Creme cosmetiche «fai da te»

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Creme cosmetiche «fai da te»
Tutto l’occorrente per procedere con la fase C del processo di preparazione di una crema cosmetica

Dalla sua apertura ad oggi il Museo della Farmacia, progetto sorto in calle dei Canapini in Cittavecchia nell’ambito di Fiume – Capitale europea della Cultura quale iniziativa congiunta dell’azienda JGL, del Museo Civico e della Città di Fiume, ha offerto ai visitatori svariati interessanti contenuti, dalle visite guidate ai workshop, alla possibilità di conoscere ed entrare nel corpo umano tramite gli occhiali 3D, per capire gli effetti delle varie medicine sugli organi interni, e di acquistare manuali scientifici, souvenir, cosmesi firmata JGL e la simpatica mascotte dell’azienda, un serpente di peluche. A partire da oggi, l’ente darà vita a una nuova attività, ovvero la possibilità di creare una crema cosmetica, da portarsi a casa alla fine del tour museale a mo’ di ricordo. Ce ne ha parlato il responsabile e curatore dello stesso, Marin Pintur, dopo avere simulato per noi l’interessante visita guidata, prevista con l’acquisizione del biglietto. “È un’idea carina per coinvolgere le persone e rendere la loro visita maggiormente interattiva. Ovviamente, non si tratta di preparare una crema cosmetica dall’inizio del suo procedimento il che, date le varie fasi di cui necessita, richiede tempi molto lunghi, bensì del momento finale dello stesso”, ci ha spiegato Pintur, rilevando come quello odierno sarà il primo di una serie di appuntamenti, da definire a seconda dell’interesse, prenotabili tramite l’indirizzo mail o la pagina web del museo. “La fase conclusiva di preparazione di un’emulsione cosmetica, detta fase C, è costituita dall’inserimento degli oli vegetali termolabili e di quelli essenziali per conferire, se lo si desidera, una profumazione alla crema. È un momento che verrà affrontato dai visitatori a fine tour, presso il nostro piccolo laboratorio, per mettere in qualche modo in pratica ciò che gli verrà raccontato e che leggeranno durante la visita. Prevediamo l’interesse soprattutto da parte delle scuole e, in concomitanza con la nuova offerta formativa degli studi farmaceutici, ci auguriamo di avvicinare i giovani a questo settore così specifico e importante”.

Marin Pintur illustra l’utilizzo degli iPad

Un tour da gustare appieno

Il museo, ricorderemo, offre un interessante sguardo sulla storia della farmaceutica e dell’erboristeria e ospita un prezioso tesoro di rari oggetti, che narrano con la loro molteplicità e fantasia “l’arte del curare”. L’esposizione mostra farmaci e contenitori, ricette, strumenti farmaceutici, erbari, alambicchi, sezionatori di pillole, stampi per compresse, libri e volumi, antiche confezioni di medicinali della moderna scienza farmaceutica. Particolarmente interessante, ha sottolineato ieri il nostro interlocutore, è la vecchia officina della salute acquistata dalla farmacia Kolodvor in via Krešimir (oggi chiusa), di fronte alla Stazione ferroviaria, come pure le varie modalità d’interazione multimediale che affiancano la visita (tablet, schermi, i già citati occhiali per l’osservazione in 3D, ecc.) nonché la possibilità di sfogliare i manuali, aprire i cassetti, usare l’antica cassa.

L’angolo fiumano
Foto: RONI BRMALJ

“Il giro inizia con la storia della farmacia, sia locale che nazionale e mondiale, in cui raccontiamo del serpente quale simbolo della medicina e della farmacia, ma anche dei vari personaggi illustri della storia della farmacia, come Galeno, Paracelso, Leo Sternbach, Julije Domac, Vladimir Prelog, Federico II di Svevia, che con un editto del 1240 separò la farmacia dalla medicina, e di altri. Il fatto che li facciamo ‘rivivere’ e parlare virtualmente, tramite gli iPad che mettiamo a disposizione dei visitatori, riscuote ogni volta grande successo. Successivamente raggiungiamo varie altre sezioni, come quella del Giardino della guarigione, dedicato all’erboristeria, con 10 blocchi tematici, o quello dell’Angolo fiumano, che presenta la storia della farmacia di Fiume, con la riproduzione dell’ufficio di Eneo Forempoher, oppure quello Al bancone, dove illustriamo le ricette, anche esteticamente molto belle, compilate da Antonio Grossich”, ha concluso Pintur sottolineando che il museo è registrato presso il Ministero della Cultura ed è, quindi, presente nell’elenco dei musei della Repubblica di Croazia.

Il bancone con la cassa
Foto: RONI BRMALJ

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