COVID E VACANZE Ci siamo rilassati un po’ troppo

Nello scalo di Valbisca, sull'isola di Veglia (Krk) c'è un notevole viavai di vacanzieri

Il turismo è il settore ad aver subito i maggiori danni economici per effetto della pandemia e delle relative restrizioni dei viaggi. L’intera filiera turistica croata, dalla ricettività alla ristorazione, dai tour operator alle agenzie di viaggio, è in ginocchio. E le previsioni non lasciano molto spazio all’ottimismo, tant’è che un recente studio della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) ha posto la Croazia al terzo posto (dietro a Giamaica e Thailandia) nella classifica dei Paesi più colpiti dalla crisi del turismo, in riferimento al peso del settore sul PIL nazionale. D’altro canto però, è anche vero che quello del turismo è uno dei comparti che tra i primi fa sperare in una ripresa rapida e diffusa. Uno scenario al quale stiamo assistendo fin dalla riapertura dei confini. A fare da locomotiva è il Quarnero, e in particolare le isole dove la maggior parte degli alberghi e dei campeggi è aperta. Che le isole siano una delle destinazioni più gettonate lo si intuisce dalle code nei vari scali traghetto, in primis quello di Valbisca, il secondo più trafficato del Paese – dietro alla linea Spalato-San Pietro di Brazza (Supetar) –, nonché il primo per numero di veicoli trasportati. A giudicare dai serpentoni di auto in attesa dell’imbarco e dai traghetti Ilovik e Kornati che vanno avanti e indietro senza un attimo di sosta (senza tralasciare Krk, che fa la spola con Loparo), qui il Covid sembra ormai un lontanissimo ricordo. Al di là comunque del notevole flusso di vacanzieri e di un’industria turistica che si è rimessa in moto, gli ospiti stranieri come giudicheranno il veemente ritorno del virus in Croazia (ieri sono stati registrati 116 nuovi casi di contagio, il dato più alto dall’inizio dell’epidemia) e il fatto che ormai nessuno rispetti più le misure di contenimento? Saranno preoccupati? Si sentiranno sicuri nel trascorrere le vacanze da noi? Glielo abbiamo chiesto.

Niente distanziamento sociale alla biglietteria

Nessuna preoccupazione
“Se è per questo, anche noi in Italia ci siamo rilassati parecchio e non diamo più tanto peso alle varie norme – ammette il trevigiano Maurizio, che trascorrerà qualche giorno di relax assieme alla propria famiglia nel campeggio Baldarin a Punta Croce, sull’isola di Cherso –. Ho letto dell’aumento dei casi, ma in tutta onestà la cosa non mi preoccupa più di tanto. Penso che la Croazia sia comunque un Paese sicuro”.
Dopo Croazia e Italia, pure l’Ungheria si è rilassata un po’ troppo, come ci dice Amos, giunto da Budapest.
“Guardate che da noi è la stessa cosa. Nessuno segue più le raccomandazioni e non a caso negli ultimi giorni anche noi stiamo registrando un incremento dei contagi. Preoccupato? Onestamente no. Eviterò assembramenti e porterò la mascherina nei luoghi chiusi. Alla fine, bastano pochi accorgimenti per evitare il contagio”.
Chi invece è un po’ più cauto è la Germania. “Dipende da regione a regione – ci raccontano Nadine e Pasquale, tedesca lei e italiano lui, arrivati da un piccolo paese vicino a Stoccarda –. Nei Länder più colpiti dall’epidemia sono in vigore misure molto severe, mentre invece nelle zone che registrano meno contagi le varie norme sono state tutte allentate. Non siamo preoccupati. Sin dall’inizio della pandemia siamo molto prudenti: ci laviamo spesso le mani, usiamo il disinfettante e indossiamo sempre guanti e mascherine negli ambienti chiusi. E così faremo anche ora che siamo in vacanza. Dove stiamo andando? Nel campeggio Slatina a San Martino (Martinšćica) a Cherso”.

Passeggeri in attesa dell’imbarco

«D’estate ci difendiamo meglio»
Anche la Repubblica Ceca ha allentato praticamente tutte le restrizioni, come ci rivela Lucie, arrivata da Brno assieme al marito e alla figlia.
“L’uso della mascherina è obbligatorio soltanto negli ospedali. Ho sentito dell’aumento dei casi in Croazia, ma noi staremo all’aperto a goderci la natura, mica a girare per centri commerciali (ride). Alloggeremo in un bungalow nel campeggio Lopari a Neresine (Lussino, nda)”.
Al pari della Croazia, uno dei Paesi che inizialmente era riuscito a contenere meglio la diffusione del Covid era stata la Slovacchia. Ora invece anche a Bratislava la curva dei contagi è tornata a salire.

Daniela è giunta dalla Slovacchia

“D’estate ci difendiamo meglio e quindi sono tranquilla, ma non nascondo di essere un po’ preoccupata per quello che potrebbe succedere in autunno e inverno. La mia vacanza? Il virus è tra noi e il rischio c’è, però starò molto attenta e mi comporterò responsabilmente”, ci ha detto Daniela.
Norme ignorate a bordo
Quanto invece alle misure vigenti sui traghetti, la Jadrolinija ha imposto l’obbligo della mascherina a bordo e il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro e mezzo. Tuttavia, da quello che abbiamo visto, cosa confermataci peraltro anche da alcuni dipendenti, sono in pochi a rispettarle. “L’unico a portare le mascherine è il personale di bordo”, ci ha detto rassegnato uno dei membri dell’equipaggio, assicurando però come i locali interni delle navi vengano sanificati più volte al giorno.

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