Celebrata la Giornata della polizia

Sicurezza e fiducia tra percezione e realtà. Festeggiato San Michele, protettore dei poliziotti, con una serie di tradizionali eventi in Corso

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Celebrata la Giornata della polizia
Il pubblico dei bambini è sempre il più curioso. Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Sicurezza e fiducia: è questo il messaggio scelto dalla Polizia croata per festeggiare il 35º anniversario della sua fondazione. In occasione della ricorrenza, che si svolge nel giorno di San Michele, la Questura litoraneo-montana ha celebrato la Giornata della polizia con un incontro tra polizia e cittadini svoltosi in Corso a Fiume. In onore dei poliziotti caduti, sono state deposte corone presso il monumento dinanzi alla sede della Questura, in via Martiri antifascisti. Alla cerimonia hanno preso parte la sindaca Iva Rinčić e il suo vice Vedran Vivoda.

Equipaggiamento
L’incontro tra polizia e cittadini si è svolto tra le ore 10 e le 12, nell’arco delle quali i visitatori hanno avuto l’opportunità di prendere in visione l’equipaggiamento di tutti i reparti della polizia, assistere a una dimostrazione di intervento, visitare l’angolo della Scientifica, entrare in un veicolo blindato, salire su una moto della polizia e apprendere come si utilizza un drone. La sindaca Iva Rinčić ha rivolto agli agenti e alle agenti un messaggio di augurio in occasione della loro giornata, ringraziandoli per il lavoro instancabile e per l’alto livello di sicurezza che garantiscono quotidianamente ai cittadini e ai visitatori. “Al centro di ogni istituzione ci sono la persona e la professionalità e il coraggio che i poliziotti dimostrano ogni giorno – come nel recente salvataggio di turisti dall’annegamento da parte degli agenti Christian Majdandžić e Alen Marmarac, nda –, che sono la prova migliore della qualità del nostro corpo di polizia”, ha sottolineato la prima cittadina.
In mattinata, come già scritto, in segno di omaggio ai poliziotti caduti, sono state deposte corone presso il monumento davanti all’edificio della Questura litoraneo-montana. Le corone sono state deposte dai familiari dei poliziotti caduti, dai rappresentanti della Questura, dell’Esercito croato e delle associazioni nate dalla Guerra patriottica.
Deposizione di corone di fiori
A nome della Regione litoraneo-montana hanno deposto corone di fiori il vicepresidente Toni Štimac e la responsabile di settore Ermina Duraj, mentre a nome della Città hanno reso omaggio la sindaca Iva Rinčić e il suo vice Vedran Vivoda. Questa è stata però anche un’occasione per parlare del ruolo della polizia nella società e in particolar modo della sua presenza nelle strade cittadine. Bojan Kurelić, che durante lo scorso mandato ha ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio comunale di Viškovo, ha ricordato con un post sul suo profilo Facebook, come il suo Comune abbia chiesto più volte l’apertura di un Commissariato di polizia in zona, che avrebbe potuto coprire anche l’area di Castua e Klana, dove vivono quasi 40mila persone. “La risposta è però sempre stata la stessa, non ci sono abbastanza poliziotti”, ha affermato Kurelić.

Numero carente di agenti?
Questa carenza appare evidente a molti cittadini, che vorrebbero un maggior numero di uomini in divisa per le strade, sia per renderli più pronti a reagire a una necessità, sia come deterrente. Kurelić, sostiene però che a livello generale in Croazia non ci sia una carenza di uomini nelle forze dell’ordine, anzi. “Dal 1991 ad oggi il numero degli agenti di polizia è aumentato da circa 11mila a 20mila, con la popolazione che nello stesso periodo è diminuita sensibilmente. Ora abbiamo circa 500 agenti su 100mila cittadini, mentre la media europea si ferma a 318. Questi numeri, però, non vogliono dire nulla se gli agenti non sono in strada, nei quartieri, nelle comunità”, ha scrittoKurelić sul suo profilo Facebook.

Sono cambiati i tempi
Il vicequestore Tomislav Dizdar ha di fatto confermato come gli agenti non scarseggino, ma ci sia una questione di distribuzione delle risorse. “La percezione dell’opinione pubblica è che ci sia meno polizia, però di polizia ce n’è abbastanza per rispondere a tutte le sfide che dobbiamo affrontare. Uno dei motivi per i quali non ci si vede tanto sul territorio riguarda nuovi modelli di infrazioni, con un maggior numero di denunce, come ad esempio, per violenza domestica. Questi interventi richiedono molto tempo, dove una pattuglia deve impiegare molte ore per un singolo caso, per analizzare tutto con la dovuta cura, stando attenti a ogni minimo dettaglio. Bastano due casi di questo tipo in una giornata, che un’intera pattuglia non farà nient’altro quel giorno e di conseguenza non si farà vedere in giro. Un altro motivo è un aumento delle responsabilità della polizia. Ci sono molte più manifestazioni da coprire sul territorio, molti più interventi, per cui magari siamo meno visibili rispetto a venti o trent’anni fa, ma si lavora in maniera molto più articolata. Infine, capita spesso che si faccia un’operazione simile al triage in medicina, ossia una valutazione di quelle che sono le situazioni nelle quali è indispensabile intervenire. In questo modo i problemi più gravi vengono sempre risolti con un adeguato numero di uomini e mezzi”, ha affermato Dizdar.

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