La decima edizione della corsa ciclistica internazionale CRO Race, in corso di svolgimento sulle strade croate (oggi, mercoledì 1 ottobre, si corre la seconda tappa da Zaravecchia (Biograd na moru) a Novaglia (Novalja) sull’isola di Pago (Pag). In sei tappe i corridori percorreranno quasi 1000 chilometri attraversando gran parte della Croazia, dalla Dalmazia, la Lika fino all’Istria, passando per la costa adriatica.
La terza tappa, in programma giovedì 2 ottobre, porterà il gruppo da Gospić fino a Fiume, con arrivo in Riva. I ciclisti attraverseranno Lički Osik, Perušić, Otočac, Novi Vinodolski, Križišće e Praputnjak, prima di giungere in città. Per garantire la sicurezza della gara, è prevista una regolazione speciale del traffico: dalle 11.30 alle 17.00 la viabilità sarà limitata lungo il tracciato, mentre a Fiume, via Adamich resterà chiusa dalle 15.00 alle 17.00 e la Riva dalle 15.00 alle 18.00. Nelle aree di partenza e arrivo non sarà consentito parcheggiare.

Il giorno seguente, venerdì 3 ottobre, sarà la volta della quarta tappa, che prenderà il via da Veglia (Krk) e si concluderà ad Albona (Labin). I corridori attraverseranno Risika, Malinska, Njivice, il ponte di Veglia, Fiume, per poi affrontare la salita del Poklon sul Monte Maggiore (Učka) e proseguire verso l’Istria, con arrivo in piazza Tito ad Albona. Anche in questa occasione il traffico subirà deviazioni e chiusure temporanee: il tratta Fiume–ponte di Veglia sarà interdetto dalle 11.00 alle 12.30, mentre i collegamenti con il Monte Maggiore resteranno chiusi dalle 13.00 alle 14.30.

Come avviene di consueto, lungo tutto il percorso la velocità dei veicoli sarà rallentata (40–50 km/h), senza possibilità di sorpasso, e saranno previste deviazioni per le linee di autobus.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































