I successi sportivi rappresentano probabilmente il motivo di orgoglio più grande per i croati: dalla sua indipendenza, il Paese ha vinto un totale di 59 medaglie olimpiche (tra Giochi olimpici estivi e Giochi olimpici invernali) oltre ad alcune migliaia di medaglie in numerosi campionati europei e mondiali. La Croazia è una delle appena dieci nazioni al mondo ad aver giocato la finale della Coppa del mondo di calcio, uno dei dieci Paesi che hanno vinto almeno due volte la Coppa Davis e una delle 20 “potenze” calcistiche che può vantare, tra i suoi campioni, un vincitore del Pallone d’oro, ovvero Luka Modrić. Per i successi conseguiti la Jugoplastika di Spalato è stata proclamata la miglior squadra di basket del XX secolo; la nazionale di pallanuoto è tra le “potenze” mondiali in questo sport; la nazionale di pallamano ha conquistato due ori olimpici. Con i loro successi gli atleti hanno reso la Croazia un Paese sportivo apprezzato, e oggi sono una parte riconoscibile della sua identità e spesso i suoi migliori ambasciatori. A celebrazione di ciò, giovedì sera il Grand Hotel Bonavia di Fiume ha ospitato la “Serata dello sport” con un ospite d’eccezione, il canottiere olimpico Martin Sinković. L’evento – al quale ha preso parte anche il vicepresidente della Regione litoraneo-montana Toni Štimac – ha avuto luogo nell’ambito del progetto “Collina della cultura”, organizzato per il quinto anno consecutivo dal Museo di marineria e storia del Litorale croato in collaborazione con le istituzioni culturali e le società sportive della Regione e con l’Accademia di arti applicate dell’Università di Fiume. Come sottolineato da Denis Nepokoj, autrice del progetto, la cultura e lo sport hanno un inscindibile legame e sono due componenti fondamentali della vita urbana, ricoprendo un importante ruolo nella comunità e influenzando la vita quotidiana dei cittadini. Fiume, ha ricordato inoltre l’autrice, vanta due realtà sportive eccellenti, il campione in carica della SuperSport HNL (il Rijeka) e il circolo di canottaggio Jadran. Questo club di canottaggio, con una tradizione lunga oltre un secolo, è uno dei più premiati della Croazia. La “famiglia” dello Jadran – tra dirigenti e giovani atleti – si è riunita per questa occasione speciale, in compagnia della stella del canottaggio Martin Sinković, che ha ripercorso, nell’occasione, la sua carriera sportiva e ha raccontato alcuni retroscena della sua vita.

Un modello per i giovani
Martin, insieme al fratello Valent, è uno degli atleti croati più titolati: pluripremiato medaglia d’oro olimpica, pluricampione del mondo e vincitore di numerose medaglie in diverse competizioni europee e mondiali. Gli Abbagnale croati fanno parte di un gruppo d’élite di atleti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dello sport e rappresentano un modello per i giovani appassionati dell’arte del remare. I fratelli Sinković hanno iniziato a praticare canottaggio per pura passione, ignari della straordinaria carriera che avevano davanti. “Quando io e mio fratello eravamo ragazzini ci allenavamo perché ci piaceva, non avevamo grandi aspettative – ha spiegato Martin –. Ci siamo resi conto del nostro successo con il tempo, risultato dopo risultato, vittoria dopo vittoria”. Vittorie che sono arrivate non senza un grandissimo impegno, una forte disciplina e tanta forza di volontà. In particolare, il campione ha affermato come il canottaggio richieda un tipo di allenamento “estremamente faticoso, in cui si arriva al limite del dolore, ma è un qualcosa che so che è necessario. Nonostante questo, amo allenarmi.” E sono proprio l’amore e la dedizione verso questo sport che spingono gli atleti a proseguire questa strada, malgrado la fatica fisica e la bassa remunerazione. “Purtroppo le paghe, nel canottaggio così come in altri sport meno mainstream, sono troppo basse, e per via della bassa retribuzione potremmo perdere degli ottimi sportivi – ha affermato ancora Sinković –. Anche nei Paesi con una grande tradizione del canottaggio, come il Regno Unito o gli Stati Uniti, nessuno si arricchisce con questo sport, ma la differenza è che ci sono più opportunità”. Il canottiere d’oro ha concluso dicendo che, nonostante l’età non più giovanissima per un atleta professionista – compirà infatti 36 anni il prossimo mese – non ha intenzione di smettere con l’agonismo. “Per ora non ho intenzione di fermarmi con lo sport, continuerò fino a che il mio corpo me ne darà la possibilità”, ha detto, confermandosi un grande esempio di determinazione. Alla fine dell’incontro i numerosi ragazzi e ragazze presenti in sala hanno potuto chiacchierare con il loro idolo, che – tra un selfie e un autografo – si è mostrato entusiasta di incontrare la nuova generazione di canottieri croati.

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