In una mattinata qualunque questa è la normalità, come in altri quartieri della città. Qui siamo a Torretta, in via Čandek, alla fermata degli autobus davanti al centro commerciale “Andrea”, quello che si trova tra i due grattacieli più grandi di Fiume. Li indichiamo per dare una mano a trovarli a chi dovrebbe occuparsi seriamente di quanto sta avvenendo da queste parti.
Nello stesso momento il numero di veicoli, in una mattinata qualunque come quella di ieri, i veicoli in sosta vietata era in doppia cifra. Una decina, tra auto e veicoli commerciali, si sono appropriati della fermata, addirittura in doppia fila, qualcuno sui marciapiedi e, dall’altra parte della strada, sulle strisce pedonali. L’autobus si ferma sulla carreggiata, invadendo anche la corsia opposta, per far salire e scendere i passeggeri.
Nel frattempo i proprietari dei veicoli affrontano eroicamente ogni sorta di emergenza, dall’acquisto urgente del hot dog, delle sigarette, oppure soffrendo all’ombra davanti a un cappuccino o a una birra fredda, con vista sul proprio gioiello a quattro ruote. Lì ci sarebbe tanto da fare, a seconda dalle prerogative, cioè per la polizia stradale e per i vigili del traffico. La polstrada, e non è una novità che andiamo a scoprire adesso, ha problemi di organico. I vigili del traffico, anch’essi troppo pochi, hanno le mani legate. Non possono fare assolutamente nulla a chi, come il personaggio della foto, passa da una corsia all’altra, contromano, per fermarsi nell’area riservata ai mezzi pubblici. Lì ci vorrebbe uno sceriffo, con tanto di stella e pistola per contrastare chi si comporta, a tutti gli effetti, da sceriffo, con la stella (a tre punte) sulla friglia frontale che nasconde la potenza di un’intera scuderia di cavalli di razza. Un vigile del traffico in questo caso non può intervenire in alcun modo. Uno di questi ci ha detto, rassegnato: “Siamo solo degli spauracchi per gente ingenua o per gli stranieri che, se non altro, accettano il suggerimento di andasene”.
Gli operatori della Direzione cittadina dei vigili del traffico si occupa esclusivamente del “traffico in sosta”, cioè dei veicoli fermi senza persone a bordo. In questi casi i loro poteri si limitano all’emissione di multe e, nei casi previsti dalla legge, all’ordine di rimozione del veicolo. Tuttavia, in questo luogo specifico a cui facciamo riferimento oggi, in molte situazioni i trasgressori o passeggeri rimangono all’interno del veicolo e, una volta notata la presenza dei vigili, si allontanano, rendendo impossibile sia la documentazione fotografica sia la sanzione. Secondo la normativa vigente, infatti, i vigili non hanno l’autorità di fermare un veicolo in movimento né di identificare il conducente, che può quindi allontanarsi senza conseguenze. Chi si ferma per prendere il caffè, a pochi metri dalla propria macchia parcheggiata in modo a dir poco discutibile, può intervenire appena si presenta nella zona un vigile che, come possiamo immaginare, si ritrova con un pugno di mosche. Solo se arriva la polizia c’è speranza di avere un po’ di giustizia. Piccolo promemoria: l’articolo 83 del Codice della strada parla chiaro: Il conducente non può parcheggiare il veicolo a meno di 15 metri davanti o dietro al segnale che indica la fermata del trasporto pubblico. La realtà è un’altra. Come venirne a capo? Abbiamo chiesto alla Direzione dei vigili del traffico di fornirci delle informazioni su ciò che si fa o si può fare, dall’adozione massiccia dei sistemi di videosorveglianza e sanzionamento automatizzato delle trasgressioni.

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