Carso. Una ricchezza da conservare

Il progetto transfrontaliero KRASn’KRŠ, incentrato sulla tutela ambientale, è giunto al termine

Il paesaggio carsico è caratterizzato da numerosi fenomeni geomorfologici

Si concluderà domani il progetto KRASn’KRŠ, finalizzato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio ambientale, nonché allo sviluppo del turismo sostenibile nel paesaggio carsico transfrontaliero. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma transfrontaliero Interreg V-A Slovenia-Croazia 2014-2020.
L’evento aveva preso il via il 1° settembre 2017 e in due anni e mezzo ha visto la realizzazione di numerose attività. Tra queste anche la fondazione di ben quattro centri interpretativi, chiamati 4Karst (Carso in inglese): il Centro della vegetazione carsica nell’area del giardino botanico di Sežana, in Slovenia; il Centro nel parco della Grotta di San Canziano (Škocjanska jama), sempre in Slovenia; uno a Brod na Kupi, in Gorski kotar; e il Centro del vecchio frantoio a Ponte, sull’isola di Veglia.
Habitat eterogenei
Il paesaggio carsico è caratterizzato da numerosi fenomeni geomorfologici, sia in superficie che nel sottosuolo. Il terreno del paesaggio carsico è modellato da doline (chiamate comunemente valli), baie, campi, valli secche, scogliere, abissi e grotte, creando, a poca distanza l’uno dall’altro, numerosi habitat estremamente eterogenei in termini ecologici. Grazie a KRASn’KRŠ, sono stati realizzati anche diversi sentieri che mirano a valorizzare il patrimonio naturale e a presentare quello culturale del luogo anche a scopi turistici. Sul sito www.smartkarst.eu, si possono ottenere tutte le informazioni riguardanti il progetto, come pure visualizzare la piattaforma digitale SmartKarst che collega i contenuti di 4Karst e KarsTrail, oltre naturalmente a offrire indicazioni riguardanti i sentieri riservati ai ciclisti, il cui numero è in costante aumento dal momento che ogni anno sono sempre di più coloro che scelgono il Carso per le loro gite sulle due ruote.
Rinnovato il frantoio di Ponte
Per quanto riguarda invece il frantoio di Ponte, costruito nel lontano 1759 e rimasto in funzione fino al 1950, è stato rimesso a nuovo ed è stata allestita pure una mostra sulla spremitura delle olive, nonché organizzati dei “sentieri delle olive” che potranno venire visitati grazie a dieci biciclette elettriche messe a disposizione. Nel 2002 il frantoio è stato proclamato patrimonio culturale a livello nazionale.
Tutti i dettagli del programma sono stati illustrati dai partner che vi hanno preso, ovvero da Željka Modrić Surina, direttrice del Museo di scienze naturali, da Mateja Breg Valjavec, coordinatrice del progetto del Centro di ricerca dell’Accademia della scienza e dell’arte della Slovenia, da Marinko Žic, sindaco del Comune di Ponte e da Sonja Šišić, capodipartimento regionale per la cultura, lo sport e la cultura tecnica.

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