Cara Radio Fiume ti scrivo…

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Cara Radio Fiume ti scrivo…
Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Cara Radio Fiume,

ti scrivo per farti gli auguri in occasione dei tuoi 80 anni! Un traguardo importante, un intreccio di storie, voci e vite che risuonano ancora oggi. E in questo lungo viaggio, ho avuto modo di percorrere 30 anni con te, nella Redazione italiana. Un lungo tratto di vita condiviso con colleghi straordinari, con ascoltatori fedeli (sia appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana sia quelli della maggioranza che parlano o capiscono l’italiano), e con una città che, attraverso le voci dei tuoi giornalisti, ha trovato uno spazio per raccontarsi e riconoscersi.
Questa lettera non è solo un augurio, ma vuole essere anche un ringraziamento. Un ringraziamento per i ricordi, per le risate in redazione, per le corse a perdifiato per un servizio dell’ultimo minuto. Ma soprattutto, un grazie per avermi dato la possibilità di fare quello che amo – la giornalista – e di raccontare le storie, grandi e piccole della nostra Comunità italiana e non solo. Una professione, quella della giornalista, che continuo a svolgere dopo essere stata accolta da una grande e nuova famiglia, quella de “La Voce del popolo”.
Cara Radio Fiume, anche se le nostre strade si sono divise i ricordi rimangono indelebili. Ricordo l’entusiasmo di affrontare i vari avvenimenti giorno per giorno, la responsabilità di parlare a una comunità che da sempre vive in equilibrio fra più lingue e culture, ma anche la gioia di poter dare voce a storie piccole e grandi, quotidiane e speciali. Come dimenticare la Guerra patriottica quando numerosi giornalisti italiani hanno fatto visita alla Redazione italiana diventata per loro un importante punto di riferimento. E poi quel terribile attacco terroristico alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. E anche l’unica volta in cui il Giornale radio delle ore 16 non è andato in onda in quanto tutti i programmi della Radio croata trasmettevano in diretta l’arrivo a Zagabria della Nazionale croata di calcio, vicecampione del mondo nel 2018, e l’accoglienza trionfale da parte di centinaia di migliaia di persone.
Ricordo ancora l’emozione del mio primo giorno – accolta dai due pilastri della Redazione Italiana, i compianti Franco Rocchi e Agnese grandi maestri e professionisti – il ticchettio della macchina da scrivere che successivamente ha lasciato il posto ai computer, il fruscio dei nastri da registrare (che con il passare del tempo sono stati sostituiti da registratori e attrezzature digitali), e l’ansia prima di andare in onda non solo la prima volta ma ogni qualvolta si accendesse la luce rossa “On Onda). Sei diventata un punto di riferimento, una finestra sul mondo per i tuoi ascoltatori.
Lungo il mio percorso ho incontrato il caro collega Andrea Marsanich, giornalista instancabile e con il quale ho condiviso anni e anni di lavoro, e poi ancora la spumeggiante Iva Pavletić Crnić, impegnata su “due fronti” (ovvero nel programma in italiano e in quello in lingua croata), Sandro Vrancich con la sua voce calda e infine la diligente Selina Sciucca che, assieme a Gianfranco Miksa, continua a portare avanti il programma in lingua italiana.
Cara radio, per me sei stata non solo un luogo di lavoro, ma una vera scuola di giornalismo e di vita: ho imparato che la parola ha un peso, che la vicinanza con gli ascoltatori è un bene prezioso, che anche la radio, con i suoi mezzi semplici, può costruire ponti. Quante volte sono pervenuti alla Redazione italiana lettere e messaggi da ascoltatori sparsi in tutto il mondo che ci ascoltavano grazie a internet. Sono belle soddisfazioni!
Nei tre decenni trascorsi insieme ho visto cambiare la città, il modo stesso di fare informazione. E anche se le voci cambiano e le tecnologie si evolvono, la tua anima resta la stessa: la dedizione alla verità e la vicinanza a chi ti ascolta.
Buon compleanno Radio Fiume, che i tuoi prossimi anni siano ricchi di nuove sfide, conquiste e, soprattutto, della stessa passione che ti accompagna dal 1945.
Con affetto.

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