D403, siamo ancora in alto mare

Non è ufficiale, ma per il ritorno alla normalità e per il taglio del nastro sembra che dovremo aspettare fino alla fine di settembre

0
D403, siamo ancora in alto mare
Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Il taglio del nastro rinviato di altri due mesi. La notizia non è ufficiale, ma per quanto abbiamo avuto modo di sapere da fonti vicine al Ministero del Mare, Trasporti e Infrastrutture, sembra che l’investitore, l’azienda “Hrvatske ceste”, stia per fissare la data per la conclusione dei lavori alla D403. Eravamo intenzionati a fare un’altra visita al grande cantiere edile che si protrae dal nodo stradale di Valscurigne al futuro terminal container in Molo Zagabria. L’ultimo sopralluogo, assieme al responsabile del cantiere, Martin Abramović, lo avevamo fatto due mesi fa, documentando quanto osservato. Poche settimane prima della nostra visita, Oleg Butković, vicepremier e titolare del dicastero in seno al governo, aveva preso atto che vi sarebbe stato un ritardo. Infatti, secondo i piani, la statale 403 si sarebbe dovuta inaugurare entro giugno, ma la data è stata spostata a fine luglio. Ci siamo quasi, cioè dovremmo esserci quasi.

I lavori legati al tragitto della D403 in quanto tale non hanno creato scompensi lungo il suo percorso, ma ci sono le opere collaterali a determinare quotidianamente rallentamenti e intasamenti. I disagi, semmai, riguardavano il baccano nel primo anno di costruzione, a partire da settembre 2020, quando veniva scavata la galleria di Podmurvice, 1.200 metri più le canne laterali e le uscite d’emergenza. Il 2023, invece, è all’insegna di via Zvonimir dove abbiamo notato negli ultimi giorni la benaugurante presenza delle macchine asfaltatrici. Si poteva pensare, sperare, che fossimo davvero in dirittura d’arrivo. Invece, fino alla fine del mese si provvederà ad asfaltare solo parzialmente il tratto di via Zvonimir interessato dagli scavi, mentre via Benčić, quella che porta verso via Čandek, resterà chiusa. Questa strada, sempre secondo le tempistiche annunciate, si sarebbe dovuta riaprire il 23 dicembre 2022.
Per quanto abbiamo potuto sapere, e in questi momenti ci aspettiamo che a parlare siano i responsabili, ci sono ancora questioni irrisolte nel segmento delle infrastrutture interrate, cioè o grovigli di tubature e cavi, da quelli elettrici a quelli per le telecomunicazioni, quelli nuovi e quelli vecchi da spostare. Quindi, in via Zvonimir abbiamo seguito l’assurda vicenda del collettore che non era stato posato nel momento in cui ciò sarebbe stato tecnicamente possibile visto che il segmento interessato dagli scavi non era ancora stato asfaltato. L’operazione non era stata compiuta per motivi burocratici tra VIK, l’appaltatrice albanese e l’azienda “Hrvatske ceste”. La posa del collettore rientra nel programma di miglioramento del sistema d’approvvigionamento idrico e di smaltimento delle acque reflue nel contesto dell’Agglomerazione fiumana. Viene finanziato in buona parte con i mezzi erogati dai fondi dell’Unione europea come la stessa D403, lunga 3 chilometri e il cui costo di realizzazione era stato valutato intorno ai 61 milioni di euro. L’appalto era stato assegnato al consorzio composto da tre imprese, cioè la nostrana “GP Krk”, la slovena “Kolektor” e la bosniaco-erzegovese “Euro-Asfalt”.
La nuova strada è praticamente pronta, ma al momento non avrebbe alcuna funzione senza il completamento della via d’accesso a via Zvonimir e alla rete viaria a Valscurigne. Non occorre essere degli esperti per capire che in entrambe le zone ci troviamo ancora in alto mare.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display