Con il diploma in mano verso il futuro

Ivor Hreljanović

“Quest’anno vi ho già fatto un sacco di discorsi ufficiali, sia ai balli di maturità che in altre occasioni, oggi voglio soltanto farvi i migliori auguri per il vostro futuro. I professori si sono impegnati a fondo per formarvi al meglio nel corso di questi quattro anni e indipendentemente dai risultati di questa maturità credo che abbiano fatto un buon lavoro. So che alcuni di voi si aspettavano dei voti un po’ più altri, ma i risultati di un esame non dipendono soltanto dal sapere, c’è anche la fortuna di mezzo, che evidentemente in questo caso ha giocato un brutto scherzo ad alcuni di voi. Ciò che importa, però, è che riusciate tutti a iscrivervi alla facoltà prescelta e da quello che mi avete raccontato in questi giorni sarà proprio così. Sono contento per voi, buona fortuna per il vostro futuro”, è stato il discorso di chiusura del preside della Scuola media superiore italiana di Fiume, Michele Scalembra, poco prima della consegna dei diplomi.

“I ragazzi che hanno sostenuto la maturità di Stato sono 34, 32 dei quali sono riusciti a superare la prova, mentre altri due sono stati rinviati alla prova d’appello che si terrà a fine agosto. I voti migliori sono stati registrati in inglese (B), dove la media dei 12 che hanno sostenuto l’esame era di 4,25 e in inglese (A), dove 22 ragazzi hanno ottenuto una media di 4,00. Vanno menzionati anche il 4 di Politica e economia, ottenuto da Raul Pende e il 3,59 in italiano (A), al quale hanno contribuito 22 alunni”, ha dichiarato la coordinatrice della maturità di Stato dell’ex Liceo, Tijana Debelić.
Come migliore risultato va evidenziato il primo posto totale a livello nazionale conseguito da Nia Sciucca in lingua italiana (A), Un risultato che ha reso orgogliosa tutta la scuola. Fra i risultati peggiori, invece, c’è l’1,91 conseguito dagli 11 ragazzi che hanno sostenuto la prova di chimica. Questo dato invita a riflettere: infatti la prova di chimica non è obbligatoria.

Problemi di traduzione

“I nostri ragazzi sono svantaggiati rispetto agli altri”, ha spiegato la prof. di matematica, Giuliana Marchig Matešić, che insieme ad altri colleghi ha illustrato i frequenti errori di traduzione che possono venire trovati nei quesiti d’esame. “L’esempio migliore è dell’anno scorso: in una domanda si chiedeva di calcolare una serie geometrica, mentre la versione croata si basava su una serie aritmetica. Il procedimento di calcolo è diverso e il risultato di tutti i ragazzi che hanno sostenuto la prova in italiano non poteva essere corretto.

Quest’anno i problemi maggiori si sono avuti con il test di chimica e questo spiega in parte i risultati molto deludenti. “Un quesito chiedeva di individuare il catione dei metalli alcalini che colora la fiamma di verde. Il problema è che non esiste nessun metallo alcalino con questa proprietà, che è invece tipica di un metallo alcalino-terroso. Potrà sembrare una banalità, ma è una domanda da tre punti alla quale i nostri ragazzi non hanno saputo rispondere per un problema di traduzione. E tre punti, che potevano venire assegnati a tutti e 11 i ragazzi, avrebbero alzato la media da 1,91 a 2,40. Se si considera che ci sono stati anche altri errori è un dato molto rilevante. Basti pensare che uno dei ragazzi è campione regionale di chimica e che questi ha preso 3 alla maturità di Stato”, ha affermato il prof. di chimica, Orjen Petković.

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