla realizzazione di un cortometraggio, ha portato gli studenti a proporre azioni concrete: sensibilizzare l’opinione pubblica, promuovere un approccio più accogliente e insegnare ai bambini, fin da piccoli, a rispettare e accettare tutti. Nel complesso, l’intero evento ha offerto un quadro straordinario dell’impegno, della maturità e della voglia di partecipazione dei giovani della nostra regione volti ad affrontare problematiche concrete presenti nelle nostre comunità.

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