Complesso Benčić. Gli operai in lotta con le falde acquifere

La costruzione delle aree pubbliche nell'ambito dell'ex complesso Benčić è in pieno svolgimento

Il futuro Polo culturale di Fiume, che sorgerà nell’ambito dell’ex complesso Rikard Benčić, sta prendendo sempre più forma e ormai l’intera zona si è trasformata in un grande cantiere a cielo aperto. Accanto ai lavori di ristrutturazione dei quattro stabili industriali in disuso, che a opera conclusa accoglieranno il Museo d’Arte moderna e contemporanea (già operante), il Museo e la Biblioteca civici e la Casa dell’Infanzia, da circa due mesi è in corso nella zona interessata anche un ampio intervento d’assetto delle aree pubbliche, che comprenderà la costruzione del nuovo sistema di canalizzazione e di distribuzione dell’energia elettrica e la realizzazione di una serie di piazzuole immerse nel verde, destinate ad arricchire il futuro rione culturale cittadino. I lavori, ricorderemo, sono finanziati all’85 p.c. dall’Unione europea nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura 2020, atteso appuntamento al quale mancano ormai poco meno di sei mesi.

Problemi di percorso

Che la Città abbia preso molto sul serio l’importante titolo affidatole dall’Europa, lo dimostra anche la meticolosità con cui sono stati scelti gli appaltatori, tutte aziende altamente specializzate, che sin da subito hanno dovuto affrontare una serie d’imprevisti, non sempre facili da risolvere. Concretamente, una delle preoccupazioni che in questo periodo stanno dando del filo da torcere agli operai delle aziende GP Krk di Veglia e Fidal di Fiume, esecutrici della parte dei lavori relativi alle aree pubbliche, sono le acque sotterranee di venuta, ovvero le acque penetranti negli scavi a seguito della diffusione capillare delle falde circostanti, dovute alla presenza del torrente di Braida – che tutti i fiumani conoscono come Potok, dal quale prende il nome l’intero rione –, per le quali si sono rese necessarie diverse operazioni di scarico, effettuate non senza determinate difficoltà di… percorso. Un’opera complessa, per l’adempimento della quale bisognava costruire delle piccole piscine di scarico, volte a liberare il terreno circostante dai pozzi d’acqua formatisi durante gli scavi per effetto della forza di gravità, in seguito alla posizione in depressione dell’ex complesso Benčić. Per il confinamento e l’allontanamento delle acque di venuta è prevista, di norma, l’installazione di pompe mobili in fase di realizzazione delle opere, ed è ciò a cui sono ricorsi gli operai del cantiere. Un intervento che è durato per diverse settimane e che dovrebbe concludersi a breve, dopo di che non dovrebbero esserci più impedimenti per avviare la costruzione del nuovo sistema di canalizzazione e di distribuzione dell’energia elettrica e, in fase ultima, delle piazzuole verdi con tanto di parco tematico e sentieri pedonali. Su parte dell’area interessata dai lavori – in tutto si tratta di 15.700 metri quadrati di lotto –, precisamente lo spiazzo parallelo alla via Nikola Tesla, verranno realizzati 155 posti parcheggio, di cui 12 adibiti ai guidatori disabili.
Il valore complessivo dell’opera – che viene sorvegliata dall’azienda fiumana Rijekaprojekt – ammonta a circa 50,5 milioni di kune. L’importo verrà in parte coperto dalla municipalizzata ViK (Vodovod i kanalizacije).

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